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L’unione Europea, il capitale e il tormento degli animali

(22 Settembre 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.webalice.it/mario.gangarossa

Sono un uomo: non ritengo estraneo
a me nulla di quanto è umano
Terenzio

L’Unione Europea non perde occasione di mostrare la propria supina acquiescenza agli interessi del capitale, delle lobby farmaceutiche e della cosmetica, che si mascherano dietro giustificazioni pseudoscientifiche.

Il Parlamento Europeo ha votato la nuova Direttiva sulla “protezione” degli animali utilizzati a fini scientifici. Basti dire che permette la sperimentazione su cani e gatti randagi, tra i quali quelli di quartiere, “homeless” accuditi dalla gente del posto.

La Direttiva è stata approvata e vieta agli Stati membri di adoperare misure più rigorose di quelle contenute nella Direttiva stessa, permette anche di sperimentare sui primati.

E’ necessario rispondere a due osservazioni. La prima suona così: “Noi marxisti dobbiamo occuparci del movimento operaio, di scioperi, di analisi economiche. Perché seguire gli animalisti in un campo che non è il nostro?”. La seconda obiezione è: “Il marxismo non è una teoria completa e adatta ai nostri tempi, perché non affronta temi come l’ecologia, il femminismo, l’animalismo, la difesa dell’ambiente... Non siamo più nell’ottocento, siamo nel ventunesimo secolo, bisogna aggiungervi tutte queste materie.”

Entrambe le posizioni hanno una visione riduttiva del marxismo. Tutte le peggiori forme di abusi su esseri umani o animali, di devastazioni dell’ambiente, di sfruttamento senza limiti, di disprezzo per la vita, derivano dalla natura di classe della società capitalistica. Si può fermare la speculazione edilizia, salvare l’ambiente, senza combattere il profitto? La “Auri sacra fames” è per sua natura smisurata, non si ferma mai, e, quando l’industria non corre più, si tende a guadagnare in qualsiasi maniera, con la speculazione finanziaria, trasformando in oggetto speculativo qualsiasi cosa, anche la più essenziale. Tutti i mezzi sono buoni, dallo sfruttamento della prostituzione alla vendita abusiva delle specie protette, dalla compravendita di deputati al lavoro nero, dalla privatizzazione dei musei e dell’acqua alla vendita di armi e droga, dagli allevamenti lager degli animali al pizzo della malavita, tutto è finalizzato al profitto. La violenza insita nella nostra società, pubblica e privata, serve a travolgere gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione del profitto, sia esso fatto secondo la legge, sia in forma illegale. Il sindaco di Pollica Angelo Vassallo è stato ucciso perché non si è arreso alla speculazione. La malavita organizzata non è più un relitto di una vecchia società agricola, si è evoluta e integrata perfettamente nel capitalismo avanzato, e persone collegate ad essa operano in borsa o dirigono imprese, fondano partiti e permeano organismi dello stato.

Perciò non bisogna procedere con un metodo eclettico, col famoso “ma anche” alla Veltroni : “il marxismo, ma anche l’ecologia, ma anche il femminismo, ma anche l’animalismo”... Occorre, invece avere una visione complessiva della società nel suo sviluppo, e cercare le connessioni tra le diverse problematiche. L’errore di molti ecologisti, animalisti, ambientalisti, femministe, fautori della decrescita consiste nell’isolare il problema che li appassiona, e pensare che possa essere risolto all’interno di questa società borghese con metodi riformisti. E’ un errore politico, non tecnico, perché spesso si tratta di persone competenti e dedite alla loro causa. Questo non significa che non si debbano condurre lotte specifiche, o costituire organizzazioni che le guidino, ma non bisogna mai dimenticare che nessun risultato permanente si otterrà se non si lotta contemporaneamente contro il capitale.

Fin dalle sue origini, il marxismo non ha mai posto barriere invalicabili tra uomo e natura: “La storia stessa è una parte reale della storia naturale, della natura che diventa uomo. La scienza naturale sussume in un secondo tempo sotto di sé la scienza dell’uomo, allo stesso modo che la scienza dell’uomo sussumerà la scienza della natura. Allora ci sarà una nuova scienza.” (manoscritti economico - filosofici del 1844). Il linguaggio risente ancora dell’idealismo, ma il collegamento tra uomo e natura è inequivocabile: le scienze umane e quelle della natura ad un certo punto dovranno fondersi, perché l’uomo e la sua società fanno parte integrante della natura.

I fondatori del marxismo erano pronti a ricevere con entusiasmo la teoria darwiniana, perché la stessa cultura tedesca li aveva preparati a quel passo. Kant, con la “Storia generale della natura e teoria del cielo”, diede un’interpretazione evoluzionistica della formazione dell’universo. Hegel intese la filosofia, non come un coacervo di dottrine discordanti, ma come un processo storico, e nella “Fenomenologia dello spirito” celebrò il processo di sviluppo della coscienza, anche se escluse l’evoluzione della natura. Goethe, invece, concepì una pianta originaria (Urpflanze) e un animale originario (Urtier), che attraverso successive modificazione avrebbero dato origine a tutte le specie vegetali e animali.

Per Marx ed Engels, l’uomo emerge dal mondo animale quando acquista la capacità di produrre i propri mezzi di sussistenza. Da quel punto, comincia a trasformare se stesso e la natura con l’industria, che è “il rapporto storico reale della natura e quindi della scienza naturale con l’uomo”. La trasformazione avviene mediante il lavoro. Ma, nelle società di classe e soprattutto nel capitalismo, si tratta di lavoro estraniato, che riduce l’operaio a una merce. E “il lavoro estraniato rende estranea all’uomo 1) la natura e 2) l’uomo stesso...” (manoscritti economico – filosofici del 1844). Perciò l’animale è considerato alla stregua di una cosa, una merce da usare, una macchina, come nella concezione meccanicistica cartesiana, influenzata dallo sviluppo delle manifattura. Questo giustifica ogni forma di abuso, dai maltrattamenti alla vivisezione. I filosofi che ebbero una ben più profonda intuizione della natura degli animali, come Giordano Bruno, in questo campo non ebbero voce in capitolo.

Spesso l’arte, per via intuitiva, arriva a verità che solo dopo saranno sviluppate e raggiunte dall’analisi. E’ il caso de “La giungla” di Upton Sinclair”. Un giovane lituano, che insegue il mito americano, va a lavorare nei macelli di Chicago, dove, non solo vengono ammazzati gli animali, ma distrutti anche gli uomini. Di fronte a scene orribili e allo sfruttamento disumano Jurgis matura la propria coscienza socialista. Il libro uscì nel 1906, ed ebbe successo, nonostante le azioni legali e la campagna di stampa degli industriali conservieri, che cercarono di presentare l’autore come uno squilibrato.

Vediamo alcuni passi:

Di fronte ai visitatori - narra Sinclair - i maiali erano incatenati per una zampa, mentre l’altra estremità era inserita in un anello della ruota che, quando si muoveva, lo sollevava da terra all’improvviso:

“E proprio in quell’istante, un verso terrificante riempì l’aria, lacerando i timpani dei presenti; i visitatori sobbalzarono per lo spavento e le donne indietreggiarono impallidendo. A quell’urlo ne seguì un altro, ancor più forte e disperato, perché - una volta iniziato quel viaggio aereo – l’animale non tornava più indietro: lassù in alto, dove la ruota cominciava il moto discendente, veniva smistato su una puleggia e scendeva a navigare giù per lo stanzone, mentre un altro, e poi un altro e un altro ancora, lo seguivano allo stesso modo, finché non si formava una doppia fila di maiali appesi per una zampa, che scalciavano e grugnivano disperati. Il frastuono era terrificante, minacciava i timpani, si aveva quasi la sensazione che le pareti non potessero resistere all’urto di quelle onde sonore, che fossero sul punto d’abbattersi di colpo, di trascinare con sé il soffitto: strida lancinanti e profonde, grugniti, acute urla di agonia. Poi una calma momentanea, e d’improvviso una nuova esplosione, più violenta di prima, che cresceva fino a un culmine insopportabile. Per alcuni, era troppo; gli uomini si guardavano in faccia nervosi, sorridendo imbarazzati, le donne si tormentavano le mani, irrequiete, il viso esangue, gli occhi umidi.
E intanto, indifferenti a tutto ciò, gli uomini nello stanzone attendevano alla loro opera. Strida di maiali o lacrime di visitatori, per loro non faceva nessuna differenza: agganciavano i maiali uno dopo l’altro e li sgozzavano con una rapida coltellata, allungando la fila degli animali che emettevano le ultime grida insieme a grossi fiotti di sangue; poi, quei corpi dondolanti per aria, ormai senza vita, riprendevano il loro viaggio, per essere tuffati in una grande vasca d’acqua bollente.”
“Ciascuno di quei maiali era una creatura a sé; ce n’erano di bianchi, di neri , di marroni, di macchiati; ce n’erano di vecchi e di giovani, di lunghi e magri, o di tozzi e mostruosi; e ciascuno possedeva un’individualità sua propria, una sua propria volontà, speranze e desideri profondi... ciascuno nutriva fiducia in sé, possedeva il senso della propria importanza, della propria dignità. Fiducioso, incrollabile nella propria fede, era andato avanti per la sua strada, e intanto una nera ombra non aveva cessato di seguirlo...”

Un altro passo riguardante la macellazione dei manzi: “Tutte le operazioni erano concentrate in un’unica grande sala che assomigliava alla pista di un circo, con una balconata per i visitatori che passava al di sopra della pista, proprio nel mezzo. Da un lato, a una certa altezza da terra, correva un’altra balconata, piccola e stretta, attraverso cui giungevano le bestie, sospinte da uomini muniti di pungoli elettrici. Una volta radunate nel centro della sala, le bestie venivano catturate ad una ad una e ingabbiate in recinti separati chiusi da un cancelletto e talmente piccoli che gli animali non potevano neppure girarsi; e mentre se ne stavano lì, mugghianti e terrorizzati, e cercavano di precipitarsi a testa bassa contro il cancelletto, sopraggiungeva l’abbattitore armato di maglio, che si sporgeva dall’alto del recinto, pronto a cogliere l’occasione buona per vibrare il colpo micidiale. Tutta la sala risuonava di quei tonfi sordi, in rapida successione, e dello scalpiccio dei manzi. Nell’attimo in cui l’animale crollava a terra, abbattitore balzava da un’altra parte e un operaio manovrava una leva che faceva alzare il parapetto laterale del recinto, cosicché la bestia, che ancora scalciava e si dibatteva nell’agonia, rotolava sul banco della macellazione”.
(1)

Spesso, però, la brutalità con cui si trattano gli animali è mascherata dall’etichetta scientifica, a volte in modo grossolano - solo uno sprovveduto può prendere per buona la pretesa giapponese di cacciare la balena per motivi scientifici - ma più spesso la parola di illustri luminari inganna l’opinione pubblica sul vero significato di certi esperimenti. Non hanno un carattere disinteressato, non mirano ad ampliare la conoscenza umana, sono soltanto un aspetto di una scienza asservita al capitale, che infligge a cani, scimmie, ratti, e altre specie animali tormenti inenarrabili. La scienza e la tecnica possono essere grandi strumenti di emancipazione, ma il loro uso capitalistico crea mostruosità, armi sempre più devastanti, metodi sadici d’interrogatori dei prigionieri, medicine più pericolose della droga, (2) procedimenti psicologici per il controllo delle masse.

Contro questa legge è stato indetto, per sabato 25 settembre ore 15 a Roma in piazza della Repubblica, un corteo nazionale contro la vivisezione, che propone anche la chiusura di Green Hill di Montichiari, un allevamento di cani da laboratorio dal quale ogni mese 250 cuccioli di beagle sono inviati ai laboratori di tutta Europa.

Come documentazione, allego ampi stralci di un documento di Equivita, che illustrano il carattere ad un tempo scientificamente arretrato e servile verso il capitale della legge, e consegna alla pubblica esecrazione i nomi dei parlamentari italiani che l’hanno votata.

Michele Basso

21 settembre 2010

Note

1) Upton Sinclair, “La Giungla”, a cura di Mario Maffi

2) Sugli abusi della sperimentazione farmaci, nel nostro sito, si trova, nella rubrica dedicata alla Francia, il dossier “L’industria farmaceutica: gli ingranaggi della macchina del profitto”, tradotto da “Convergences Revolutionnaires”.

*****

Comitato Scientifico EQUIVITA

tel. + 39.06.3220720, + 39.335.8444949
E-mail: equivita@equivita.it http://www.equivita.org/

La nuova legge:

. Non tiene conto del “cambiamento epocale” nella tossicologia annunciato dal NRC (Consiglio Nazionale delle Ricerche USA), paragonato a quello della scoperta della penicillina, della doppia elica del DNA, o alla nascita del primo computer: “E’ necessario un radicale cambiamento di paradigma per garantire lo screening completo delle sostanze chimiche, maggiore scientificità nella valutazione dei loro effetti sulla salute e l’ambiente, come pure una riduzione dei tempi e dei costi … le prove di tossicologia saranno trasferite dall’animale ai metodi in vitro, per osservare i processi biologici avvenuti nelle cellule” (Rapporto “Toxicity Testing in the XXI Century: a Vision and a Strategy, 2007); né tiene conto del fatto che negli USA il nuovo paradigma è già stato adottato dai maggiori istituti di ricerca (NIEHS, NHGRI, EPA) con un comune progetto di tossicologia cellulare quinquennale ...

· Non tiene conto delle mille voci che negli ambienti scientifici più qualificati condannano la sperimentazione animale definendola “cattiva scienza” (“Nature”, 10/11/05) contestandone il valore predittivo.

· Non tiene conto di quanto scritto nel documento conclusivo del “VII Congresso mondiale sulla sperimentazione animale,” 2009: “Le nuove tecnologie sono capaci di raccogliere una quantità mai raggiunta prima d’informazioni sui possibili effetti avversi recati da una sostanza ai sistemi biologici, ed una conoscenza ben maggiore di quella fino ad oggi individuata e capita. Esse ci faranno considerare, in un futuro assai vicino, l’uso degli animali a fini sperimentali estremamente obsoleto”...

Diamo allora un nome ed un cognome a questi “uomini” e “donne” che, forse dimenticando di appartenere anch’essi al regno animale, hanno permesso che, sugli animali si possa fare tranquillamente:

1) “riutilizzare” più volte lo stesso animale anche in procedure che gli causano intenso dolore, sofferenza e angoscia, anche di seguito;
2) sperimentare anche su cani e gatti randagi (occhio agli animali di quartiere, rischiano anche loro essendo, di fatto, “randagi”);
3) eseguire toracotomie, ovvero l’apertura del torace, senza anestesia né analgesici che limitino in alcun modo la sofferenza del malcapitato;
4) costringere animali a isolamento forzato, nuoto forzato o altri esercizi che portano inevitabilmente all’esaurimento, quindi morte. ...

Elenco dei europarlamentari italiani che hanno votato la legge sulla vivisezione:

1 – Gabriele ALBERTINI ( PPE – PdL)

2 – Magdi Cristiano ALLAM ( PPE – Io Amo l’Italia)

3 – Roberta ANGELILLI ( PPE – PdL)

4 – Antonello ANTINORO ( PPE – UDC)

5 – Alfredo ANTONIOZZI ( PPE – PdL)

6 – Pino ARLACCHI ( ALDE/ADLE – IdV)

7 – Raffaele BALDASSARRE ( PPE – PdL)

8 – Paolo BARTOLOZZI ( PPE – PdL)

9 – Sergio BERLATO ( PPE – PdL)

10 – Luigi BERLINGUER ( S&D – PD)

11 – Mara BIZZOTTO ( EFD – Lega Nord)

12 – Vito BONSIGNORE ( PPE – PdL)

13 – Mario BORGHEZIO ( EFD – Lega Nord)

14 – Antonio CANCIAN ( PPE – PdL)

15 – Carlo CASINI ( PPE – UDC)

16 – Sergio Gaetano COFFERATI ( S&D – PD)

17 – Giovanni COLLINO ( PPE – PdL)

18 – Lara COMI ( PPE – PdL)

19 – Paolo DE CASTRO ( S&D – PD)

20 – Luigi Ciriaco DE MITA ( PPE – UDC)

21 – Herbert DORFMANN ( PPE – SVP)

22 – Carlo FIDANZA ( PPE – PdL)

23 – Lorenzo FONTANA ( EFD – Lega Nord)

24 – Elisabetta GARDINI ( PPE – PdL)

25 – Roberto GUALTIERI ( S&D – PD)

26 – Salvatore IACOLINO ( PPE – PdL)

27 – Vincenzo IOVINE ( ALDE/ADLE – IdV)

28 – Giovanni LA VIA ( PPE – PdL)

29 – Clemente MASTELLA ( PPE – UDE)

30 – Barbara MATERA ( PPE – PdL)

31 – Mario MAURO ( PPE – PdL)

32 – Erminia MAZZONI ( PPE – PdL)

33 – Claudio MORGANTI ( EFD – Lega Nord)

34 – Alfredo PALLONE ( PPE – PdL)

35 – Pier Antonio PANZERI ( S&D – PD)

36 – Aldo PATRICIELLO ( PPE – PdL)

37 – Mario PIRILLO ( S&D – PD)

38 – Gianni PITTELLA ( S&D – PD)

39 – Vittorio PRODI ( S&D – PD)

40 – Fiorello PROVERA ( EFD – Lega Nord)

41 – Licia RONZULLI ( PPE – PdL)

42 – Oreste ROSSI ( EFD – Lega Nord)

43 – Potito SALATTO ( PPE – PdL)

44 – Matteo SALVINI ( EFD – Lega Nord)

45 – Amalia SARTORI ( PPE – PdL)

46 – David-Maria SASSOLI ( S&D – PD)

47 – Giancarlo SCOTTÀ ( EFD – Lega Nord)

48 – Marco SCURRIA ( PPE – PdL)

49 – Sergio Paolo Francesco SILVESTRIS ( PPE – PdL)

50 – Francesco Enrico SPERONI ( EFD – Lega Nord)

51 – Salvatore TATARELLA ( PPE – PdL)

52 – Iva ZANICCHI ( PPE – PdL)

Fonte dell’elenco: Reset Italia
http://notiziefresche.info/chi-ha-detto-si-alla-vivisezione-diamogli-un-volto-ed-un-nome_post-32845/

www.webalice.it/mario.gangarossa

Fonte

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