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Bonanni val bene... una contestazione!

(11 Settembre 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.webalice.it/mario.gangarossa

Questo pomeriggio decine di lavoratori e lavoratrici, giovani precari/e, disoccupati/e hanno contestato la provocazione inscenata dagli organizzatori della sedicente "Festa Democratica", che, in perfetto tempismo con la disdetta del CCNL dei metalmeccanici comunicata da Federmeccanica, ha pensato di dedicare un'intera platea cittadina al segretario della Cisl, Raffaele Bonanni.

Sulle "bravate" del maggiore sindacato collaborazionista col padrone si è parlato è molto: dalla firma dell'accordo separato sulla riforma del modello contrattuale a quella sull'analogo contratto dei metalmeccanici del 2009, fino alla vergognosa vicenda Fiat-Pomigliano, senza dimenticare i ruoli da "V colonna sindacale" avuti sulle vertenze Alitalia e Telecom, tanto solo per rimanere sull'attualità... Atteggiamenti e scelte che farebbero impallidire lo stesso Pastore, fondatore della Cisl dopo la scissione del 1949 dalla Cgil (voluta da DC, USA e Vaticano). Negli atteggiamenti del sindacato di Bonanni oramai si è andati oltre la concertazione: per emolumenti, privilegi, tavoli, prestigio carriere nella politica di palazzo, questi funzionari si sono trasformati in eccezionali (per Marcegaglia e Marchionne) "penne fumanti" (pronti a firmare qualsiasi cosa), e instancabili portavoce delle ragioni di Confindustria e del ministro Sacconi. Che fosse stato scelto come "star" dal PD non ci soprende, visto le posizioni che questo partito ha assunto sulla vicenda Pomigliano (favorendo le posizioni Fiat e lavorando per l'isolamento della Fiom anche nella Cgil) e visto le varie posizioni dei soliti Ichino e Damiano sulla flessibilità e le proposte di legge sulla sospensione dei diritti per 3 anni per i neo-assunti. Ma che questa cosa si svolgesse a Torino, capitale della Cassaintegrazione (nel territorio regionale più di 1000 aziende metalmeccaniche che hanno richiesto la cassa in deroga), con vicende scandalose come quella di Agile-Eutelia o come Seat o come Engineerin.it (padroni che prendono i soldi e scappano) o con una precarietà dilagante nelle cooperative, nei call center, nella scuola e nell'università, francamente ci è sembrato troppo. Noi non possiamo mai parlare, fanno accordi e leggi che aumentano precarietà e sfruttamento e tagliano sempre più redditi e salari e questi imbonitori venduti alla Bonanni vengono pure a fare la passerella? No, ora basta, basta con la passività, con la rassegnazione con l'accettazione supina degli eventi rinchiusi come buoi in una stalla.
Come lavoratori e lavoratrici autoconvocati/e di Torino abbiamo voluto cominciare a rendere visibile la Torino che soffre, che fa sacrifici, che sbarca il lunario con lavori sempre più dequalificati e sottopagati (quando va bene) e che è stufa di essere presa in giro in silenzio. Dopo anni di delega a chi ci ha ridotto così... E' ora di qualcosa di completamente diverso.

Assemblea Lavoratori Autoconvocati Torino

8 settembre 2010

www.webalice.it/mario.gangarossa

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