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La fatalità dominante

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(26 Novembre 2011) Enzo Apicella

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Contratto nazionale enti locali e regioni

Una sintesi e alcune valutazioni

(20 Ottobre 2003)

Nelle prossime settimane inizieranno le assemblee sul contratto nazionale enti locali e regioni. Un contratto con numerosi elementi negativi che proviamo a riassumere in pochi punti

Troppo spazio ai codici disciplinari
I doveri diventano obblighi, il codice di comportamento è particolarmente severo e in linea con le norme comportamentali imposte già nel ccnl Ministeri. Sarà possibile licenziare, nell’arco di un biennio, dipendenti rei di per rendimento insufficiente, le disposizioni dirigenziali dovranno essere eseguite senza alcuna contestazione per non incorrere in sanzioni e provvedimenti disciplinari. In ogni caso si rafforzano i meccanismi di sanzione e i codici di disciplina

E l’infracategorialità?
Non viene eliminata come promesso da Cgil-cisl –uil che pensavano di far slittare i b1 a b3 ma tutto viene rimandato ad una non meglio precisata commissione paritetica che avrà il compito di redigere il nuovo sistema di classificazione, i profili professionali e i titoli di studio per l’accesso ad alcuni profili

Aumentano i compensi per l’area quadri
All’art 10 si parla esplicitamente della valorizzazione delle alte professionalità che riceveranno da 5 mila a 16 mila euro annui, si dice di contrarre la spesa per il personale ma sul fondo del salario accessorio graveranno i compensi contrattuali spettanti alla fascia D

L’aspetto economico
Se negli ultimi anni i salari impiegatizi hanno perduto oltre il 10% del potere di acquisto, allora suona come una beffa il recupero del 5,6%

Quali aumenti?
Viene istituita la indennità di comparto pari a 40 euro dei quali solo 3,8 provengono da risorse aggiuntive del Governo, il resto viene invece detratto dalla contrattazione decentrata. Ma la indennità di comparto non è pensionabile quindi non si capisce quale sia il vantaggio e soprattutto come si possa equiparare enti locali a comparti pubblici come i Ministeri. Si fanno invece strada i fondi per la previdenza integrativa
Ora fatti i dovuti calcoli al netto percepiremo più o meno 50 euro al mese ma le incognite riguardano il salario accessorio che come sappiamo copre circa il 30% della busta paga di un comunale
Gli Enti non potranno aumentare le risorse di contrattazione decentrata e dovranno invece rispettare un tetto predeterminato. Non sappiamo ancora se con i tagli imposti dalla Legge Finanziaria 2004 i Comuni riusciranno a fronteggiare i bilanci e le previsioni di spesa, con due possibili soluzioni ossia la contrazione del salario accessorio e il rincaro delle tariffe di molti servizi
Gli Enti dovranno essere in salute e quindi per avere pochi euro (3,2 mensili) dovranno presentare e attuare progetti per una non meglio precisata valorizzazione della professionalità.
La produttività sarà tassativamente erogata sulla base dei sistemi di valutazione (pagelline)
La annunciata progressione per alcune responsabilità non andrà in porto e se i i compiti di responsabilità per la fascia D potranno raggiungere 2000 euro, per i B invece al massimo arriveranno 200 euro lordi. Crescono quindi le disparità di trattamento tra le fasce e i profili
Non aumenta la spesa per la formazione che rimane all’1% della spesa totale per il personale.

Questi sono i contenuti di un accordo che non determina aumenti salariali in linea con la inflazione per recuperare potere di acquisto perduto. Si intravede la trappola delle pensioni integrative e si contrae il salario accessorio, con codici disciplinari rigidi. Per queste ragioni il nostro giudizio è negativo e invitiamo le lavoratrici e i lavoratori a bocciare questo accordo rimandandolo al mittente

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