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Attacco alla USS Liberty

Attacco alla USS Liberty

(8 Giugno 2012) Enzo Apicella
Il 9 giugno 1967, durante la guerra dei sei giorni, i caccia israeliani colpiscono una nave spia della marina Usa: 37 morti e 170 feriti.

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Roma: difesa e accusa chiedono la liberazione di Zurine, Artzai e Fermin. Ma i giudici decidono la consegna a Madrid dei 3 giovani baschi

(8 Settembre 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.radiocittaperta.it


Marco Santopadre, Radio Città Aperta

08-09-2010/18:19 --- Neanche la lunga e dettagliata arringa contro l’estradizione del Procuratore Generale Otello Lupacchini - cioè il rappresentante dell’accusa (!) – ha smosso i tre giudici della quarta sezione della Corte d’appello penale di Roma che oggi, intorno alle 15, hanno deliberato la consegna si Fermin Martinez Lakunza, Artzai Santesteban Arizkuren e Zurine Gogenola Goitia allo Stato Spagnolo. Già in mattinata gli avvocati della difesa – Cesare Antetomaso e Maria Luisa D’addabbo – si erano dovuti mettere all’opera per analizzare in fretta e furia alcune decine di pagine inviate nella giornata di ieri da Madrid in cui vengono elencati alcuni comportamenti che, secondo i giudici spagnoli, proverebbero la condotta criminale dei tre baschi arrestati a Roma il 10 giugno e da allora detenuti nelle carceri italiane: l’aver partecipato a riffe (!), l’aver partecipato ad assemblee e manifestazioni, frequentari certi bar e certe strade di Pamplona... Comportamenti che lo stesso Lupacchini – pure noto per la durezza e la spietatezza con le quali ha mandato in galera centinaia di attivisti dei movimenti italiani di estrema sinistra durante gli ultimi decenni – ha definito insufficienti a giustificare l’estradizione in Spagna dei due ragazzi di Pamplona e della ragazza di Lekeitio. Si è spinto oltre il Procuratore Generale, arrivando a giudicare una aperta violazione dei diritti di riunione, espressione e manifestazione del proprio pensiero la legislazione antiterrorismo spagnola che, non essendosi ancora adeguata agli standard dell’Unione Europea non può quindi essere automaticamente applicata anche nel nostro paese, in questo caso nei confronti di Zurine, Artzai e Fermin. Una vera e propria arringa difensiva quella del rappresentante dell’accusa, poi integrata e approfondita dagli interventi dei due legali della difesa che hanno contestato la validità della documentazione inviata fuori tempo massimo dall’Audiencia Nacional di Madrid costituita non da prove o indizi di colpevolezza ma da una lista di banali e normali manifestazioni politiche e di vario tipo alla luce del sole e di natura non certo criminale. Ma a nulla è servita la inconsueta corrispondenza tra i punti di vista della difesa e dell’accusa: il collegio giudicante, con una formula tra l’altro giudicata imprecisa e sciatta dai legali delle due parti, hanno disposto la consegna alle autorità di Madrid dei tre giovani che potrebbero rischiare fino a 12 anni di reclusione per un reato di opinione. La decisione è stata accolta con stizza da Lupacchini, che l’ha apertamente criticata annunciando addirittura un ricorso della Procura in Cassazione… Fatto sicuramente inusuale. I legali, così come il Procuratore Generale, hanno ora 10 giorni di tempo per depositare la richiesta di ricorso in Cassazione. Fino a quel momento, quindi, i tre giovani rimarranno in Italia in condizione di carcerazione. “I secondini del carcere di Terni non permettono a mio figlio di telefonare, nonostante che il tribunale gli abbia concesso questo diritto quasi due mesi fa!” denuncia a Piazzale Clodio Lurdes, la madre di Artzai. “La settimana scorsa non le hanno fatto neanche vedere la sua fidanzata Maite, venuta apposta a Roma in aereo solo per poter stare con lui un’ora”. Gli attivisti dei centri sociali – Corto Circuito, Strada, Faro, Area 51 – e delle forze politiche della sinistra venuti a manifestare per l’ennesima volta per la libertà dei tre ragazzi scuotono la testa. Per l’assurda sentenza, e per l’accanimento delle autorità carcerarie nei confronti di questi giovani che in qualsiasi altro paese d’Europa potrebbero svolgere tranquillamente la loro attività sociale e politica senza dover finire in galera. Poco più in là, appese ad una grata, una bandiera del movimento basco per l’amnistia e uno striscione che recita ‘Libertà per i prigionieri politici baschi. Txote, Artzai e Zurine askatu’. Lurdes piange, abbracciata a sua sorella in un angolo… Domani tornerà a Pamplona, e parteciperà ad un ‘omenaldia’ (omaggio) che gli abitanti del suo quartiere hanno voluto dedicare a Fermin, che tutti chiamano Txote, e ad Artzai. Nel popolare quartiere della Txantrea e nelle vie di Antsoain, a due passi, tutti li conoscono. E sperano che tornino presto a casa. Real politik e magistrati italiani permettendo. Vada come vada, Zurine trascorrerà in una cella di Rebibbia il giorno del suo compleanno, l’11 settembre.

www.radiocittaperta.it

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