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Una morale double face

(6 Marzo 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.cattolicesimo-reale.it

I due pesi e le due misure della Chiesa di Roma In Italia si stanno diffondendo i registri comunali delle unioni di fatto sia pure con valore simbolico. In Portogallo, il 12 febbraio, sono stati riconosciuti i matrimoni gay. In Spagna è stata approvata una settimana fa la nuova legge sull’aborto.

Ce n’è quanto basta per togliere il sonno a papa e vescovi, che esortano con sempre maggior insistenza a escludere dalla comunione gay, abortisti, adulteri, divorziati (nella foto: la comunione di un noto divorziato).

Niente comunione per gay, divorziati, abortisti

Il 25 gennaio scorso il Vescovo Emerito di Grosseto, Giacomo Babini, intervistato dal giornale online “Pontifex” ha dichiarato: "Come Vescovo che non cede alle lusinghe della modernità dico che la pratica conclamata della omosessualità é un peccato gravissimo, costituisce uno scandalo e bisogna negare la comunione a tutti coloro che la professino, senza alcuna remora, proprio in quanto pastori di anime. Io non darei mai la comunione ad uno come Vendola".

“Secondo il Magistero un omosessuale praticante e dichiarato non può fare la comunione”, ha ripetuto il vescovo emerito di Pistoia Simone Scartizzi quando è stato intervistato il 5 febbraio dallo stesso giornale. Il prelato, non nuovo a uscite contro i gay, cui rinfaccia la “femminilizzazione” della società, ha aggiunto che neppure i divorziati possono essere ammessi all'eucarestia e che anche "la convivenza tra persone cattoliche more uxorio e non sposate è peccaminosa e comunque un ato impuro e come tale non permette al sacerdote di dare la comunione".

Le stesse sanzioni hanno minacciato i vescovi spagnoli ai politici cattolici che hanno votato a favore della nuova e più permissiva legge sull’aborto.

Ma un pluriomicida dice messa

E’ appena il caso di ricordare che non risultano sanzioni analoghe per politici in odore di mafia, che approvano leggi razziali, o promuovono i respingimenti dei profughi in mare.

E perfino il sacerdote argentino e cappellano della polizia Christian Von Wernich, condannato nel 2007 per 7 omicidi, 31 casi di tortura e 42 detenzioni illegali, commessi durante la dittatura argentina (1976-1983), continua a esercitare in galera il suo ministero - come ci informa l’agenzia Adista del 27 febbraio. Von Wernich, oltre a gestire un blog (vedi foto), dove rivendica di essere stato “sempre fedele agli insegnamenti della Chiesa e al Vangelo”, celebra regolarmente la messa (con conseguente comunione), cui assistono dei “fedeli” un po’ particolari, condannati con lui per analoghi reati (come Alfredo Astiz, detto l’“Angel rubio”, Jorge Acosta, detto “El Tigre” e l’ex capo della polizia Miguel Angel Etchecolatz).

All’indomani della sentenza di condanna, il vescovo della diocesi di von Wernich si era limitato a un comunicato in cui si diceva: “Che un prete… si sia così alienato dalle esigenze della missione che gli è stata affidata ci induce a chiedere perdono, con pentimento sincero”. E si prometteva di “trovare una soluzione opportuna secondo le disposizioni del diritto canonico”. Finora mai trovata.

Il pesce puzza dalla testa

Del resto la gerarchia fra i “peccati” è stata fissata in modo quanto mai autorevole dal presidente della Congregazione per la fede, Joseph Ratzinger, nel documentoDignità a ricevere la santa comunione, un memorandum del 2004, riportato nel sito J. Ratzinger ‘s Fan club.

In esso Ratzinger osserva che “non tutte le questioni morali hanno lo stesso peso morale dell’aborto e dell’eutanasia. Per esempio, se un cattolico fosse in disaccordo col Santo Padre sull’applicazione della pena capitale o sulla decisione di fare una guerra, egli non sarebbe da considerarsi per questa ragione indegno di presentarsi a ricevere la santa comunione…Ci può essere una legittima diversità di opinione anche tra i cattolici sul fare la guerra e sull’applicare la pena di morte, non però in alcun modo riguardo all’aborto e all’eutanasia”. In questi casi il politico cattolico deciso a sostenere e votare leggi permissive dovrebbe essere istruito sull’insegnamento della Chiesa e informato “che non si deve presentare per la santa comunione fino a che non avrà posto termine all’oggettiva situazione di peccato”. Se poi fosse anche gay…

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