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Adesso basta. Occorre una lotta vera!

Governo e Confindustria passano ogni limite, grazie all’assenza di un'opposizione vera.

(11 Giugno 2010)

In un colpo solo, mentre la Fiat vuole contratti polacchi, il governo muove guerra frontale al pubblico impiego, con blocco dei contratti, licenziamento di massa dei precari, nuovi tagli a cascata su scuola e sanità, elevamento dell’età di pensione... Perché tutto questo? Per garantire i banchieri, italiani ed europei, sulla tenuta di titoli di Stato che hanno comprato (risparmiando sulle tasse). Cioè per garantire i principali rapinatori di salari, pensioni, servizi degli ultimi vent’anni, oltreché i principali responsabili del crack.

Di fronte a questo scandalo, c’è il disarmo della cosiddetta ”opposizione”. Prodi si congratula con Tremonti! Il PD chiede meno tasse per i padroni, alla coda di De Benedetti. Di Pietro vota il federalismo di Bossi (più soldi a padroni e cliniche del Nord, più saccheggio di servizi pubblici al Sud). Tutti pendono dalle labbra di Marcegaglia. Mentre CISL e UIL fanno scudo al governo, e la CGIL convoca uno sciopericchio ridicolo di quattro ore. Quanto alle cosiddette sinistre radicali -ex ministeriali- si limitano a “denunciare”, senza proporre alcuna azione reale, per non spaventare il PD ed Epifani.

Questo spettacolo deve finire. E’ ora di agire. E’ ora che tutte le sinistre politiche e sindacali promuovano unitariamente una mobilitazione vera, radicale, prolungata; che si combini con l’occupazione delle aziende che licenziano, il presidio dei pubblici uffici e delle scuole, l’assedio di massa di governo e Parlamento; che si unisca alle mobilitazioni in corso in altri paesi europei; che duri sino alla sconfitta di governo e padronato. Lo sciopero generale del 25 giugno va prolungato in questa direzione.

Paghi chi non ha mai pagato. Si tassino grandi patrimoni, rendite, profitti. Si annulli il debito pubblico verso le banche, che vanno nazionalizzate senza indennizzo, sotto controllo sociale. Si abbattano spese militari e privilegi clericali. Si investano le risorse così liberate per allargare le protezioni sociali e promuovere un grande piano per il lavoro. Si apra un vera prova di forza per cacciare assieme a Berlusconi le classi dirigenti del Paese, liberando la via per una vera alternativa.

Il PCL si batte e si batterà in ogni caso e ovunque per una vera ribellione sociale, contro lo spirito della rassegnazione e della resa.

Partito Comunista dei Lavoratori

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