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I ricchi

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    (Il saccheggio del territorio)

    A Cerano la centrale Enel produce 1 tonnellata di Co2 all’anno. Il movimento “No Carbone” chiede la bonifica

    (17 Settembre 2010)

    anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.radiocittaperta.it


    Marina D’Ecclesiis, Radio Città Aperta

    17-09-2010/11:57 --- A Cerano (Brindisi) sorge la centrale termoelettrica più grande d’Europa. Le emissioni annue di anidride carbonica dell’impianto “Federico II” ammontano ufficialmente a 14,9 milioni di tonnellate. A poca distanza in linea d’aria c’è l’altra centrale di Brindisi, la EdiPower, che emette quasi tre milioni di tonnellate di CO2. Infatti le analisi svolte dalla “Direzione qualità della vita” del ministero dell’Ambiente e convalidate dall’Arpa hanno riscontrato la presenza di pesticidi e metalli pesanti oltre i limiti consentiti nelle coltivazioni di ortaggi destinati alla vendita, nel sottosuolo e nella falda profonda del territorio compreso tra Brindisi e Cerano. In questo scenario la città di Lecce, che si trova a poche decine di km, viene investita dalle emissioni: fenomeno confermato dalle alte incidenze neoplastiche così come risulta dai dati del Registro tumori jonico – salentino e già nel 1995 l’Organizzazione mondiale della Sanità aveva valutato l’area di Brindisi a “grave rischio ambientale”.
    Nonostante gli ingenti finanziamenti europei le bonifiche non sono mai state avviate e i cittadini non ne possono più. Daniele Pomes, portavoce del movimento ambientalista “no Carbone” , chiede che l’Enel si comporti in maniera responsabile avviando un confronto con gli enti locali.
    Il movimento ha presentato proprio ieri le proposte per la convenzione tra Enel, Regione Puglia, Provincia e Comune di Brindisi che vertono su quattro punti: riduzione del carbone bruciato nella centrale, Istituzione di un osservatorio sulla salute e l'ambiente, sviluppo dell'imprenditoria locale e compensazioni. Proposte che hanno un obiettivo finale: la riconversione a Gas della centrale Enel di Cerano ed il ridimensionamento della produzione energetica del territorio. La produzione di energia in Puglia, infatti, supera eccessivamente il fabbisogno della regione dove si continuano a costruire, senza alcuna regolamentazione, impianti fotovoltaici che danneggiano l’agricoltura e i paesaggi senza che vi sia alcuna riduzione nel consumo di carbone nella centrale di Cerano.
    Anzi, è proprio Enel Green Power, la società di Enel per le energie rinnovabili, a voler costruire in Puglia il più grande impianto fotovoltaico d’Italia se non d’Europa di 72 megawatt nei pressi del parco naturale Saline di Punta della Contessa, un mega impianto che sì, produrrà energia pulita ma che a sua volta alimenterebbe la centrale a carbone di Cerano. Un’altra beffa ai danni della salute dei cittadini e tutto in via legale, d’altronde il protocollo di Kyoto prevede che si continuino a tenere in vita le centrali a carbone, basta essere corredati di Certificati Verdi.

    www.radiocittaperta.it

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