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Democrazia sindacale, SI o NO? Due RSU scrivono alla FIOM

(7 Luglio 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.assemblealavoratori.it

Mercoledì 07 Luglio 2010 17:02
Chiediamo in primis a tutte le delegate ed i delegati della FIOM e delle altre categorie della CGIL (ma anche delle altre sigle) di fare circolare e di mandare comunicati e prese di posizioni per far recedere la FIOM milanese da questa decisione incomprensibile che mina la credibilità delle importanti battaglie che sta conducendo sulla democrazia sindacale la più grande organizzazione italiana dei metalmeccanici insieme a tutta l'area de "la CGIL che vogliamo".

Ai compagni e alle compagne della FIOM di Sesto San Giovanni, della FIOM di Milano, della FIOM della Lombardia e della FIOM Nazionale
Cari compagni e care compagne, mi accingo a scrivervi mosso da quello spirito che anima ognuno di noi nel fare questo lavoro, quello del sindacalista,quello spirito intriso di ideologia e di quel senso di giustizia sociale, di umanità e di solidarietà che di questi tempi parte della società moderna ha smarrito. Le lotte che noi con la nostra organizzazione sindacale stiamo oggi sostenendo dalle fabbriche alle istituzioni, dove rivendicare posti di lavoro, salari dignitosi, sicurezza e democrazia sono obiettivi che ci impegnano quotidianamente e dove tutte le nostre energie sono profuse costantemente . Non ultima è stata la presentazione della proposta di legge sulla democrazia in fabbrica e sulle rappresentanze sindacali, proposta da me sottoscritta e sostenuta in fabbrica spiegandola ed invitando i lavoratori ad aderire. Perché vi scrivo?

Succede che nella fabbrica dove lavoro alla Marcegaglia di Milano stiamo rinnovando la RSU e qualcuno si è messo in testa che tutto questo percorso che stiamo facendo insieme noi e i lavoratori di Milano come di tutta l’Italia non conta niente. È stato richiesto da parte nostra di mettere in pratica e di essere coerenti con tutto le nostre lotte e iniziative che stiamo sostenendo, per cui le elezioni della nuova RSU siano fatte col proporzionale puro, rinunciando alla quota di un terzo garantita, trovando stranamente l’adesione della FIM, che non ha delegati e che già in precedenza aveva rinunciato alla quota di un terzo. In pieno accordo con la camera del lavoro di zona che ci segue si avvia la procedura per il rinnovo della RSU e veniamo a saper che qualche dirigente non è d’accordo sulla nostra scelta e ci viene imposto che la FIOM chiede la quota di un terzo mentre la FIM rinuncia ancora una volta. A questo punto sorge un problema come spiegare ai lavoratori questi comportamenti mentre si chiede più democrazia nelle fabbriche poi si prendono decisioni diametralmente opposte? Mi rivolgo a voi tutti dirigenti,quadri, funzionari e lavoratori in quanto iscritti alla FIOM di chiedere insieme agli iscritti e ai lavoratori tutti della Marcegaglia che ci sia coerenza nella FIOM tra la proposta di legge e la pratica sulle elezioni dei delegati di fabbrica.

Convinto di ricevere risposte positive.
Osvaldo Celano Delegato RSU FIOM-CGIL della Marcegaglia Buildtech di Milano
Milano 7 luglio 2010


**********************
Lettera aperta agli organismi dirigenti della FIOM Nazionale e di Milano
Carissimi Compagni, sono costretto a porvi questo problema, in modo aperto e pubblico per coinvolgere nel dibattito quanti più delegati e lavoratori possibile, in una fase in cui la vostra organizzazione sindacale si sta facendo carico di un importante battaglia sulla democrazia sindacale e contro l’attacco a salario e diritti di cui si è fatto portatore il sig. Marchionne con la proposta di accordo a Pomigliano d’Arco. Sono stato iscritto alla FIOM per circa 7 anni. Oggi sono iscritto alla FLMUniti-CUB, dopo una controversa e poco limpida espulsione nei miei confronti da parte della CGIL. Sento in maniera particolare la questione della democrazia assieme a tantissimi delegati FIOM e del Sindacalismo di Base. Qui a Sesto san Giovanni, e in tutta la provincia di Milano, assieme stiamo portando avanti importanti battaglie contro i licenziamenti, le delocalizzazioni, le speculazioni (es. Maflow, Mangiarotti…..). Io sono delegato RSU alla Marcegaglia Buildtech (ex Brollo Profilati) in viale Sarca 336 a Milano, al confine con Sesto san Giovanni, nei vecchi capannoni della storica Breda Siderurgica. Siamo in fase di rielezione della RSU, in quanto il nostro controverso mandato e scaduto da circa un mese. La storia sindacale di questa azienda è molto difficile in quanto la direzione ha da sempre cercato di pilotare e infiltrare la RSU, cercando di fare del clientelismo e della peggiore concertazione gli strumenti gestione delle relazioni industriali.

Tre anni fa sia la Fiom che la Fim di zona decisero, con un gesto importante nella battaglia per la democrazia sindacale, di rinunciare alla quota del 1/3 (che stabilisce in pratica che 1/3 dei delegati non venga eletto attraverso il voto dei lavoratori) nelle elezioni RSU e di utilizzare il proporzionale puro così come proponete voi nella proposta di legge di iniziativa popolare che presenterete oggi a Montecitorio correlata da 100.000 firme, fra le quali c’è anche la mia e quella di tanti altri delegati iscritti al FLMU.Chi prese più voti fu democraticamente eletto, e tutti i lavoratori hanno potuto scegliere in modo “personale e uguale, libero e segreto”. Questa volta invece la FIOM ha messo la retromarcia e anche di fronte al fatto che la FIM ha ribadito anche questa volta di rinunciare alla quota del 1/3 ha dichiarato che si avvarrà di tale quota ammazzando di fatto il grosso obiettivo di democrazia che avevamo raggiunto 3 anni fa. Senza presumere strane motivazioni su questa decisione della FIOM di Milano e di Sesto, vi domando: come si coniuga lo storico avvenimento democratico di oggi a Roma, con questo strano e retrivo passo indietro proprio sulla democrazia che fate qui in uno degli stabilimenti del capo degli industriali? In questo difficile momento per tutti noi, dove i padroni nella peggior crisi del secolo stanno cercando di riprendersi tutto quello che abbiamo conquistato, la nostra coerenza assume un ruolo fondamentale per ricostruire una capacità di tutti i lavoratori di riunirsi e opporsi con forza e determinazione agli attacchi del fronte Berlosconi-Marcegaglia, e a quanto pare nei confronti della FIOM anche di una consistente fetta dell’opposizione. Cosciente dell’importanza di quello che state facendo oggi a Roma, spero che la vostra risposta sarà nella pratica coerente e altrettanto importante.
Milano 5 Luglio 2010
Massimiliano Murgo RSU FLMuniti-CUB della Marcegaglia Buildtech di Milano

www.assemblealavoratori.it

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