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(15 Agosto 2012) Enzo Apicella

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Bersani, il duo Ferrero-Diliberto e la necessità di un nuovo percorso.

(11 Settembre 2010)

Sul Corriere della sera del 10 settembre 2010, a firma Maria Teresa Meli si da conto di una trattativa allo stato avanzato del segretario del Pd Bersani che offre 10 scranni parlamentari con l’inserimento nelle liste del PD alla federazione della sinistra in cambio dell’appoggio sul suo nome, alle primarie prossime con cui si stabilirà il nuovo leader che affronterà le probabili elezioni politiche anticipate.

Posti parlamentari che riguarderebbero sia Ferrero che Diliberto, che in barba a pratiche democratiche, congressi, direzioni politiche o altro, già avrebbero dato il loro assenso. Triste fine di chi poco tempo prima, per salvarsi dalla crisi provocata dal Bertinotti e dalle sciaugurate politiche del governo Prodi, pur di restare in sella ai propri partiti, dichiarava svolte politiche a sinistra e ripensamenti sul governismo a priori. Oggi il duo dirigenziale della federazione della sinistra, scavalca a destra lo stesso Vendola e si mostra chino e prono a poter essere inserito direttamente in lista per il Pd. Nei giorni stessi in cui il Bersani indica nei contestatori di Bonanni: squadristi e violenti.

Potenza dell’opportunismo più basso possibile, che scavalca a piè pari programmi e politiche per poter salvaguardare le proprie carriere politiche in aperta discussione. Un colpo durissimo all’insieme degli iscritti e dei militanti di partiti "comunisti" che se pur in crisi rappresentano decine di migliaia di compagni e di compagne. Generali di una sinistra ormai interna al governismo fine a se stesso, ed incapaci di intuire quel che si muove in non pochi strati di popolazione, alle prese con una crisi di struttura economica e alla disperata ricerca di alternative possibili. Settori che giungendo i nodi al pettine, capiscono che le loro vite sono in balia dei profitti di pochi.

Dirigenti, che riescono a dirigere solo i propri piccoli affari di bottega, i loro piccoli tornaconti, col paraocchi sempre stabilmente inserito. Notizia che apre a sinistra uno spazio di rappresentanza politica di non piccole dimensioni, chiarendo di fatto le vere intenzioni della fallimentare federazione della sinistra ,che a questo punto diventa una svendita per chiusura locali vera e propria. Un duro colpo ai comunisti ed alle comuniste che dovranno tirare un onesto bilancio di pratiche governiste che han portato all’oggi. C’è da riempire un vuoto, c’è da pensare ad un nuovo percorso possibile, c’è da difendere con i denti e con le unghie un’opzione che indichi un altro modello di società, un’autonomia ed un’indipendenza politica della sinistra di classe e defenestri i sepolchi imbiancati delle "dirigenze" attuali.

E c’è da farlo alla svelta per non veder rifluire interi settori militanti che nonostante tutto han seguito fino ad oggi, chi il Ferrero, chi il Diliberto, sperando in svolte a sinistra. L’apertura di un processo politico che porti all’unità di chi lotta e di chi è inserito nei conflitti sociali, una sinistra dei lavoratori che sia riferimento di chi non vuol pagare crisi economiche generate da altri. Abbandonando politiche da piccolo orticello organizzativo inservibile specialmente nella fase odierna. Lontani da politiche leaderistiche, vicini a pratiche collettive e di autorganizzazione, riproponendo l’uso delle istituzioni come luogo dove amplificare ciò che succede nella società. Le lotte e le vertenze.

Consci che il percorso sarà duro, e che per riavere credibilità ci vorrà non poco tempo, il disastro di lascito dei dirigenti di se stessi alla Ferrero e alla Diliberto è veramente enorme. La sinistra di classe deve saper voltare pagina e la chiarezza di intenti di svendita della federazione della sinistra può, nonostante tutto, esser un punto da cui ripartire in ben altra maniera. Chi scende in piazza in questi giorni per contestare le politiche di precarietà, di privatizzazione e a difesa del lavoro e della scuola, sta li a dimostrarlo, ma ad oggi ha difficoltà a trovare sponde politiche, è ora di metter in cantiere un progetto politico che ne tenga in ampio conto. Il menopeggio che ha portato all’oggi , alle svendite dell’oggi, ci indica la politica inservibile da rifiutare, per poter finalmente creare quel che oggi ancora non esiste, l’unità della sinistra di classe.

Il luogo dove l’enunciato é uguale al praticato, la casa comune dei libertari, degli anticapitalisti, dei comunisti, dove i Bersani avranno la giusta risposta politica che gli si dovrebbe dare già nell’oggi alla sua offerta di arruolamento nelle liste del Pd, difficile immaginare quale?

Enrico Biso

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