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    Trieste: contro il monumento alle "vittime dei regimi totalitari".

    Lettera aperta all’opinione pubblica triestina e alle sue forze politiche, culturali e sociali

    (16 Ottobre 2003)

    Come è noto, il comune di Trieste ha intenzione di porre in piazza Goldoni un monumento dedicato alle “vittime dei regimi totalitari”, che dovrebbe quindi ricordare assieme le vittime del fascismo e del nazismo, coloro che caddero combattendo contro i due infami regimi e le persone vittime della resa dei conti alla fine della guerra.
    Facendo esempi concreti dovrebbe quindi ricordare Carlo Starc, diffusore del giornale comunista sloveno "Delo", Ulderico Visentin, consigliere comunale di Trieste, entrambi uccisi dalle squadre fasciste nel 1922, Pino Tommasi (Pinko Toma_i_), di Trieste, fucilato dai fascisti nel 1941, Alma Vivoda, di Muggia, partigiana caduta nel giugno '43, Franc Segulin, dirigente del movimento di liberazione sloveno, Vincenzo Gigante, dirigente del PCI, Paolo Reti, dirigente della DC e del CLN di Trieste, tutti e tre uccisi in Risiera; ma assieme a loro anche persone come le SS Ermanno Callegaris e Ottocaro Crisa, lo squadrista e poi milite fascista Arrigo Chebat, Antonio D'Este, squadrista e federale fascista di Gorizia, nonché i componenti l'Ispettorato speciale di Pubblica Sicurezza per la Venezia Giulia (banda Collotti) Santo Camminiti e Argante Boato, tutti uccisi dai partigiani alla fine della guerra.
    Mettere queste persone assieme su uno stesso monumento significa di fatto equipararle, omologando anche i valori ed i motivi per i quali hanno combattuto e sono caduti e rivalutando così di fatto fascismo e nazismo.

    Che in una qualsiasi città d’Europa con un minimo di rispetto per se stessa, ben addentro al ventunesimo secolo, un’amministrazione civica possa solo concepire di erigere in pieno centro cittadino, su suolo pubblico e con fondi pubblici, un monumento a volontari delle SS ed a torturatori di professione è inaudito e sconvolgente.
    Ancor più grave è che i responsabili di questa iniziativa abbiano la faccia tosta di servirsi come paravento proprio delle vittime di costoro, facendosi beffe di loro nella maniera più crudele ed offensiva.
    Cos’hanno fatto le vittime dei nazifascisti per dover subire quest’ulteriore affronto? Anche la loro memoria deve essere violata per coprire con un manto di rispettabilità un monumento da erigere proprio a coloro che volontari e volenterosi si offersero a sfruttare fino alla morte nei lager, a torturare, violentare, storpiare, ammazzare?

    Restare in silenzio dinanzi a tale subdola glorificazione della barbarie più infame che la storia ricordi è indegno di qualsiasi essere umano, di qualsiasi persona che conosca la differenza tra il bene ed il male.

    La nostra associazione – e con essa alcune migliaia di cittadini che hanno firmato il nostro appello al Sindaco di Trieste perché venga cambiata l'intitolazione del monumento – vuole impedire un simile insulto alla memoria di tutte le vittime del fascismo e del nazismo, tanto più grave in considerazione del fatto che nel centro cittadino di Trieste non esiste nessun monumento alle vittime dei regimi fascista e nazista e a coloro che diedero la vita per liberarcene paragonabile, per dimensioni e collocazione, a quello che verrà posto in piazza Goldoni.

    In nome dell’umana dignità e della tutela della memoria di chi non è in vita per poter dar voce al suo rifiuto, invitiamo ad unirsi a noi nel rifiuto dell’intitolazione prevista per il monumento– come hanno già fatto il comitato regionale del Friuli-Venezia Giulia e quello provinciale triestino dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia ed i comitati triestini dell'Associzione nazionale degli ex Deportati e dell'Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti – i rappresentanti politici, le personalità, le associazioni e le organizzazioni operanti sul territorio, affinchè facciano quanto già fatto spontaneamente da migliaia di loro iscritti, perché si sappia che nella nostra città ci sono anche persone ed organizzazioni che credono nei valori della civiltà umana, affinchè Trieste non divenga la città in cui si erigono monumenti alle SS.
    Prima che sia troppo tardi ed il silenzio odierno venga letto come assenso a continuare su questa strada fino alle più estreme conseguenze.

    Promemoria
    Associazione per la difesa dei valori dell’antifascismo e dell’antinazismo
    Dru_tvo za za__ito vrednot protifa_izma in protinacizma

    Fonte

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