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(23 Febbraio 2010) Enzo Apicella
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Risposta alla lettera aperta delle compagne e dei compagni della Rete dei Comunisti

(23 Settembre 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.contropiano.org

Pubblichiamo la lettera di risposta inviataci dal compagno Ferrero alla nostra lettera aperta del 20 settembre “La coscienza dei pirla”

Care compagne e compagni della Rete dei Comunisti, ho visto la vostra lettera aperta e mi pare corretto rispondervi, sia per chiarire equivoci che per proseguire il dibattito.

1) Penso di aver usato il termine pirla rispondendo ad un compagno su face book. Il carattere informale dei dialoghi su face book è tale che a volte utilizzo termini che normalmente si utilizzano in conversazioni private. Forse capita anche a voi e non mi pare corretto nè utile utilizzare i modi di una comunicazione informale ed immediata per spostarli su un altro piano, quello della comunicazione e della discussione politica. Ovviamente sta a voi decidere.

2) Quello accaduto sul Corriere della Sera, con l’attribuzione ai dirigenti della Federazione della volontà di farsi eleggere nelle liste del PD non è un “incidente di percorso” come lo chiamate voi, ma una azione voluta di disinformazione, che non a caso, nonostante le smentite, è proseguita nei giorni successivi e prosegue tutt’ora. Forse sarebbe il caso di prendere atto che i poteri che puntano ad un ricambio morbido di Berlusconi, sostituendolo con Montezemolo o altri, in modo da poterne proseguire le politiche, sono esattamente quei poteri che puntano a screditare la Federazione della Sinistra con queste azioni di disinformazione.

3) Dire che l’elezione di dirigenti della Fed all’interno del PD, nonostante le smentite “rimane tutt’ora difficile liquidare la vicenda come scenario del tutto fantasioso”, è semplicemente falso. Questa ipotesi non è mai esistita se non nelle calunnie del Corriere della sera e si tratta quindi di uno scenario del tutto fantasioso. Chi afferma il contrario contribuisce semplicemente all’azione di disinformazione.

4) Com’è noto a tutti l’ipotesi che la possibile alleanza elettorale comprenda Fini e Casini semplicemente non esiste e non ha nessun senso logico. Se non si crede ai dirigenti della Federazione, basta guardare ai fatti: Fini e Casini a tutto sono interessati salvo che ad una alleanza con il centro sinistra. Sono interessati a costruire il centro o il centro destra, non mi pare ad altro.

5) Definire Berlusconi una “tigre di carta” mi pare sbagliato.

Mi pare che l’attacco che Berlusconi sta conducendo contro le classi sociali subalterne e la democrazia nel paese sia sotto gli occhi di tutti e non sia una illusione ottica.

Berlusconi è tutt’ora un pericolo e ragionare come se Berlusconi non ci fosse più a mio parere è un grave errore.

Sono d’accordo che il ciclo di Berlusconi volge al termine ma la lunghezza di questa fase terminale e i danni che può combinare Berlusconi nella medesima sono tutt’altro che di poco conto. Ad esempio, io penso che il problema principale oggi è quello di riorganizzare l’opposizione per cacciare Berlusconi e per questo ritengo assai importante la manifestazione del 16 ottobre convocata dalla Fiom.

6) Fatta questa precisazione sono d’accordo che sia necessario concentrare l’attenzione non solo sulla caduta di Berlusconi ma anche su cosa viene dopo. Infatti la Federazione della Sinistra ha posto al centro della propria proposta politica la cacciata di Berlusconi, la difesa della Costituzione e la modifica della legge elettorale in senso proporzionale, senza fare alcun accordo di governo. Non si tratta di una articolazione di poco conto e proprio per questo la nostra proposta non è la riedizione del 1996 o del 2006.

A me pare infatti evidente, che la possibilità che si è aperta riguarda la crisi del berlusconismo politico non certo la sconfitta del berlusconismo sociale. La possibilità che ci è data dalla eventuale crisi di governo, è delimitata. E’ quella di cacciare Berlusconi e nel contempo di modificare la legge elettorale in senso proporzionale ponendosi l’obiettivo di uscire dal quadro istituzionale della seconda repubblica. Il quadro istituzionale bipolare è infatti lo strumento attraverso cui le classi dirigenti hanno reso la politica impermeabile al conflitto sociale e hanno messo in difficoltà la sinistra anticapitalista che non a caso ha avuto tutte le sue scissioni attorno alla questione del governo e del rapporto con il PD. Il nostro obiettivo è quello di sconfiggere Berlusconi e di utilizzare questa congiuntura per costruire una legge elettorale maggiormente proporzionale. Questa modifica della legge elettorale permetterebbe con più facilità una riunificazione della sinistra di alternativa che a quel punto sarebbe con ogni evidenza una forza di opposizione.

7) Come ho detto penso che noi ci troviamo di fronte alla crisi del berlusconismo politico ma in presenza di una fortissima offensiva del berlusconismo sociale, di cui Montezemolo e Marchionne sono i rappresentanti.

Attraverso il fronte democratico si può sconfiggere il berlusconismo politico, non certo quello sociale che deve essere combattuto attraverso la costruzione di un blocco sociale di alternativa e di una sinistra di classe. La nostra proposta elettorale non rappresenta quindi la totalità della nostra linea politica ma semplicemente una sua articolazione per quanto importante. Il punto della costruzione di un movimento di massa contro il capitale, della unificazione della sinistra di alternativa si accompagnano alla proposta elettorale e non sono certo sussunti in questa. Da qui l’importanza del 16 ottobre e della necessità di consolidare quella manifestazione in una rete di relazioni stabili che proseguano il lavoro sul territorio e sui luoghi di lavoro.

8) Per tutte queste ragioni ritengo che una sinistra autonoma strategicamente dal centro sinistra non si possa costruire al di fuori di una battaglia per la sconfitta del berlusconismo che rappresenta oggi una delle modalità concrete più pesanti con cui avviene l’attacco dell’avversario di classe. Il punto è fare la battaglia contro Berlusconi mantenendo la nostra autonomia. Guardando troppo a come noi immaginiamo il piano della borghesia si rischia di non vedere come concretamente la borghesia si muove.

Fatte queste considerazioni che mi paiono necessarie vi propongo di incontrarci per discutere direttamente su questi temi, al di fuori di banalizzazioni e caricature.

Roma, 22/09/2010

Un caro saluto.

Paolo Ferrero

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Per leggere il testo della lettera aperta della Rete dei Comunisti clicca su:http://www.contropiano.org/Documenti/2010/Settembre10/20-09-10CoscienzaDeiPirla.htm

Paolo Ferrero

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