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Gli anarchici, Borghezio e un falso allarme bomba

(8 Ottobre 2010)

Ieri le agenzie di stampa hanno battuto la notizia di un presunto allarme bomba nella sede della Lega in via Poggio a Torino.

L’allarme è subito rientrato, perché dell’ordigno non c’era traccia.

Questa mattina Mario Borghezio ha dichiarato “non è escluso che debba essere messo in relazione con il processo, previsto per il prossimo 14 marzo a Torino, che vedrà imputati due anarchici ultra cinquantenni (!) per il fantoccio con le mie sembianze impiccato ad un lampione e per le scritte anti-Lega tracciate, non a caso, sulla sede di via Poggio. Da diversi giorni, infatti, sui siti anarchici vi è un appello ai manigoldi dei centri sociali a ritrovarsi a Palazzo di Giustizia proprio il 14, quando dovrò andare a testimoniare”.

Quando i ragazzini delle medie non hanno voglia di andare a scuola capita talora che scatti “l’allarme bomba”.
Niente di meglio di un falso allarme bomba per consentire a Borghezio di cercare di ri-prendersi un po’ della scena che tanto gli piace calcare.

Giovedì 14 ottobre entra nel vivo il processo contro due di noi.

L’accusa?

Diffamazione e minacce nei confronti di Borghezio, europarlamentare della Lega Nord e, per inciso, noto razzista e fascista non pentito.

I fatti?

Alla vigilia del 25 aprile dello scorso anno davanti alla sede della Lega, in via Poggio, nel cuore di Barriera di Milano apparve un fantoccio con la faccia di Borghezio appeso a testa in giù, come Mussolini a piazzale Loreto. Manifesti analoghi furono affissi in città. Un gesto simbolico per mostrare che il fascismo è al governo e in parlamento.

I nostri due compagni sono accusati di aver detto e scritto che Borghezio è un fascista ed un razzista.

Sono accusati di aver voluto ricordare, alla vigilia del 25 aprile, che la Lega Nord è il fascismo che torna, che il fascismo non è morto quando i partigiani combattevano e morivano per la libertà e per la giustizia sociale.

Borghezio, una carriera tra ronde, incendi ai ricoveri per immigrati, insetticida spruzzato sulle ragazze africane, è esponente di spicco di un partito che vuole che il nostro paese precipiti nella guerra civile, poveri contro poveri, italiani contro immigrati. Leggi razziste, militari in strada, ronde, respingimenti di profughi in mare, propaganda d’odio sono il pane avvelenato dei nostri giorni.

I partigiani, i proletari di Torino il 25 aprile del 1945, buttarono giù le sedi ed i simboli fascisti. Gli anarchici di Barriera di Milano, quelli come Ilio Baroni, comandante della brigata sap delle Ferriere, morto in combattimento il 26 aprile, erano lì in prima fila.

Il giorno che i nuovi partigiani, i proletari di questa nostra Torino, si ribelleranno al nuovo fascismo ci troveranno ancora lì, in prima fila.

La Liberazione non si fa per telefono.

presidio solidale con i due compagni sotto processo Martedì 12 ottobre dalle 17,30 in via Po 16.

Invitiamo tutti a partecipare all’udienza del processo, dove Borghezio è chiamato a testimoniare Giovedì 14 ottobre Appuntamento alle ore 11,30 al Palagiustizia, corso Vittorio Emanuele 130 aula 82, ingresso 22, primo piano.

Torino, 7 ottobre 2010.

Federazione Anarchica Torinese - FAI

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