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Alemanno fiuta l'aria che tira: da settembre il caldo afoso toglierà il respiro.

(17 Agosto 2010)

Una crisi economica di sistema, prima negata con forza e oggi fin troppo presente, consiglia il primo cittadino dell’Urbe a tentare una proposta che sia "all’altezza" del nulla di un centrodestra in evidente affanno politico-polmonare. Difficile immaginare soluzioni, non semplice nemmeno tentare di arginare il malcontento che dilaga, e quel che si vantava di esser uno dei rappresentanti della destra sociale, in sintonia con gli umori popolari, oggi invece si impegna indefesso a rivestire i panni del pompiere a difesa del governo Berlusconi.

Il sociale sindaco di Roma, tira fuori l’idea di balzelli per pulizie troppo onerose, alcune manifestazioni costerebbero veramente troppo (200000 euro) per la collettività, e poi i numeri delle stesse, oltre 500 e passa, a segnalare una situazione di troppo, da mettere assolutamente "sotto controllo". Una nuova puntata di un’azione già intrapresa su altri versanti. Fuori dal centro i cortei, era il penultimo agire tentato e non riuscito, sempre con il corollario di "preoccupazioni sociali" di una destra che era riuscita a far firmare questo impegno indecoroso a larga parte del centrosinistra ed a sindacati concertativi che tutto sono, meno che i sindacati di cui ci sarebbe necessità , cisl e uil in primis.

Una prima operazione, quasi riuscita, che puntava a togliere la vista di cortei al centro della città di Roma. Del resto, ormai si moltiplicavano le ragioni di chi , per poter dare visibilità ai tanti problemi, scendeva in piazza a reclamar diritti ed esigenze urgenti. Gli studenti su scuola ed università, gli operai per chiusure di fabbriche e precarizzazioni del lavoro, i territori contro sfruttamenti degli stessi e impegnati sulla salvaguardia ambientale, ed una infinità di altri casi, segno evidente dei tanti "mal di pancia" in circolazione. Un agire in contrasto all’azione di una destra politica che nei vari livelli di gestione istituzionale tentava di far passare segnali di ottimismo ad oltranza, che ben poco però hanno potuto fare, quando le tante problematiche legate alla crisi, hanno inciso sul vivere quotidiano dei tanti e delle tante.

Ed in pieno agosto, e con segni ancor più gravi dei malesseri in circolazione, e ben consci della traumaticità di un governo Berlusconi allo sbando evidente, al sindaco Alemanno deve esser sembrato un incubo l’immaginare di poter essere in balia degli scontenti e dei tanti cortei prevedibili già da ora. Ed ecco spuntar fuori l’idea di una tassa su cortei e manifestazioni, per evitare spese che si definiscono ampie ed ormai fuori controllo. Un vero sindaco del fare, non c’è dubbio alcuno, lui capisce l’aria che tira e fa, in nome "dell’arginare gli sprechi" . Sprechi che deve esser chiaro, nulla hanno a che fare con i tanti incarichi esterni del comune di Roma, che non tolgono nulla ai privilegi della casta al potere, che non mettono limiti a spese inutili e sprechi illimitati, ma che il Gianni dell’ex destra sociale individua nel pulire strade e piazze del dopo manifestazioni e cortei.

Un saper fiutare l’aria che tira, ma anche un non saper trovare il bandolo della matassa, del non riuscire ad arginare il malcontento che avanza a ritmi veloci. Incurante peraltro che chi è stato eletto, per arginare le tasse fuori controllo e per eliminare gli sprechi evidenti, non può inventarsi di sana pianta nuove tasse e per di più nuove tasse sulle spalle di chi protesta nella situazione data. Troppo evidente che il sindaco Alemanno punta a ben altri obiettivi che il controllo delle spese comunali, troppo evidente che l’autunno viene individuato come caldo afoso, di quelli che tolgono il respiro. di facile individuazione quel che preme con questo ulteriore tentare di metter sotto controllo il dissenso sempre più largo.

Il tassare manifestazioni e cortei , pur in presenza di un’opposizione farlocca che però in questo caso riesce perlomeno a mettersi di traverso, la dice lunga su un agire istituzionale che mette fine a quel tanto pomposamente a destra indicavano come: una città laboratorio, una città "tolta" alle indecisioni ed agli sprechi. La destra del fare, incapace di alcun buon fare, è impegnata nello smorzare la situazione che si va delineando, e se il caldo è fin troppo facile prevederlo in tutta Italia, a Roma al sindaco Alemanno non resta che sperare che l’introzduzione del nuovo balzello spaventi e scoraggi, ma al massimo rischia invece di produrre nuove ulteriori manifestazioni contro la nuova tassa stessa. Impotenza di un laboratorio che rischia di saltare su se stesso, per mancanza evidente di idee che con il ben fare poco hanno a che spartire. Sarà per questo che la governatrice Polverini, che si voleva in molti far passare per un’esponente sindacale, è subito andata in soccorso di Alemanno, nel tentare di favorire la strampalata idea della tassa anti-cortei, che insieme oggi chiamano non una tassa, ma un contributo sui servizi ?

Misteri di una destra politico-culturale che con il sociale procede su binari separati e senza nessunissima possibilità di incontro, un nulla di nuovo che segna il laboratorio della destra istituzionale come ripiegato stancamente su se stesso, sulla sua stessa idea di democrazia, dove la libera espressione diviena senza vergogna alcuna, un costo insostenibile. Ed il suggerito silenzio, ripagabile nel non essere tassato. Ma per un fare siffatto, serve scomodare l’idea stessa di un laboratorio politico , o è più facile intitolare il tutto ad un tentare di far passare politiche da caserma?

Enrico Biso

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