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Bersani su Chavez e l'Italia ha perso una occasione per tacere

(7 Luglio 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.contropiano.org

Il segretario del PD, Bersani ha perso una buona occasione per tacere. Il leader di una opposizione fantasma, parlando dell'eventuale fine del governo Berlusconi, ha dichiarato che non vorrebbe che al suo posto venisse fuori "un Chavez".

Farebbe bene Bersani a ricordare che Ugo Chavez Frias è il Presidente di una Repubblica a democrazia popolare e partecipativa che negli ultimi 11 anni, anche attraverso ripetute verifiche elettorali e referendarie, ha cambiato la storia del suo paese il Venezuela e dell'America Latina.

Con la Presidenza di Ugo Chavez si sta eliminando l'analfabetismo ( il Venezuela è il secondo paese in America Latina dopo Cuba per accesso al sistema educativo), ha introdotto il sistema sanitario gratuito per tutti, si è ridotta la povertà, ha aumentato del 40% i salari e gli stipendi base, con significativi aumenti delle pensioni, ha nazionalizzato moltissime imprese strategiche per l'economia del paese e dell'intera regione latino-americana.

Il Venezuela è il paese che ha dato maggiore impulso, insieme a Cuba, alla creazione e al rafforzamento dell'ALBA, un alleanza dei popoli di quella che con orgoglio viene definita Nuestra America , che oggi si contrappone sul piano economico, finanziario e culturale ai dettami degli imperialismi USA e UE e alle regole di strozzinaggio del FMI e della Banca Mondiale.

Quando arriverà il momento in cui la cosiddetta politica italiana finirà di guardare solo alle compatibilità con il profitto di impresa e comincerà finalmente a dare risposte ai bisogni dei ceti popolari e dei lavoratori in termini di democrazia economica e politica?

Il Sig. Bersani farebbe bene a guardare ai processi del socialismo del e nel XXI secolo in corso in Venezuela, Bolivia, Cuba e in tanti altri paesi latino-americani, senza ricadere nell'antico vizio della sinistra eurocentrica e neo-colonialista. Bersani deve rassegnarsi al fatto che oggi il cuore progressista del mondo batte in America Latina e non in Europa dove, al contrario, prevalgono le forze conservatrici e reazionarie agevolate dalla totale subalternità dei partiti come il PD.

Roma, 7 luglio 2010

La Rete dei Comunisti
la redazione di Nuestra America

www.contropiano.org

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