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(19 Marzo 2013) Enzo Apicella

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Agenzie Fiscali: la brutta storia del contratto. La brutta storia dei tirocinanti.

(22 Settembre 2003)

Agenzie Fiscali: la brutta storia del contratto. La brutta storia dei tirocinanti.

Contratto. Dopo alcuni incontri svoltisi presso l’Aran, purtroppo sono state confermate in pieno le previsioni nere che avevamo fatto. La bozza presentata è molto scialba, addirittura con parti in bianco o “da verificare” e, quindi, tutta da decifrare. La discussione sull’ordinamento professionale, che resta il punto centrale di questo contratto, per la sistemazione definitiva di tutto il personale nei livelli giuridici ed economici che gli competono (per il lavoro svolto) e per la soluzione dei “riqualificati”, è stata rimandata a chissà quando. Per la parte normativa vi è un ulteriore rinvio al 25 settembre con all’orizzonte la falsariga del contratto degli Statali formato da un aggravarsi di norme, codicilli, cavilli disciplinari per “regolare i comportamenti” dei lavoratori. La parte economica è rappresentata da un’offerta di circa 108 euro (medi, lordi ecc.) che cozza terribilmente con la situazione economica attuale, con un’inflazione stratosferica che, negli ultimi mesi (fonti stampa governativa) si è posizionata su un aumento del costo della vita del 32%. Cgil – Cisl – Uil “contrappongono” una richiesta di 130 euro, assolutamente ridicola. Non siamo degli indovini ma è facile ipotizzare una “felice” conclusione della partita tra i 110-115 euro alla faccia di tutti. Facciamo presente che gli arretrati economici (da gennaio 2001) daranno l’illusione di un discreto gruzzolo salariale, quando sappiamo che non è così.

Tirocinanti. La vicenda dei tirocinanti ha assunto livelli grotteschi. Dopo un anno di tirocinio negli uffici (con stipendio e diritti ridotti) dopo un ennesimo frustrante esame pre-estivo, dopo “la giusta pausa” per le ferie… senza stipendio, non arriva l’assunzione definitiva ma un ulteriore periodo di precariato fino a febbraio 2004 (per strumentali ragioni di cassa) con uno stipendio al 90%, senza contributi e ferie dimezzate, ancora senza nessuna certezza di un’ assunzione a tempo indeterminato. Una beffa per dei lavoratori, tra l’altro laureati, spesso con titoli e specializzazioni, la beffa di un rapporto di lavoro che si perpetua in nero, sottopagato e senza diritti.

Il PARADOSSO è che nella scorsa primavera l’Amministrazione aveva “mobilitato” il personale in una serie di verifiche ed accessi fiscali contro il lavoro nero e sommerso. Insomma essa si comporta al proprio interno esattamente al contrario rispetto alla propria “declamata” attività d’istituto esterna……

Sarà un vecchio adagio... ma sempre attuale... ribellarsi è giusto!

COBAS Pubblico Impiego
Finanze e Agenzie Fiscali

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