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Fa’ canestro per la Palestina!

La nazionale israeliana di basket a Bari il 2 agosto

(30 Luglio 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.boicottaisraele.it


(30 Luglio 2010)

Tadamon Filastin (Solidarietà - Palestina)

Comitato di solidarietà col popolo palestinese in Terra di Bari

Bari - II Str. Priv. Borrelli n. 32

tadamonbari@gmail.com

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Il 2 agosto alle 20.30 al Palaflorio di Bari (Japigia) si incontrano le nazionali di basket di Italia e di Israele. Potrebbe sembrare una normale giornata di sport, ma così non è. Oggi in campo c'è una squadra, quella isra­eliana, che rappresenta uno stato, nato da oltre 60 anni sull’eliminazione, sull’espulsione, sull’oppressione e la discriminazione del popolo palestinese, al quale to­glie - con la violenza e il terrore del suo esercito, nel silenzio complice della ‘comunità internazionale’ - terra, acqua, vita, dignità.

Il popolo palestinese non può giocare, non può fare il tifo per la sua squadra, non può spostarsi liberamente nella sua terra, discriminato da un feroce regime di apartheid, oppresso, imprigionato, quotidianamente ucciso e massacrato.

I palestinesi, costretti dalla violenza delle armi già dall’invasione sionista del 1948 a lasciare le proprie case, espulsi dalla propria terra di Palestina nei campi profughi dei paesi arabi limitrofi, sopravvivono a stento, privati anche dei diritti fondamentali. Ad essi e agli altri milioni della diaspora palestinese (oltre 4 mi­lioni di esseri umani condannati all’esilio) Israele im­pedisce di tornare nella pro­pria terra.

Un milione e mezzo di palestinesi sono confinati nella Striscia di Gaza, trasformata dal 2007 in una prigione a cielo aperto a causa dell’embargo disumano, deciso e attuato unilateralmente da Israele, una “punizione col­lettiva in violazione del diritto internazionale umanita­rio” (risoluzione del Parlamento europeo, 15.1.2009). Tra il 27 dicembre 2008 e il 18 gennaio 2009 l’esercito israeliano ha attaccato Gaza (Operazione “Piombo fuso”) e fatto strage di 1500 palestinesi; migliaia sono i feriti e gli invalidi. Quando i pacifisti del convoglio umanitario della Freedom Flotilla hanno cercato di portare a Gaza farina, medicinali, quaderni scolastici per i bambini delle scuole, l’esercito israeliano, in ac­que internazionali, contro il diritto internazionale e contro ogni diritto, e con un vero e proprio atto di pi­rateria, li ha attaccati e uccisi, deportati e incarcerati in Israele, e sequestrato la nave.

I palestinesi con cittadinanza israeliana, vivono, sotto un regime di apartheid più duro di quello combattuto in Sudafrica da Nelson Mandela. Nella Cisgiordania occupata dal 1967, la costruzione del Muro, la pre­senza degli oltre 500 checkpoint e la politica israeliana di colonizzazione prosciugano i mezzi di sostenta­mento della popolazione, rendendo la vita in quel ter­ritorio assolutamente insostenibile.

Oltre 8000 prigionieri politici sono sequestrati nelle carceri israeliane, colpevoli solo di battersi per la li­bertà della loro patria, come lo furono i partigiani in Italia in lotta contro il nazifascismo.

Israele ha imposto un divieto de facto per lo sport pa­lestinese.


2004. Israele rifiuta a parecchi membri della squadra di calcio palestinese il permesso di lasciare la Striscia di Gaza, precludendo la qualificazione ai Mondiali.

30 marzo 2006. Israele bombarda lo Stadio palestinese di Gaza, lasciando un enorme cratere al centro.

2006. Coppa del Mondo. I giocatori provenienti da Gaza attendono per settimane al confine di Rafah - controllato da Israele – prima di potersi unire ai loro compagni di squadra in Egitto.

Giugno 2007: Israele impedisce per più di un mese alla nazionale giovanile palestinese di rientrare a Gaza dopo la partita in Giordania.

Nella West Bank e nella Striscia di Gaza, l'occupa­zione israeliana soffoca il funzionamento delle asso­ciazioni e istituzioni sportive e bombarda le strutture utilizzate da giovani palestinesi. Bambini palestinesi a Gaza sono stati assassinati mentre giocavano a calcio. Il controllo israeliano su tutti i confini e tutti gli spo­stamenti rende impossibile alle squadre palestinesi di riunirsi e viaggiare per i giochi nazionali e internazio­nali.

Il 2 agosto si gioca una partita di basket. Politica e sport – si dice - non dovrebbero mescolarsi. Ma non pos­siamo chiudere gli occhi di fronte alle sofferenze indi­cibili che Israele provoca alla popolazione palestinese. Tacere sarebbe colpevole, come fu colpevole, da parte di chi sapeva, tacere su Auschwitz e Dachau e l’eliminazione nazista degli ebrei rei solo di essere ebrei.

Perciò, anche in occasione della partita di basket, invitiamo i cittadini di Bari e della Puglia a mani­festare al Palaflorio per la causa palestinese!


per ricordare al mondo che milioni di esseri umani, milioni di bambini, di donne, di giovani e di anziani palestinesi sono oppressi in tutte le forme e resistono all’oppressore, e chiedono la liberazione della loro terra e dignità per l’umanità umiliata e offesa. Fa’ un canestro per la Palestina!

I comitati per la Palestina delle province pugliesi

www.boicottaisraele.it

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