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8 nuovi modelli Fiat

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(29 Marzo 2010) Enzo Apicella
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Con i lavoratori di Pomigliano e oltre

(9 Ottobre 2010)

Nel luglio scorso, l’illuminato Amministratore Delegato della FIAT, il “democratico” Sergio Marchionne, ha imposto ai lavoratori dello stabilimento di Pomigliano d’Arco un referendum per sottoscrivere un enorme aumento di produttività, ovvero di sfruttamento. Metà dei lavoratori ha detto no, ha resistito alle enormi pressioni dei politici di (quasi) ogni colore, dei preti pruriginosi, dei sindacalisti prezzolati, dei padroni, dei giornalisti di regime … ed ha inflitto al “democratico” una grande lezione di dignità a cui Egli ha reagito in modo scomposto come sempre succede a coloro che sono abituati ad essere ubbiditi prima ancora di aver comandato.

La vicenda di Pomigliano, evidentemente, va ben oltre oltre Pomigliano. Va oltre anche l’attacco che la FIAT conduce contro i lavoratori. Va oltre la disdetta del CCNL attuata da Federmeccanica e dalle sue organizzazioni sodali FIM e UILM con il silenzio assenso della CGIL ormai in procinto del “ritorno all’ovile” della “concertazione”. La vicenda di Pomigliano si colloca nel quadro di una crisi globale del capitalismo che viene scaricata sui lavoratori ogni giorno sempre di più. Aumenta la disoccupazione, diminuiscono i salari. Il ricatto della de-localizzazione ha un suo fondamento reale nella globalizzazione capitalistica che mette in concorrenza diretta mercati della forza-lavoro dai costi molto diversificati.

La resistenza dei lavoratori deve dunque collocarsi su un piano internazionale ed la natura multinazionale della FIAT può essere uno dei punti da cui ripartire. Restare immobili ad attendere il proprio destino significa per i lavoratori rassegnarsi al declino delle proprie condizioni di vita e di lavoro, alla perdità di conquiste costate decenni di dure lotte. Ma una condizione necessaria affinché una nuova stagione di lotte possa consentire ai lavoratori di iniziare a ricostruire una propria forza di classe è certamente quella della rottura con tutti i falsi amici dei lavoratori. Ad esempio, dallo scontro evidenziatosi proprio su Pomigliano tra CGIL e FIOM emerge ormai con sempre maggiore chiarezza la necessità, per i lavoratori FIOM, di avviare un processo di progressiva autonomizzazione politico-organizzativa dalla CGIL, per andarse a collegare con il mondo del sindacalismo di base e di classe già esistente (e che a Pomigliano, ad esempio, trova nello SLAI COBAS una sua storica espressione) e con quei segmenti sociali e del lavoro che oggi non riescono a trovare (o non vogliono trovare) rappresentanza nei sindacati di regime. Diversamente i lavoratori combattivi della FIOM rischiano di essere stritolati e normalizzati dalla “Santa Alleanza” tra l’apparato burocratico CGIL sempre più subalterno al padronato e il padronato vero e proprio (con tutti i suoi alleati che, come abbiamo visto a Pomigliano, sono tanti e potenti). Dall’altra parte, le esperienze del sindacalismo di base e di classe rischiano di restare in difficoltà, incastrate tra la repressione dei governi, dei padroni, dei sindacati di regime … e l’autorevolezza ed esposizione mediatica che la FIOM sta avendo grazie all’attacco confindustriale.

Abbiamo invitato Mara Malavenda perché espressione di un movimento sindacale che è stato decisivo nella vittoria politica del NO a Pomigliano (anche se di questo i mass media non parlano). Vogliamo un’assemblea di lavoratori, sostenuta da lavoratori e da organismi di lavoratori. Chi, su Pomigiano, sostiene la FIOM, ma non sostiene gli altri movimenti sindacali di classe, come lo SLAI COBAS, che hanno contribuito in modo decisivo al risultato del NO al referendum, ha certo a cuore gli interessi suoi o, al massimo, di una organizzazione sindacale. Chi, invece, sostiene i lavoratori FIOM e al tempo stesso i lavoratori COBAS mostra di avere a cuore gli interessi dei lavoratori. Con i primi si possono fare tante manifestazioni di propaganda; ma è solo con gli altri che si può tentare di ricostruire una forza capace di sviluppare reale lotta di classe.

Venerdì 22 ottobre, ore 21
Pietrasanta, Croce Verde, inizio via di Capriglia

Incontro con Mara Malavenda
Slai Cobas - FIAT Pomigliano d'Arco

Partecipa Manuele Peselli
RSU FIOM Nuovi Cantieri Apuania

Sabato 23 ottobre, ore 16
Schio, Palazzo Toaldi Capra, Via Pasubio 54

Incontro con Mara Malavenda
Slai Cobas - FIAT Pomigliano d'Arco

Promuove:
Primomaggio, foglio per il collegamento tra lavoratori precari, disoccupati.

Sostengono l'iniziativa:
Coordinamento Migranti Toscana del Nord
Slai COBAS Coordinamento Provinciale Lucca
Slai COBAS CLAP
Rete contro la precarietà (La Spezia)
Sportello Immigrati USB (Pisa)
SLL (Massa)
Collettivo lavoratori e lavoratrici dell'Ospedale unico della Versilia
Lavoratori della Don Gnocchi di Marina di Massa, dei Nuovi Cantieri Apuania di Marina di Carrara, della Forgital di Arsiero, delle Officine Grandi Riparazioni Trenitalia di Vicenza
RSU e attivisti sindacali della sanità,
delle ferrovie, delle poste
Lavoratori del pubblico impiego, della scuola, della cantieristica, dell'artigianato, dell'informatica, del marmo

Chiunque, singolo lavoratore o collettivo di lavoratori, voglia sostenere queste iniziativa facendola conoscere, partecipando e facendo partecipare, può mettersi in contatto con gli organizzatori indicando il proprio luogo di lavoro o il nome del collettivo (anche sindacale).

Ogni collettivo di lavoratori che intenda sostenere questa iniziativa con propri materiali di propaganda e mezzi di comunicazione è libero di farlo.

E' nostro desiderio, infatti, che questa assemblea sia, anzitutto, un momento di incontro e di confronto tra lavoratori per esprimere idee e per proporre iniziative di lotta contro la crisi e contro l'attacco del capitale al lavoro.

Primomaggio

Fonte

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