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(L'unico straniero è il capitalismo)

Torino. Contestato corteo razzista in Barriera

(19 Settembre 2010)

Torino, 17 settembre.

Un centinaio di persone in un venerdì uggioso si sono date appuntamento all’angolo tra via Palestrina e via Ceresole, nel cuore di quello che è (stato) il cuore pulsante della Barriera operaia. Il quotidiano Cronacaqui, sponsor della manifestazione “per riconquistare il quartiere”, descrive quest’angolo “terra di conquista dei venditori di morte”. Il microcorteo aperto da due striscioni con la scritta “più sicurezza, zero spaccio”, sfila tra l’indifferenza dei più.

Un gruppetto di anarchici apre uno striscione con la scritta “No ronde, no razzismo”. Vengono immediatamente schierati quelli dell’antisommossa. Al passaggio dei manifestanti gli anarchici gridano forte “fuori i razzisti dal quartiere”. Dal corteo partono insulti, gestacci, qualcuno brandisce i pugni, si avvicina minaccioso. Agli angoli della strada tanti osservano in silenzio.

Foto qui: http://piemonte.indymedia.org/article/10003

Vivere le periferie non è mai stato facile. Lo è ancor meno oggi che la crisi morde le vite di tanti. Troppi. Nell’affanno del lavoro che non c’è e, quando c’è, è sotto costante ricatto, la guerra tra poveri, alimentata dalla propaganda dell’emergenza e della paura, trasforma strade segnate dalla storia della guerra di classe, dall’orgoglio di chi lotta per il pane e per un futuro senza padroni, nel terreno di caccia di chi, sul razzismo, sulla paura dell’altro, ha costruito consensi e fortune.

Tossici e pusher, il babau di ogni periferia, pretesto per retate e controlli, li vogliono i governi di destra e quelli di sinistra. Il proibizionismo ingrassa le mafie ed alimenta il disagio di vivere.

Ma fa comodo, tanto comodo. L’ombra del pusher sotto casa nasconde la fatica di arrivare a fine mese, la difficoltà di pagare la mensa a scuola per i figli, il domani che prolunga un oggi di incertezze e paura. Paura vera, quella di una precarietà senza fine.

Sì è tempo di riprendersi i quartieri. Rompendo la propaganda razzista e securitaria, puntando sulla solidarietà tra gli ultimi, spezzando il fronte della guerra tra poveri.

Federazione Anarchica Torinese - FAI

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