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(Dove và la CGIL?)

La Cgil manipolata dal PD

(14 Settembre 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in medioevosociale-pietro.blogspot.com

La CGIL indice il suo terzo (o quarto) sciopero generale sul fisco accodandosi ad una decisione separata di Cisl ed Uil. Vuole ottenere qualche spiccioletto da dare ai lavoratori ed ai pensionati. Qualcosa come la iperbolica cifra di cinquanta o sessanta euro annui più una grossa elemosina subito. Pare che anche la Cisl e l'UIL sciopereranno per la stessa rivendicazione. Nello stesso tempo la CGIL rende nota una inchiesta sui salari in Italia non rendendosi conto di ridicolizzare la ragione dello sciopero. Rende noto che un quarto dei lavoratori italiani ha un salario compreso tra i 500 ed i 1000 euro e che i lavoratori atipici (sei milioni)
e quelli a tempo indeterminato hanno rispettivamente il 39 ed il 28 per cento in meno di retribuzione.
Particolarità agghiacciante il due per cento del campione intervistato percepisce meno di 500 euro al giorno. Insomma venti milioni di lavoratori e le loro famiglie vivono male e tra questi circa la metà vive malissimo.
La CGIL ha incluso anche la questione del collegato lavoro in via di approvazione alla Camera. Trattasi di risipiscenza tardiva e fatta di malavoglia ottenuta per lo scandalo e lo sconcerto generato
tra i lavoratori della sua precedente approvazione ottenuta nel silenzio delle opposizioni poi rinviata alle Camere dal Presidente della Repubblica.
La proclamazione di questa ennesima ginnastica motoria fatta per procurare un pubblico ai comizianti, per stampare qualche manifesto e fare un pochino di attivismo da boy scout del tutto innocente, si cala in uno scenario cupo, cupissimo, dominato da due vicende terribili: il licenziamento di duecentomila professori definiti inutili e frutto di assunzioni clientelari e quasi criminalizzati dalla Gelmini e la pretesa della Confindustria e della Fiom di militarizzare le fabbriche italiane dopo aver disdetto il contratto, fatto alcuni licenziamenti per diffondere un clima di terrore e di intimidazione e dopo la vanteria dei ministri Tremonti e Sacconi di avere ottenuto, con il silenzio complice dei sindacati, una ulteriore "riforma" delle pensioni, un innalzamento dell'età pensionabile ottenuto con
un vile e truffaldino "refuso".
Lo sciopero di Epifani non chiede il Salario Minimo Garantito per impedire la schiavizzazione dei biagizzati e degli immigrati pagati molto al disotto dei minimi contrattuali, non chiede l'abrogazione della legge Gelmini e della legge sulle pensioni con revoca immediata dei licenziamenti dei professori e ripristino del sistema di calcolo antecedente la riforma Dini, non chiede la applicazione dell'art.36 della Costituzione e dell'arti 39 dello Statuto dei Diritti di tutti i contratti esistenti per impedirne la manipolazione ed anche la revoca. Sarebbe necessario chiedere una norma di legge o un pronunciamento che vieti le deroghe ai contratti nazionali di lavoro. Queste introducono differenziazioni salariali e normative tra le imprese producendo fenomeni di concorrenza sleale a carico delle imprese che rispettano i contratti nazionali.
Non chiede neppure il completamento delle normative della cosidetta legge 626 dopo l'atroce morte
dei lavoratori di Capua e neppure una diversa normativa per i subappalti oggi strumenti di arricchimento delle mafie e di sfruttamento dei lavoratori.
Il PD è intervenuto a più riprese per condizionare e neutralizzare l'azione della CGIL o renderla addirittura favorevole agli interessi della Confindustria. Ha ammonito la FIOM a non essere "estremista" insomma accettare le condizioni imposte da Marchionne e dalla Marcegaglia e condivise da Bonanni ed Angeletti.
Non dubito che, dietro questa limitazione della "piattaforma " dello sciopero alla questione fiscale ed al collegato lavoro (ma la soluzione pd e cgil sull'art.18 è insoddisfacente) ci siano Bersani con Ichino e Letta che si rendono conto del clima inquieto ed angosciato del Paese e della necessità della CGIL di muoversi, di fare qualcosa. A tavolino, lontano mille miglie dai bisogni della gente, delimitano la richiesta dello sciopero in qualcosa che è accettato e sostenuto dalla Confindustria. Per la destra e la Confindustria ogni riduzione di tasse è stata sempre bene accetto. Per la sinistra le tasse sono sempre state alla base del welfare. Il problema è la loro equità e la loro proporzionalità che la destra vorrebbe abolire. Berlusconi sostiene che i ricconi non dovrebbero pagare più di un terzo del loro reddito!
Suggerisco ai lavoratori ed alle lavoratrici di partecipare allo sciopero ma con cartelloni e manifesti
per il Salario Minimo Garantito, l'abrogazione delle leggi sulla scuola, sui precari e sulle pensioni, nuove leggi sulla sicurezza, la richiesta della reintegrazione degli operai licenziati. Fare sentire alta, possente la richiesta di un sindacato di classe, combattivo, non strumentalizzato dalle voglie governativiste del PD, il sindacato di Di Vittorio e di Luciano Lama.
Pietro Ancona

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2010/03/cgil-sciopero-epifani-studio-tres-swg-effetti-crisi.shtml?uuid=7875971a-2b95-11df-9e06-f0245f3b8bda&DocRulesView=Libero

medioevosociale-pietro.blogspot.com

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