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(La controriforma dell'istruzione pubblica)

Iniziano le lezioni all’insegna della lotta contro la scuola-miseria

(11 Settembre 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.cobas.it

Cobas Scuola 11/09/2010 13:15

Il 13 settembre proteste agli USP e USR, a Roma (ore 15.30) sit-in al MIUR

Anno dopo anno avanzano il degrado e l’immiserimento della scuola pubblica che lunedi riaprirà le attività di insegnamento nella grande maggioranza degli istituti. Pochi giorni fa l’OCSE (l’organizzazione dei paesi più sviluppati) ha confermato che l’Italia è il fanalino di coda per l’investimento nell’istruzione: mentre nella media tra quelli europei si spende 13.3 euro su 100 di spesa pubblica globale, in Italia non si arriva neanche a 9.

Ma non è stato sempre così: alla fine degli anni’70 (gli anni tanto demonizzati) la spesa italiana era nella media (13.4 su 100); poi, a partire dalla metà degli anni ’80, la scuola ha visto continuamente ridursi gli investimenti, venendo considerata dalla politica istituzionale di destra o di “sinistra” una spesa improduttiva, da tagliare in continuazione. E ora la riduzione di 140 mila posti di lavoro in tre anni con l’espulsione massiccia dei precari, operata da Tremonti-Gelmini, sta accelerando l’avvento di una scuola-miseria che non riesce a garantire più neanche l’ordinario funzionamento degli istituti e che riduce drasticamente anche gli stipendi già miseri (l’OCSE conferma che i docenti italiani sono di gran lunga i peggio pagati tra quelli dei paesi “sviluppati”) dei docenti ed ATA, a causa del blocco degli scatti di anzianità (in vista della loro cancellazione, come ha confermato, dopo aver raccontato la favola delle assunzioni in massa dei precari nei prossimi anni, la ministra Gelmini) e dei contratti, che deruba ad esempio, in media, un docente di 40 mila euro per l’intera carriera.

Ma le lezioni inizieranno anche nel panorama di lotta tracciato dai precari in questi giorni e da decine di migliaia di docenti ed ATA “stabili” che hanno scioperato in massa a giugno sugli scrutini e che da lunedi metteranno nuovamente in campo la loro opposizione ai tagli, all’espulsione dei precari, al blocco di scatti di anzianità e contratti. Il 13 settembre in tante città si svolgeranno iniziative di protesta agli Uffici Scolastici Provinciali e Regionali, e davanti alle scuole. In particolare a Roma i COBAS hanno indetto un sit-in (dalle 15.30 alle 19) davanti al Ministero ex-Pubblica Istruzione a cui parteciperanno le varie componenti del popolo della scuola pubblica E in tante scuole sta partendo la campagna “Sblocchiamoci”, per il recupero degli scatti e dei contratti, contro l’immiserimento della scuola pubblica, i tagli di posti di lavoro, classi, materie, orario, l’espulsione in massa dei precari, le cattedre extra-large oltre le ore di lezione frontale contrattuali, la “riforma” delle superiori, l’aumento del numero di alunni per classe. I COBAS invitano tutti i docenti ed ATA ad organizzare il blocco dei progetti e delle attività aggiuntive, delle cattedre oltre l’orario contrattuale, dell’accettazione in aula di alunni di altre classi, delle attività di coordinamento, dei viaggi di istruzione e delle visite guidate. Anche tanti genitori e cittadini, indignati per una scuola che non garantisce più neanche elementari strumenti didattici senza tassare le famiglie, saranno con noi. Infine, l’Esecutivo Nazionale COBAS (convocato per oggi e domani a Roma) deciderà su modalità e tempi dello sciopero nazionale contro la scuola-miseria.

Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS

11 settembre 2010

www.cobas.it

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