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Nuova provocazione di Zapatero contro il processo di pace: Madrid arresta 7 internazionalisti baschi

(28 Settembre 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.radiocittaperta.it


28-09-2010/10:24 --- Nuova ondata repressiva del governo socialista spagnolo, guidato da Zapatero (quello che ha appena espresso solidarietà a Sarkozy sulla deportazione dei Rom, per intenderci) contro il movimento indipendentista basco: tra ieri sera e questa mattina all’alba, secondo informazioni diffuse dal Movimento basco per l’Amnistia, le forze di sicurezza spagnole hanno realizzato una maxiretata contro l’associazione di solidarietà internazionalista Askapena (‘Liberazione’, in lingua basca). In totale, finora, sarebbero 7 i dirigenti e gli attivisti arrestati in diverse località: Walter Wendelin e Rubén Sánchez a Gasteiz; Gabi Basañez a Getxo; Unai Vázquez a Barakaldo, Itxaso Lekuona a Orereta, David Soto a Iruñea e Aritz Ganboa ad Arruazu. Il movimento contro la repressione ha raccontato che alcuni degli arrestati sono stati bloccati addirittura per la strada da agenti in borghese e incappucciati. La retata è stata disposta dal giudice dell’Audiencia Nacional (il tribunale speciale antiterrorismo ereditato dal regime franchista) Pablo Ruz, che ha sostituito il più noto Baltasar Garzón da quando si è ritirato dall'incarico.
La Polizia, oltre ad effettuare le detenzioni, ha anche perquisito alcuni appartamenti e le sedi che Askapena possiede, aperte al pubblico, in varie città.
Il magistrato accusa gli arrestati di ‘collaborazione con banda armata’ e di essere al servizio del cosiddetto ‘apparato internazionale dell’ETA’. Organizzazione che peraltro poche settimane fa ha ufficialmente confermato di aver cessato ogni attività armata per favorire un clima di dialogo e di distensione. La solita accusa usata dai giudici di Madrid per mettere fuori legge in questi anni movimento politici e giovanili, associazioni culturali e sindacali, e per chiudere quotidiani, radio e riviste.
In realtà Askapena è un collettivo internazionalista da sempre impegnato, alla luce del sole, nella solidarietà con i popoli in lotta per l’autodeterminazione – palestinesi, kurdi, mapuche, saharawi –, con i movimenti rivoluzionari e progressisti di tutta l’America Latina, nelle campagne di boicottaggio di Israele, con Cuba contro il blocco, e per far conoscere nel mondo il programma politico della sinistra indipedentista basca. In Italia e in vari paesi del globo molti dei membri di Askapena arrestati oggi sono molto noti per le loro attività di coordinamento delle iniziative di solidarietà con il popolo basco realizzata da decine di comitati.
Un nuovo schiaffo, quindi, alla volontà di pace del popolo basco e al tentativo della sinistra indipendentista di risolvere attraverso il negoziato e la via politica un conflitto che Madrid sembra voler perpetuare ad ogni costo, provocazione dopo provocazione, arresto dopo arresto, retata dopo retata.
Intanto è notizia di questa mattina che il Tribunale Europeo dei Diritti Umani ha condannato il governo dello Stato Spagnolo a versare un risarcimento di 23.000 euro al prigioniero político basco Mikel San Argimiro, per essersi rifiutato di ordinare una indagine sulle torture inflitte dalle forze di sicurezza spagnole all'arrestato nei cinque giorni di isolamento permessi dalle leggi di Madrid. Durante la cosiddetta 'incomunicaciòn' i detenuti non possono avere nessun contatto nè con i propri legali nè con la propria famiglia: le condizioni ideali per la tortura.

Marco Santopadre, Radio Città Aperta

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