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(Verità e giustizia per Genova)

G8 di Genova: arrestarono illegalmente 2 manifestanti, condannati 4 poliziotti. Voghera: saranno processati 5 carabinieri che pestarono un argentino

(13 Luglio 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.radiocittaperta.it

Marco Santopadre, Radio Città Aperta

13-07-2010/21:03 --- A quasi nove anni esatti di distanza dai fatti di Genova del 2001, oggi sono arrivate altre condanne nei confronti degli operatori delle cosiddette forze dell’ordine. Quattro poliziotti sono stati infatti condannati in appello a quattro anni di reclusione e a cinque anni di interdizione dai pubblici uffici per aver arrestato illegalmente, il 20 luglio di quell’anno, due studenti spagnoli durante gli scontri nel centro di Genova. E’ stata così ribaltata la sentenza di primo grado dell’8 luglio dello scorso anno, in cui i quattro agenti di pubblica sicurezza erano stati assolti. I giudici hanno invece deciso oggi anche di trasmettere gli atti alla procura con l’ipotesi di falsa testimonianza per un funzionario del VII reparto mobile di Bologna sentito come teste durante il procedimento penale.
I poliziotti condannati sono Antonio Cecere, Luciano Beretti, Marco Neri e Simone Volpini. Le accuse a loro carico erano quelle di falso ideologico in atti pubblici, calunnia e abuso d’ufficio. Come in altre inchieste sulle violenze delle forze dell’ordine contro i manifestanti durante il G8 e grazie alle leggi ad hoc varate dai governi negli ultimi anni questi ultimi due reati sono stati prescritti. L’inchiesta riguardava gli scontri avvenuti in piazza Manin, dove manifestavano varie associazioni religiose e di pacifisti. I poliziotti del VII reparto mobile di Bologna furono inviati in piazza con la motivazione che alcuni ‘black bloc’ stavano creando problemi; una volta arrivati in Piazza Manin, intorno alle 15, in realtà gli uomini del VII reparto mobile si accanirono contro alcuni manifestanti inermi e ne arrestarono alcuni. Fra questi due spagnoli che, secondo il pm, sarebbero stati accusati ingiustamente: Adolfo Sesma di aver lanciato una molotov e Luis Alberto Morente Garcia di essersi scagliato contro gli agenti con una sbarra di ferro. L’avvocato Giorgio Zunino, difensore di due dei poliziotti condannati, ha annunciato che gli imputati presentaranno ricorso in Cassazione.

Invece, sempre a proposito della angherie commesse contro cittadini inermi da parte di esponenti degli apparati di sicurezza, da Voghera nei giorni scorsi è giunta la notizia che nella città sono indagati i carabinieri che lo scorso aprile avrebbero pestato il cittadino argentino 41enne Isidro Luciano Diaz. L'uomo che alleva cavalli non si sarebbe fermato ad un controllo per eccesso di velocità vicino alla cittadina e i carabinieri lo hanno affiancato e bloccato con le pistole in mano, mentre Diaz consegnava loro un coltello che gli sarebbe servito per lavorare con i cavalli. A quel punto, secondo Diaz, è iniziato un pestaggio che è continuato poi anche all’interno della caserma di Voghera. Il giorno dopo l'uomo è stato processato per direttissima a Tortona. Fidandosi del consiglio di un avvocato d'ufficio frettolosamente convocato e poco incline ad una difesa strenua dal suo assistito, Diaz è stato indotto a patteggiare – riconoscendo quindi di aver commesso un reato - ed è stato incredibilmente condannato a due anni di libertà vigilata per resistenza a pubblico ufficiale. Ma immediatamente dopo ha sporto denuncia contro i carabinieri di Voghera. Diaz sostiene di essere stato preso a calci, sbattuto per terra e al muro, picchiato ripetutamente e offeso. Per ottenere assistenza medica sarebbe stato indotto a firmare carte in cui si autoaccusava ma che in quello stato e per problemi di lingua non poteva comprendere. La sua versione sarebbe supportata dai referti medici. L'argentino infatti è stato operato sei volte perché le percosse gli hanno causato il distacco della retina e la perforazione dei timpani e ha presentato al tribunale di Tortona delle foto che documentano le numerosi ecchimosi riportate su tutto il corpo. Il caso è stato reso noto dall'associazione «A buon diritto» presieduta da Luigi Manconi. Diaz ora è seguito dagli stessi legali che hanno seguito i casi di Cucchi e Aldovrandi. In un primo tempo il pm del tribunale di Tortona aveva richiesto l'archiviazione del procedimento a carico dei carabinieri, ma martedì della scorsa settimana invece il gip Tiziana Paolillo ha emesso un provvedimento di imputazione coatta contro i carabinieri. Si tratta di un atto che prelude a un probabile processo contro i militari coinvolti che potrebbe celebrarsi nei prossimi mesi. Così facendo i giudici hanno riconosciuto l'attendibilità della versione fornita da Diaz e la sua corrispondenza con gli esami medici e con le fotografie, mentre sembra sempre meno verosimile l'ipotesi dei cinque carabinieri indagati secondo i quali l'uomo si sarebbe fatto male al momento dell'arresto cadendo sull'asfalto (!).

www.radiocittaperta.it

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