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Per i tre operai della Fiat

Per i tre operai della Fiat

(25 Agosto 2010) Enzo Apicella
Melfi. La Fiat licenzia tre operai, il giudice del lavoro li reintegra, la Fiat li invita a rimanere a casa!

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Terrore alle agenzie padronali Cisl di Merate e Treviglio dopo il lancio di uova: non era caviale

(7 Ottobre 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.comunistiuniti.it

Maurizio Sacconi abbassa l'asticella della paura da terrorismo. Da oggi accanto alle pietre, tirate dai Palestinesi ai tank sionisti in occasione della gloriosa prima Intifada, anche l'uovo di gallina, dopo le vivaci e colorate contestazioni operaie dentro e fuori le sedi delle agenzie filopadronali della Cisl di Merate e Treviglio, entra a pieno titolo nel novero delle armi improprie del terrore. Secondo le dichiarazioni rilasciate dal titolare del Ministero per lo sfruttamento della forza-lavoro, infatti, lanciare uova, fumogeni e volantini sarebbe spaventevole e destabilizzante ( più o meno l'analogo, a sentire questo signore, di ciò che per noi significa buttare per strada centinaia di migliaia di famiglie, delocalizzando in Serbia, Romania o Cina). Sacconi - un passato nella banda Craxi ed una moglie dirigente farmaceutica, quella che ha terrorizzato il Paese lo scorso inverno avvertendo dell'arrivo di una pandemia virale, poi rivelatasi una bufala, e contro la quale ha chiesto ed ottenuto subito dal Governo i soldi per quaranta milioni di vaccini poi inutilizzati- non li ha citati, ma per analogia all'uovo sono ugualmente pericolosi il pomodoro e la testa (d'uovo) di guardia del corpo spergiura: il primo, sperando che faccia “splash!”, solitamente si lancia in faccia ai calciatori di ritorno da un Mondiale fallimentare; la seconda, quando non pensa a fare pettorali da Hulk in palestra o non inforca occhiali da sole a goccia “per avere più carisma e sintomatico mistero”, é impegnata di notte in battaglie mitologiche contro inesistenti killer in fuga per le scale di casa Belpietro, un intellettuale talmente decisivo per la collettività che il nostro Paese si è imposto di tutelarlo da malintenzionati (ma chi sono questi scemi?) assegnandogli una scorta. E se Sacconi, al soldo di un Governo il cui Presidente del Consiglio dovrebbe essere incriminato per crimini contro l'umanità insieme con i compari G.W. Bush, Josè Maria Aznar e Tony Blair (che invece di essere condotto davanti ad una Corte Marziale va da Fazio a spiegare che il figlio Leo è stato concepito in un letto del Palazzo della Regina), ci illumina sul potenziale devastante delle uova e dei fumogeni curvaioli, uguale preoccupazione arriva dalla Cgil per bocca del sempre abbottonatissimo Segretario Generale Epifani, il quale si affretta a ricordarci che quando parliamo di Cisl parliamo ancora (sic!) di sindacato (“tutte le sedi sindacali, sono un simbolo democratico e del lavoro e nessuna ragione può giustificare la loro violazione”) e di quello di categoria FIOM, Landini, che dice più o meno la stessa cosa con la chiosa, olè, che le regole democratiche (quali?) si rispettano: “sono atti sbagliati e inaccettabili che contrastano con le regole democratiche del nostro Paese, che colpiscono sedi sindacali che rappresentano il mondo del lavoro". L'utilizzo del lessico è importante: se si continua a considerare la Cisl un sindacato e non un affiliato padronale, e a ritenere democratiche le regole che i padroni hanno fissato per la classe operaia – licenziamenti di massa, cassintegrazioni, omicidi sul lavoro, salari da fame, umiliazioni varie - vuol dire che la strada per arrivare ad una “Cgil che vogliamo” è molto più lontana della banalizzazione qualunquista e falsa che parte dalla divisione in contrapposti documenti al Congresso Cgil di Rimini per arrivare a stabilire che c'è una parte tutta arretrata (Epifani-Camusso) ed una parte tutta avanzata (Landini). Come si vede di arretrato c'è molto e di avanzato troppo poco. In mezzo ci sono tante belle uova che migliaia di lavoratrici e lavoratori si sentono in diritto di immaginare tirate in faccia a Bonanni, che senz'altro starà, al solito suo, "seriamente riflettendo": “se le uova fossero di caviale se ne potrebbe parlare!”

Francesco Fumarola

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