il pane e le rose

Font:

Posizione: Home > Archivio notizie > Capitale e lavoro    (Visualizza la Mappa del sito )

Auguri

Auguri

(8 Aprile 2012) Enzo Apicella
Nonostante la crisi il governo Monti ha deciso di procedere all'acquisto di 90 F35

costruiamo un arete redazionale per il pane e le rose Libera TV

SITI WEB
(Capitale e lavoro)

Capitale e lavoro:: Altre notizie

Lettera agli operai della Zastava

(28 Luglio 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.webalice.it/mario.gangarossa



Care lavoratrici e lavoratori della Zastava e della Jugoslavia,

mi chiamo Sorini Milko e non sono un operaio ma faccio il portalettere. Ai tempi dell’aggressione Nato al vostro paese, come molti altri italiani sono sceso nelle piazze per battermi contro quell’aggressione e contro lo smembramento della Jugoslavia.

Ho perso!

Da quei giorni, attraverso l’associazione SOS Jugoslavia ho adottato una famiglia della vostra fabbrica bombardata (Zastava).

Per anni ed anni ho vissuto quasi in totale solitudine questa scelta di solidarietà. Solamente i compagni di SOS Jugoslavia (in particolare i compagni Vigna e Flavio) m’hanno fatto coraggio e hanno condiviso le mie scelte.

Oggi, a distanza di tanti anni e di grande solitudine sento parlare della Zastava dai quotidiani e dai TG!

E’ un effetto stranissimo! Fino a ieri, i lavoratori della Zastava potevano crepare tutti, che nessuno in Italia s’interessava di loro!

Quando anni fa avevo affissato i manifestini di SOS Jugoslavia in bacheca sindacale per chiedere solidarietà ai miei colleghi delle poste, nessuno mai rispose e anche oggi, quando parlo di Kragujevac vengo visto come una specie di marziano che “ama fare della carità”.

Perché mai loro, italiani, avrebbero dovuto fare della carità a dei serbi?

Ma la mia non è stata e non è carità!

Ora come all’ora, la mia scelta ha voluto essere e vuole essere un segnale di solidarietà internazionalista da un lavoratore verso altri lavoratori (non importa di quale altra nazione siano essi).

Qui, per anni, una maggior certezza del lavoro e migliori stipendi hanno permesso a molti lavoratori di non avere preoccupazioni e, forse, di credere che “sarebbe sempre toccato agli altri”!

Ma ora, anche qui quelli che ieri ridevano delle disgrazie degli altri hanno paura. Hanno paura che il lavoro verrà portato via dall’Italia!

Grossomodo, penso che esistano due categorie di lavoratori: quelli che pensano che la colpa abbia sempre il volto dello “straniero” e che vengono facilmente ipnotizzati dalle sirene del nazionalismo (qui abbiamo l’indescrivibile Lega Nord) e quelli che invece cercano di ricercare soluzioni che vadano oltre la nazionalità o l’etnia.

La mia impressione è che ora qui in Italia, specialmente adesso che la paura della disoccupazione è forte, i sindacati tendono a difendere il lavoro “italiano” e, tra balbettamenti e mezze parole cerchino soluzioni “italiane” che non li mettano in crisi con i propri iscritti (i quali comprensibilmente non vogliono restare disoccupati).

A me la situazione sindacale italiana appare paradossale: che significato ha per un sindacato difendere i lavoratori della propria nazione contro quelli di un’altra?

Penso che come lavoratori non abbiamo altra soluzione che la nostra unione contro coloro che vorrebbero dividerci su linee nazionali! In fin dei conti è evidente anche a un bambino che ci hanno cacciato in una situazione in cui ciascuno spera che “il lavoro” stia “a casa propria”!

Ma questa, a mio parere non è per nulla una soluzione condivisibile e non può che condurre gli operai a vendersi a ribasso e ad aderire alle sirene nazionaliste!

Oggi la Lega Nord, che fino a ieri era contro “lo statalismo meridionalista della FIAT” è tutta impegnata a rincuorare gli operai che la FIAT dovrà necessariamente produrre in Italia!

Io qui non sono in grado di fare proprio un bel niente di niente e nelle assemblee sono regolarmente isolato, ma se voi aveste del materiale semplice, comprensibile, chiaro e non enciclopedico, potrei tentare di divulgarlo attaccandolo nella bacheca sindacale.

Dal canto mio sono arrivato ad un’unica conclusione. La competizione tra lavoratori conduce i lavoratori a sbranarsi tra loro stessi e nonostante in questo scontro qualche volta si possa vincere, giungerà sempre qualche nuovo scontro in cui ci si dovrà nuovamente giocare tutto, compresa la dignità di lavoratori.

So perfettamente che la realtà sarà ben più forte delle mie “belle parole” e dei miei sogni di ingenuo comunista, ma sono convinto che il più grande errore che i lavoratori possono commettere sia quello di costruire le proprie forze sulla sdrucciolevole base delle compatibilità capitaliste che, come è sotto gli occhi di tutti, ci costringe a sbranarci tra fratelli!

Milko Sorini

27 luglio 2010

www.webalice.it/mario.gangarossa

Fonte

Condividi questo articolo su Facebook

Condividi

 

Ultime notizie dell'autore «Mario Gangarossa»

1875