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Lettera aperta alla cgil di bologna

(9 Settembre 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.operaicontro.it

Lettera aperta alla CGIL di Bologna ( a seguito di una intervista non casuale) Cara CGIL di Bologna, leggo con fastidio l’intervista, su un quotidiano, al tuo segretario provinciale, un certo Danilo Gruppi. Pane quotidiano. Non ho mai sentito parlare di lui. Ma l’ ho sentito parlare. In quell’ intervista. Dice di pensarla molto simile a Marchionne. E viceversa. Non ho mai sentito parlare di lui. Del Gruppi. Intendo. Ma l’ ho sentito parlare. Di flessibilità. E di altri scempi. Ma non è di lui che voglio parlare. Delle cose che ha detto. Non è di lui che ti voglio parlare. Lo lascio parlare. Io parlo a te. Del Tempio che sei stata. E di quando difendevi i lavoratori e le lavoratrici. Del Tempo che sei stata. Nel Tempo cosa sei stata. E a cosa sei ridotta oggi. Cumulo di macerie di quel Tempio. Somma di inetti che hai nel seno. Arrivisti. Mercanti. Sono arrivati. I Mercanti. Fuori i Mercanti dal Tempio. Mercanti coltivati sotto i tuoi architravi. Hai fondamenta malate. Ora.
Mercanti hanno succhiato forza e conoscenza. Mercanti hanno venduto. Si sono venduti.
E io parlo a te. Non mi serve un segretario. Non mi serve. Chi serve? Uguale a Marchionne? E’ per questo che è segretario? Il tuo segretario? Così diverso da un lavoratore. Così diverso dalla tua storia. E allora? E allora che se ne vada. Che se ne vadano fuori dal Tempio. Tutti i Mercanti. Come hai potuto? Tutti questi anni. Mi restano le tue didascalie. Sulla pellicola logora. Avevi una Classe Dirigente. Avevi Idee e Progetti. Adesso non hai un cazzo. Prendi come vuoi questa mia. Recapitala se vuoi, alla tua nuova classe. Dirigente. Oggi, dirigente di chi? E’ lui che dirige, o lui sta dietro? Dietro le didascalie. Di un film girato anni fa. Hai girato da anni.
Mi hai girato. Le spalle. Non girare più. Non importa. E’ tardi. Cos’eri. Cosa sei stata. Guardati. Allo specchio. Quante volte l’ ho arrampicato. Adesso basta. Sei a rovescio. Sono stanco di scivolare. In basso. Resto qui. Se puoi, recapitala, questa mia. Resto qui. Se puoi, ascoltami. Resto qui. Genuflesso. Sulla tua Tomba.

7 settembre 2010 Giuliano Bugani operaio, giornalista, poeta

www.operaicontro.it

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