il pane e le rose

Font:

Posizione: Home > Archivio notizie > Capitale e lavoro    (Visualizza la Mappa del sito )

Omsa

Omsa

(28 Luglio 2010) Enzo Apicella
Anche la Omsa di Faenza vuole delocalizzare in Serbia

Tutte le vignette di Enzo Apicella

PRIMA PAGINA

  • DALLA TORNATA ELETTORALE DEL 20/21 SETTEMBRE UTILI INDICAZIONI PER LA BORGHESIA
    Corsa contro il tempo per l'instaurazione di un "governo forte"
    (23 Settembre 2020)
  • costruiamo un arete redazionale per il pane e le rose Libera TV

    SITI WEB
    (Capitale e lavoro)

    La Omsa va in Serbia. Su Facebook la solidarietà alle lavoratrici

    (29 Luglio 2010)

    anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.dirittidistorti.it

    Giovedì 29 Luglio 2010 13:28
    Di Caterina Salassa* - Giunge, purtroppo non inattesa, la ratifica degli accordi fra il Ministro dell’Economia serbo e il titolare della Golden Lady, con conseguente chiusura della fabbrica di Faenza, e lo spostamento della produzione delle calze Omsa, in Serbia...

    Decisione che priverà a breve, del loro posto di lavoro le 320 lavoratrici occupate nella fabbrica di Faenza. La notizia è di quelle che suggeriscono d’istinto una forma di boicottaggio individuale e, così mi sono detta: “non comprerò più Calze a marchio Omsa”. Tuttavia è possibile fare di più per esprimere solidarietà a queste lavoratrici: iscriviamoci tutti al loro GRUPPO DI SOSTEGNO creato su Facebook – SOLIDARIETA’ ALLE 320 LAVORATRICI OMSA FAENZA. Le Istituzioni restano sorde al ripetersi con frequenza drammatica, di queste sbrigative “prassi” di dislocamento del lavoro, mentre preme l’urgenza di nuove Leggi atte a ristabilire una forma di Etica del fare Impresa, abolendo la pirateria del lavoro. Oltretutto, si tratta di una visione non soltanto cinica ma incredibilmente miope,da parte di una certa classe imprenditoriale, riguardo al cosiddetto “profitto”. Non occorre, in verità, essere dei grandi strateghi dell’Economia, per dedurre che sottraendo lavoro e conseguente reddito ai lavoratori, il tutto non abbia pesanti ricadute sui consumi, sul potere d’acquisto dei medesimi. Cerchiamo tutti insieme di reagire, di non subire passivamente, perché questi problemi toccano non soltanto certi settori produttivi ma l’intera società italiana: è in ballo il futuro nostro e dei nostri figli.

    *Lettrice di DirittiDistorti

    29-7-10

    www.dirittidistorti.it

    Fonte

    Condividi questo articolo su Facebook

    Condividi

     

    Notizie sullo stesso argomento

    Ultime notizie del dossier «Il ricatto della delocalizzazione»

    Ultime notizie dell'autore «DirittiDistorti»

    8365