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(12 Settembre 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.operaicontro.it

«Batteremo la strada dei Ministeri». Umberto Bossi arringa il popolo padano dal palco della Festa dei Popoli Padani a Venezia. Li chiama «fratelli». E dice: «Senza le riforme siamo destinati ad andare a fondo». Più volte ripete la strofa di una canzone popolare: «La va a poche ore». «La va a giorni, la va a ore, e quindi preparatevi a fare festa nelle principali piazze del Paese». Arringa gli agricoltori («Anche voi vi siete rivolti alla "premiata ditta Bossi-Calderoli"»). E promette: «Non permetteremo che l'agricoltura padana scompaia nelle voraci fauci romane ed europee». Rispetto alle quote latte: «Stanno uscendo cose vergognose. I numeri dati all'Europa erano falsi. Gli agricoltori sono stati danneggiati da politici delinquenti». Poi ammette: il tempo passa. E condivide con i militanti i suoi problemi fisici: «In montagna mi mancava il fiato».
Ma torna subito ad essere il combattente . E riapre sul federalismo: «La premiata ditta Calderoli-Bossi - ha detto - ce l'ha fatta a portare a casa il federalismo. Ci saranno subito quelli che diranno che lo hanno voluto loro. Ma noi sappiamo che l'ho voluto io, Calderoli. E voi». Bisogna essere generosi, dice ancora al popolo verde: «Finita una lotta c'è subito un'altra battaglia». E non nasconde il prossimo obiettivo: «Portare a casa tutti i ministeri, nelle grandi capitali della Padania».«I ministeri», dice Bossi: «sono fonte di posti di lavoro, di soldi. Perché i nostri giovani non possono avere accesso ai ministeri?». «In Inghilterra - spiega Bossi - è una battaglia che hanno fatto da tempo: non c'è più un ministero a Londra». Ministeri al Nord quindi ma «anche al sud: anche lì ci sono delle grandi città. Batteremo la strada del decentramento».

Con la cerimonia dell'ampolla contenente l'acqua del Po versata in laguna Umberto Bossi ha poi chiuso a Venezia, come da tradizione, la festa dei popoli padani. L'atto simbolico ha seguito l'intervento sul palco del leader della Lega, accolto da applausi ed acclamazione del popolo del Carroccio. Con gesto evengelico Umberto Bossi, con l'acqua del Po ha simulato l'atto del battesimo, versandola sul capo di Roberto Calderoli, di Luca Zaia e altri big leghisti presenti sul palco di Venezia.
Il palco fronteggiava, come sempre, il palazzo in cui si trova l'abitazione di Lucia Massarotto, la veneziana che espone ogni anno al proprio balcone il tricolore, in risposta all'evento della Lega. Sotto al tricolore della signora Lucia, simpatizzanti del Carroccio hanno esposto prima dell'intervento di Bossi un enorme striscione «Ballarate vuole andare da sola» che ha coperto tre finestre, per surclassare, anche visivamente, la bandiera italiana che sventolava solitaria dal balconcino della signora Lucia.

www.operaicontro.it

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