il pane e le rose

Font:

Posizione: Home > Archivio notizie > Imperialismo e guerra    (Visualizza la Mappa del sito )

Morire in Afghanistan

Morire in Afghanistan

(29 Luglio 2010) Enzo Apicella
Altri due soldati italiani muoiono in Afghanistan

Tutte le vignette di Enzo Apicella

costruiamo un arete redazionale per il pane e le rose Libera TV

SITI WEB
(Imperialismo e guerra)

Contro la guerra torniamo nelle piazze e non muoviamoci più da lì.

(9 Ottobre 2010)

La notizia dell'ANSA è delle 8.59 di oggi, sabato 9 ottobre 2010, anno decimo della guerra d'occupazione dell'Afghanistan da parte delle potenze economiche e militari di tutto il pianeta: questa volta i morti sono italiani, sono quattro, mentre un quinto è in fin di vita.
Non sono perdite più o meno tragiche di quelle che da due lustri si stanno susseguendo in quel martoriatissimo paese; al contrario, chi là sta pagando il prezzo più caro in sangue e speranze di una vita degna -almeno un poco- di questo nome sono le genti che in quella terra sono nate e che da interi decenni non hanno più potuto condurre la loro esistenza in condizioni di pace accettabile.
Ma il fatto che le vite spezzate in queste ore -insieme a decine di altre a cui non pace, ma violenza della più feroce stavano portando- appartenessero al nostro paese, così mal governato da capi di governo di ogni origine e specie, ci impone di riprendere immediatamente il nostro posto contro quanto da troppi anni -e sempre di più- stiamo accettando come ineluttabile: la guerra d'aggressione, dovunque essa sia stata e sia condotta e sostenuta.
Ritorniamo, dunque, nelle piazze, nei palazzi del governo e delle amministrazioni, nei luoghi di lavoro a pretendere a voce alta e chiara il ritiro degli eserciti di occupazione -a partire da quello italiano- da qualsiasi paese essi stiano calpestando. Andiamo nelle strade e non muoviamoci più da lì in tanti, in pochi, da soli anche, al limite, e non spostiamoci più fino a che non tanto la Costituzione italiana sarà materialmente ripristinata -è dal 1991 che è stata stracciata, e nessun governo di qualsiasi colore ne ha più riaffermato il valore-, quanto si cominci a realizzare la dichiarazione dei diritti universali dell'uomo che al termine del più vergognoso ed inaccettabile dei conflitti umani fu accompagnata dal grido dei popoli del mondo: 'Mai più!' guerra, né genocidi. Ed aggiungiamo alle motivazioni delle manifestazioni dello sciopero generale della scuola del 15 ottobre e di quella nazionale dei metalmeccanici per la difesa dei dirtti dei lavoratori del 16 ottobre il rifiuto delle mortifere spese militari e di guerra per pretendere investimenti sociali vivificatori di esistenze e democrazia reale.

Brunello Fogagnoli

Fonte

Condividi questo articolo su Facebook

Condividi

 

Ultime notizie del dossier «Afghanistan occupato»

Ultime notizie dell'autore «Brunello Fogagnoli, comunista»

7537