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Verona: La parola ritorni alla politica.

il PRC sulla giunta Zanotto

(22 Settembre 2003)

Non credo che la soluzione alla crisi politica attraversata dall’amministrazione Zanotto, vada ricercata nella modifica del regolamento.
Infatti, al di la dell’opportunità dell’intervento, prima di annunciare una simile misura occorre aver ben valutato se ci sono le condizioni per raggiungerla.
Occorre sapere che rimane sempre un intervento difficile da sostenere, che rischia di essere letto come una forzatura, come il voler cambiare le regole a partita iniziata, in definitiva come una misura di debolezza piuttosto che di forza.

Un’altra regola maestra su questo versante è che questi provvedimenti vanno concordati con l’opposizione, o almeno devono avere un consenso largo, ben più vasto della sola maggioranza, altrimenti è meglio scegliere la strada di preparare le modifiche ritenute necessarie ed opportune, ma di rimandarne l’attuazione al successivo mandato amministrativo.
D’altra parte l’attuale regolamento non è in vigore da ieri ed anche i precedenti consigli comunali hanno funzionato con queste regole.
Inoltre, i capigruppo di maggioranza, hanno già deciso un’interpretazione più rigida delle norme, ma ciò non è bastato per garantire un sereno svolgimento dell’assemblea cittadina.

Allora il vero problema sta da un’altra parte.
C’è di sicuro un problema di ruolo del Consiglio comunale, che ha perse molte delle sue prerogative, ma questo rientra in una questione più ampia e che trae origine dalla riforma maggioritaria delle istituzioni locali.
E se il ricorso scandaloso all’ostruzionismo può, in qualche maniera, essere arginato con regole diverse, di sicuro queste sono inefficaci contro atteggiamenti irriguardosi, irresponsabili e denigratori spesso purtroppo visti nel nostro consiglio comunale.
Contro di questi, oltre ad una consona gestione del consiglio stesso, è la denuncia politica a dover intervenire.

Occorre cioè che della questione sia investita la città.
Chi assume tali atteggiamenti deve essere chiamato a risponderne pubblicamente.
Servono quindi degli osservatori stabili durante le sedute consiliari in modo che quello che succede nell’aula non rimanga tra quattro mura, ma sia giudicato dalla pubblica opinione.
Anzi credo che l’amministrazione Zanotto debba cogliere l’occasione di questo momento difficile, per rimettere mano al patto con la città.
E’ indispensabile ritessere quei fili strappati negli ultimi mesi; è fondamentale recuperare i rapporti con quanti si sono dichiarati disponibili; occorre riprendere ad ascoltare e non scambiare le osservazioni come fossero critiche ingenerose.

Le forze politiche di riferimento della maggioranza devono fare la loro parte.
La delega in bianco ai soli amministratori è un errore enorme e che è bene finisca in fretta.
Mai come in questo momento l’amministrazione ha bisogno del sostegno della parte di città che l’ha votata.
A questa tocca portare il contributo, ma è compito dell’altra saperlo accogliere e renderlo produttivo.

Credo serva pure una registrazione nella giunta.
Non tutti gli assessori sono all’altezza del compito.
Molti hanno lavorato bene, ma altri hanno lasciato a desiderare.
Probabilmente la stessa distribuzione delle deleghe va meglio inquadrata.
Lo stravolgimento prodotto lo scorso anno non sempre si è ben inserito nel funzionamento della macchina amministrativa.
Occorre recuperare un rapporto tra giunta e consiglio.
La tentazione di amministrare senza, se non contro l’assemblea elettiva, non porta lontano.
Serve una diversa gestione del consiglio comunale.
Non è la prima volta che lo dico, ma l’attuale presidente è del tutto inadeguato al ruolo.

Anche la stessa maggioranza deve trovare una maggiore affinità con la città che le ha dato il mandato amministrativo.
Insomma se l’attuale momento di difficoltà diventa occasione per rimediare a quanto, in questi mesi, non ha funzionato, allora la via d’uscita all’attuale crisi c’è ed è a portata.
E’ questo, a mio avviso, il compito a cui amministratori, forze politiche, sociali, gruppi ed associazioni che si sono ritrovati nella vittoriosa campagna elettorale dello scorso anno, sono oggi chiamati.

La responsabilità di chi regge le sorti della città è quella di saper cogliere questa esigenza e di renderla possibile.

Verona 21/09/2003

Fiorenzo Fasoli
Consigliere comunale di Rifondazione Comunista

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