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Per i tre operai della Fiat

Per i tre operai della Fiat

(25 Agosto 2010) Enzo Apicella
Melfi. La Fiat licenzia tre operai, il giudice del lavoro li reintegra, la Fiat li invita a rimanere a casa!

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Licenziati dopo lo sciopero: batosta su 2 operai molisani

(16 Settembre 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.slaicobas.it

Mercoledì 15 Settembre 2010 22:19
Il provvedimento è stato comunicato oggi 15 settembre a Michele Paglialonga e Giuseppe Manes dopo la sospensione cautelativa ricevuta a fine agosto a seguito di un’astensione dal lavoro per 3 ore proclamata per i dipendenti del settore magazzino della Cft, cooperativa che opera per la Conad di San Salvo. «Sono stati colpiti perchè appartenenti al nostro sindacato» afferma Andrea Di Paolo dello Slai Cobas. «Noi abbiamo sempre denunciato le pessime condizioni di lavoro in cui operano pagando con punizioni e soprusi. Siamo pronti a ricorrere al giudice avvalendoci dell’articolo 28».

www.primonumero.it
di Stefano Di Leonardo

Uno sciopero di tre ore cui hanno aderito 12 operai. Questo è stato il principale motivo di licenziamento dei molisani Michele Paglialonga, 26 anni di Portocannone e Giuseppe Manes, 33 anni di Monteclifone. Entrambi membri del coordinamento provinciale dello Slai Cobas di Campobasso e fino a ieri dipendenti della Cft, cooperativa che opera al Conad di San Salvo. Dopo la sospensione cautelativa del 27 agosto scorso, stamattina 15 settembre, i due giovani hanno ricevuto la lettera di licenziamento.

«E con questi sono tre. Da maggio a oggi i licenziamenti di membri del coordinamento provinciale dello Slai Cobas sono già tre». Andrea Di Paolo, a capo del sindacato in Molise, è un fiume in piena. Dopo Giovanni Musacchio, mandato a casa dalla Fiat poco tempo fa, lo Slai Cobas si vede “appiedare” altri due iscritti. «Sono stati colpiti solo perché appartenenti al nostro sindacato» afferma Di Paolo.

Il sindacalisti ricostruisce la vicenda. «Lo sciopero era stato proclamato per protestare contro le condizioni di lavoro e specialmente per la sicurezza e le norme igieniche all’interno dello stabilimento». A braccia incrociate, a quanto racconta il sindacato, 12 dei 20 lavoratori Cft del settore magazzino della Conad di San Salvo.

Quattro di loro hanno ricevuto poche settimane fa la sospensione cautelativa e oggi, solo Paglialonga e Manes sono stati licenziati. «La giustificazione? Sono accusati di aver creato dei disguidi con quell’astensione dal lavoro». Un licenziamento che seppure inaspettato non è proprio un fulmine a ciel sereno. «Prima di allora avevano ricevuto dei richiami – confessa Di Paolo – per la loro attività sindacale. I lavoratori venivano accusati delle cose più incredibili. Ogni protesta veniva fatta pagare con punizioni e soprusi. La verità è che noi dello Slai Cobas abbiamo sempre denunciato le pessime condizioni in cui si lavora alla Cft. I lavoratori extracomunitari, cinesi e africani, vengono fatti lavorare 12 ore al giorno e senza diritti».

Il sindacato non sembra avere l’intenzione di stare a guardare. «Proporremo subito il ricorso al giudice del lavoro del Tribunale di Vasto sollevando l’insindacabilità del licenziamento. Ricorreremo senz’altro all’articolo 28». Per Di Paolo, oltre al lavoro perso da due giovani, c’è di mezzo il diritto garantito dalla Costituzione allo sciopero. «E’ un diritto dei lavoratori – afferma – Ormai in Italia siamo sull’orlo del baratro. Siamo pronti a chiamare in piazza i lavoratori abruzzesi con in testa gli operai extracomunitari per una grande mobilitazione.

(Pubblicato il 15/09/2010)

www.slaicobas.it

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