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La bufala di Belpietro

(5 Ottobre 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.webalice.it/mario.gangarossa

A pensar male si fa peccato... ma spesso si indovina!

Così recita un antico adagio e a quanto pare, nella vicenda del presunto attentato a Belpietro, siamo in parecchi ad avere il sospetto che si tratti di una bufala.
Non siamo né detective né giornalisti alla ricerca dello scoop, ma ci è bastata una semplice lettura per capire che questa storia fa acqua da tutte le parti.

Non ci interessa qui fare un elenco dettagliato di tutte le contraddizioni, stranezze, incongruenze presenti nel racconto che sono emerse in questi giorni. Il popolo della rete ha già scandagliato sufficientemente ogni fotogramma di questa sorta di film d'azione, andato in onda un paio di sere fa nelle scale del condomino milanese di Maurizio Belpietro, direttore del quotidiano Libero.
Più che altro si tratta di condividere qualche riflessione in merito a ciò che sta intorno alla vicenda. D'altra parte non possiamo però negare che anche ad una minima analisi il tutto risulti più che rocambolesco e con una trama degna di un film in seconda serata su Italia 1. In questa storia si passa dall'action-movie al demenziale, dal dramma alla commedia, dal giallo al fantasy.

Gli elementi e i personaggi ci sono tutti: il giornalista -che si auto considera- "scomodo", un presunto attentatore totalmente incompetente (dalla scelta suicida di addentrarsi da solo nelle scale di un condominio che lui sa essere controllato all'incepparsi della pistola appena tenta di sparare, fino all'abbigliamento di chi non sembra voler passare inosservato - pettorina della Guardia di Finanza e pantaloni della tuta stile Adidas a righe bianche e nere) e soprattutto c'è Lui, il presunto eroe, che per un caso puramente fortuito decide di non prendere l'ascensore ma bensì le scale, e che di fronte all'uomo che gli punta addosso la pistola spara tre colpi in aria (?!) che fanno fuggire il "bandito" di cui per ora si è persa ogni traccia - e chissà se ne riapparirà alcuna. Ed è proprio il caposquadra della scorta di Belpietro, su cui vale davvero la pena spendere due parole in più.

Il caposcorta Alessandro M. era già balzato agli onori della cronaca nel 1995 come protagonista di un caso che non abbiamo problemi a definire un po' troppo simile a quello di cui sopra. All'epoca era un agente semplice addetto al servizio di scorta dell'allora procuratore aggiunto Gerardo d'Ambrosio. Anche in quella situazione Alessandro M. fronteggiò da solo un uomo armato che si trovava sotto casa di Ambrosio e riuscì a metterlo in fuga. Dopo questa azione l'agente-eroe verrà promosso da agente semplice ad agente scelto. Come oggi, anche allora, solo Alessandro vide il bandito, il quale scappò e di cui si persero per sempre le tracce.

Insomma, due storie che paiono l'una la replica dell'altra e che per quanto ci riguarda rendono legittimi tutti i sospetti che possono nascere nei confronti dell'eroe-caposcorta e della vicenda nel suo insieme.Chissà se anche questa storia finirà con una medaglia in più, un avanzamento di carriera e un presunto attentatore di cui non si avrà più notizia... personalmente non ci stupirebbe!
E in tutto questo il martire-Belpietro cosa c'entra (o non c'entra)? E se sì, in che modo? Beh, noi non possiamo altro che avanzare qualche riflessione senza troppe pretese basandoci sullo stato generale delle cose in questo momento e nel nostro paese.

Di questa storia nulla ci ha stupito e nemmeno ci stupirebbe se Belpietro si fosse trovato d'accordo anche lui nel mettere in scena questa sorta di puntata di Distretto di polizia in chiave regia dei fratelli Vanzina.

Più probabile forse che debba sottostare ad un ruolo impostogli dalla politica o che si tratti di un infelice diversivo per tentare una campagna mediatica a favore del suo quotidiano e capace di indebolire gli avversari.

Il dubbio finale resta uno solo, ovvero se si tratti di una montatura costruita ad arte per fini politico-finanziari o se ci troviamo di fronte ad un caposcorta con la personalità del carrierista senza scrupoli e disposto a "qualche eccesso" pur di raggiungere i suoi obiettivi.
Sicuramente sono entrambi dei finali interessanti per il nostro film.
In attesa di eventuali nuovi sviluppi non ci resta che augurarvi una buona -e attenta- visione.
Nel frattempo il titolo più adatto e che vi proponiamo potrebbe essere proprio quello proposto da spinoza.it :

"Fallito agguato a Belpietro... Libero l'attentatore"!

2 ottobre 2010

InfoAut

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