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Denuncia delle misure anticomuniste del governo moldavo

(11 Giugno 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in it.kke.gr


La distorsione della storia e l'adozione della propaganda imperialista contro il socialismo vanno di pari passo con le persecuzioni dei comunisti
Atene, 9 giugno 2010

Il governo moldavo, che ha recentemente riconosciuto il "contributo" di tutti i moldavi che servirono lo stato nazista, ha fatto un ulteriore passo avanti. Ha costituito un "Comitato per la condanna del regime totalitario comunista", il quale ha proposto il divieto dei simboli comunisti nonché l'uso del termine comunismo e dei suoi derivati. Il governo della Moldavia sta già promuovendo tali proposte, le quali aggiungono un anello alla catena della campagna anticomunista iniziata in Europa e soprattutto negli Stati membri dell'UE in cui i Partiti comunisti (Estonia, Lettonia, Lituania, Romania) e i simboli comunisti (Ungheria, Polonia) sono fuorilegge.

Il governo moldavo chiede inoltre di vietare la falce e martello, la stella rossa, che rappresentano la lotta per l'abolizione dello sfruttamento capitalista, rappresentano il sangue ed i sacrifici di milioni di comunisti che si sono posti all'avanguardia nella lotta antifascista ricoprendo un ruolo dirigente nella sconfitta del fascismo durante la Seconda guerra mondiale. Rappresentano le lotte politiche di classe per la giornata lavorativa di 8 ore, per la previdenza sociale, l'educazione e l'assistenza sanitaria gratuite e tante altre importanti conquiste ottenute dai lavoratori sotto la guida dei comunisti, grazie all'influenza della costruzione socialista nell'URSS ed in altri paesi dell'Europa orientale e centrale. Attualmente questi risultati sono cancellati dalle politiche antipopolari utili ai profitti dei gruppi imprenditoriali e dalla crisi economica mondiale che mostra i limiti storici del capitalismo.

L'anticomunismo va in parallelo con l'offensiva diretta contro i lavoratori affinché paghino le conseguenze della crisi capitalista. Essi stanno assistendo alla privazione dei loro diritti lavorativi e politici, all’aumento della disoccupazione e dei senzatetto, alla privatizzazione delle imprese, del sistema educativo e sanitario, ecc.

L'asse principale di questo attacco anticomunista è rappresentato da Unione europea e Parlamento europeo, dal Consiglio d'Europa e dall'Assemblea dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE).

Questo impegno è collegato ai continui sforzi di distorsione storica per l'equiparazione di fascismo e comunismo, per la falsificazione della storia della Seconda guerra mondiale e dell'edificazione socialista. È rivolta principalmente alla coscienza dei giovani che essi vogliono imbrigliare nel capitalismo presentandolo come l'unica prospettiva.

In molti casi le iniziative anticomuniste vengono promosse non solo dai partiti liberali, ma anche da quelli socialdemocratici. Le forze opportuniste, che in Europa si ritrovano nel cosiddetto Partito della Sinistra Europea, sono particolarmente responsabili di questa situazione. La ragione sta nel fatto che il Partito della Sinistra Europea è ostile alle tradizioni comuniste e all'esperienza della costruzione del socialismo nel XX secolo, che ha accettato l'artificiosa idea della "condanna dello stalinismo", che rifiuta i principi dell'edificazione socialista e il contributo del socialismo, costruito in Unione Sovietica e negli altri paesi dell'Europa centrale e orientale, per i lavoratori di tutto il mondo.

Il divieto prospettato dal governo moldavo, che è un dato di fatto negli altri paesi dell'UE, rivela la falsità e l'ipocrisia della democrazia borghese. Dimostra che i governi borghesi e i loro organismi temono un nuovo contrattacco del movimento operaio e rivoluzionario, perché conoscono quanto siano grandi e inconciliabili le contraddizioni del capitalismo, perché sanno che il futuro appartiene a una società senza sfruttamento, vale a dire al socialismo-comunismo.

Il KKE esprime la sua fraterna solidarietà ai comunisti in Moldavia e dichiara una volta ancora che li sosterrà risolutamente nel respingere l'anticomunismo e i tentativi di intimidire coloro che lottano per i diritti della classe operaia per una prospettiva di potere popolare.

Denuncia il governo moldavo ed esige la sospensione immediata dell'abolizione dei simboli comunisti e di qualunque legge e persecuzione contro i comunisti.

Sezione Internazionale del CC del KKE

Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

it.kke.gr

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