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(27 Maggio 2011) Enzo Apicella
4 milioni di italiani residenti all'estero hanno già ricevuto le schede dei referendum e hanno già iniziato a votare.

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(Nucleare? No grazie!)

Il potere nucleare

un libro di di M. Dinucci*

(10 Ottobre 2003)

Finita l’era della guerra fredda, si è diffusa la sensazione che la minaccia di guerra nucleare fosse pressoché scomparsa e si è, di conseguenza, instaurata la pericolosa abitudine a convivere con la Bomba.

Si è allentata di conseguenza, all’interno degli stessi movimenti per la pace, l’attenzione su tale minaccia, proprio mentre essa, al contrario, raggiungeva livelli critici.

Da qui l’esigenza di combattere la non-informazione e disinformazione con l’informazione, con la documentazione dei fatti reali. E’ quanto cerca di fare questo libro, in cui si ricostruisce la storia della corsa agli armamenti nucleari, dalla fine della seconda guerra mondiale ai nostri giorni.

Essa viene posta sullo sfondo degli eventi che segnano il passaggio dalla guerra fredda al dopo guerra fredda, soprattutto di quelli che precedono e seguono l’11 settembre, poiché è attraverso tali eventi, in cui il governo statunitense svolge un ruolo fondamentale, che si rilancia la corsa agli armamenti nucleari e cresce di conseguenza la possibilità di una guerra nucleare.

Solo così si può cogliere la reale dimensione della Bomba. Non solo un’arma, ma l’espressione di un potere mai visto prima nella storia: il potere nucleare, capace di porre fine alla storia stessa, ponendo fine all’umanità.

* L'AUTORE: Manlio Dinucci, giornalista e geografo, è stato direttore esecutivo per l’Italia della International Physicians for the Prevention of Nuclear War, associazione vincitrice del Nobel per la pace nel 1985. Collabora con "il manifesto" ed è autore, tra l’altro, de Il sistema globale (2002) e, con Daniel Bovet, di Tempesta nel deserto (1991).

INDICE

Prefazione di Giulietto Chiesa

Introduzione

PARTE PRIMA
1945-1986. Da Hiroshima alla perestroika


1. La nascita della Bomba
1.1 Una «nuova e rivoluzionaria capacità distruttiva»
1.2 Le conseguenze dell’esplosione nucleare su una città
1.3 L’inverno nucleare
2. La corsa agli armamenti nucleari
2.1 Il primo esclusivo club nucleare
2.2 L’ingresso dei paesi del «terzo mondo» nel club nucleare e i primi trattati
2.3 La Bomba segreta
3. La polveriera nucleare
3.1 Un milione di Hiroshima
3.2 Le Hiroshima degli incidenti e dei test nucleari
3.3 Il legame tra nucleare militare e civile
3.4 I movimenti antinucleari durante la guerra fredda

PARTE SECONDA
1986-2001. Il dopo guerra fredda


1. L’occasione perduta del disarmo
1.1 Il mondo al bivio
1.2 Il riorientamento della strategia statunitense
1.3 La mutazione genetica della NATO
2. La nuova corsa agli armamenti
2.1 Il disarmo armato
2.2 Le forze nucleari del dopo guerra fredda
2.3 La proliferazione nucleare
2.4 La proliferazione delle armi chimiche e biologiche

PARTE TERZA
Dopo l’11 settembre


1. L’offensiva della «potenza globale»
1.1 La spada sul piatto della bilancia
1.2 La «guerra globale al terrorismo»
1.3 Il fronte interno
1.4 La penetrazione in Asia Centrale e Medio Oriente
2. La preparazione della guerra nucleare
2.1 Il Trattato di Mosca
2.2 La militarizzazione dello spazio
2.3 Il first strike nucleare per la “guerra preventiva”
3. Lo squilibrio del terrore
3.1 Le «proprietà uniche» della Bomba
3.2 Le «eventualità» di guerra nucleare
3.3 La minaccia nascosta
3.4 Il rilancio del movimento antinucleare

APPENDICE

US Atomic Veterans,Operation Castle


«E’ questo un libro prezioso sotto molti aspetti, ma soprattutto perché, attraverso un’analisi precisa, puntuale, esauriente, ci racconta la struttura, le coordinate, i postulati del pensiero geopolitico (e implicitamente ci descrive la statura politica, culturale e morale) degli occupanti del “ponte di comando” dell’Impero. Tutto ciò va ben oltre il riesame organico e complessivo dello “stato dell’arte” in materia di armi atomiche e di strategie nucleari, che pure è l’asse centrale del lavoro.[...] Questa offensiva planetaria dell’Impero è cominciata prima dell’11 settembre. Molto prima. I materiali raccolti in questo lavoro lo documentano in modo impressionante e, io credo, definitivo». (Dalla prefazione di Giulietto Chiesa)

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