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Tempi duri per la Cisl: contestata dagli operai Fincantieri, bocciata dai lavoratori dell’INPS. Bonanni: ’scioperi solo di sabato o di sera’

(21 Settembre 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.radiocittaperta.it

21-09-2010/18:16 --- Tempi duri per la Cisl; il fumogeno lanciato da una giovane contro il suo segretario Bonanni alla festa del PD di Torino alcuni giorni fa è stato forse l’episodio più eclatante ma non isolato di una contestazione nei confronti del sindacato più collaborazionista e complice che sembra allargarsi a macchia d’olio in tutto il paese, in particolar modo tra i lavoratori.
L’ultimo episodio risale a questa mattina a Palermo: durante l'assemblea contro i licenziamenti decisi dalla Fincantieri - un migliaio di persone si erano radunate davanti lo Scarabeo 8, la piattaforma petrolifera della Saipem bloccata ieri per protesta dai lavoratori delle ditte dell'indotto - un gruppo di operai ha contestato il segretario provinciale della Fim-Cisl, Giovanni Scavuzzo, non appena ha preso la parola. Secondo i lavoratori delle ditte esterne sarebbe necessario alzare il livello dello scontro, alla luce del piano industriale del gruppo di Trieste che prevede, al momento, un forte ridimensionamento della fabbrica palermitana e la messa in cassa integrazione di circa 470 dipendenti. Ma la Cisl, naturalmente, continua a proporre mediazioni impossibili; di qui la rabbia dei contestatori.
Qualche giorno fa, esattamente il 15 settembre, la bocciatura della Cisl aveva avuto carattere formale e di massa, quando i lavoratori dell’Inps sono stati chiamati da RdB-Cgil-Uil-Cisal a pronunciarsi su un accordo programmatico, sottoscritto a luglio dal solo sindacato di Bonanni, che prevede l’aumento dei carichi di lavoro a fronte di una diminuzione degli organici, e maggiore discrezionalità nell’attribuzione del premio di produzione. “I lavoratori hanno risposto con entusiasmo all’appello – afferma Luigi Romagnoli, coordinatore nazionale Inps della RdB-USB Pubblico Impiego – su 26.000 potenziali interessati, hanno partecipato alla consultazione oltre 15.500 e in 15.000 hanno bocciato l’accordo. Una risposta plebiscitaria, che pone un problema di validità di un accordo firmato da una minoranza e sconfessato dalla maggioranza dei lavoratori”. “C’è voglia di democrazia e di partecipazione – commenta l’esponente dell’RdB-USB – i lavoratori comprendono che le recenti riforme che hanno interessato il Pubblico Impiego attaccano non solo i diritti dei lavoratori pubblici ma anche i servizi che le amministrazioni erogano”.
Dopo la dura contestazione nel corso di un dibattito alla festa del Partito Democratico di Torino, quando al leader del sindacato giallo fu impedito di parlare da un nutrito gruppo di giovani e lavoratori, Bonanni ha provato a fare la vittima. Ma poi una sua proposta ha di nuovo chiarito il carattere spudoratamente collaborazionista della sua sigla. «Finchè perdurerà una situazione di crisi via libera agli scioperi solo di sabato o di sera» ha detto Raffaele Bonanni azzardando un’ipotesi che neanche un imprenditore avrebbe avuto il coraggio di suggerire.

Marco Santopadre, Radio Città Aperta

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