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La banda del buco

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(6 Giugno 2012) Enzo Apicella

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E se alla manifestazione del 16 ottobre Epifani viene contestato?

(12 Ottobre 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.radiocittaperta.it


Alla manifestazione del 16 ottobre convocata dalla Fiom a difesa dei diritti costituzionali dei lavoratori, è previsto che nel comizio finale in Piazza San Giovanni parli il segretario uscente della Cgil Guglielmo Epifani. In tutto il paese crescono intanto le polemiche e soprattutto le strumentalizzazioni per le proteste avvenute contro le sedi della Cisl, il sindacato responsabile degli accordi separati e dell’aperta collusione con Confindustria e governo. Dall’accordo-bidone di Pomigliano in poi, il segretario della Cgil non ha però detto cose molto diverse dalla Cisl, ha attaccato ogni volta che ha potuto la Fiom ed infine ha lavorato per rieditare un nuovo patto sociale neocorporativo con Confindustria e governo, simile e peggiore dei famigerati accordi di concertazione del luglio ’92 e luglio ’93 (vedi la breve rassegna delle recenti dichiarazioni di Epifani in questi mesi).
La Fiom si è trovata Epifani e la Cgil contro sulla vicenda Pomigliano, sulla critica alla concertazione, sulle contestazioni contro la Cisl ma ha deciso (o si è vista costretta) a dare la parola proprio ad Epifani nel comizio finale.

Sull’accordo e il referendum a Pomigliano
“Non potete adoperare i termini che avete usato finora - ha intimato Epifani a Landini - non potete permettervi di far saltare l’accordo”. Impossibile fare marcia indietro ora, «però almeno limitate l’area del contenzioso». E ancora: «voi della Fiom avete sempre detto che il referendum è uno strumento sacro. Ma se i lavoratori dicono di sì, come farete a dire di no?» Una discussione accesa, quella tra il leader Cgil a pochi mesi dalla fine del suo mandato e il nuovo segretario Fiom. Il Cc dei metalmeccanici poi approva un documento dai toni duri, ma per il vertice della Cgil un passo avanti c’è stato. «Adesso - spiegano a Corso d’Italia - si dice un chiaro sì ai 18 turni, il che significa lavorare anche di domenica notte. E considerando lo straordinario di 120 ore vuol dire riuscire a produrre le 320mila vetture previste nel piano Marchionne».
«L’accordo tra la Fiat e gli altri ci sarà - dice - l’investimento si farà. Ma passeranno due anni prima di arrivare al momento di produrre le Panda. C’è tempo, tutto il tempo che serve per correggere l’intesa dove non funziona e rientrare». (da La Stampa)
(…) Soffermandosi anche sulla vicenda di Pomigliano. Epifani è favorevole al referendum: «È importante che siano coinvolti e partecipino. Ad occhio e croce credo che andranno a votare e credo che diranno sì». Per la Cgil, ha aggiunto Epifani, è «un sì all'occupazione, sì al lavoro, sì all'investimento». (da Il Sole 24 Ore)

Sulle contestazioni alla Cisl e le sanzioni contro i contestatori
«Se si arrivasse alle espulsioni, io sarei d’accordo». E’ il concetto più volte ripetuto da Guglielmo Epifani, leader della Cgil, nel suo intervento su Repubblica Tv, affermando che si è trattato di atti «ingiustificati, da condannare e nei cui confronti occorre intervenire». Tra sindacati esiste un terreno di confronto in cui è possibile dissentire anche in modo forte, conducendo fino in fondo battaglie di tipo politico, però «esiste il limite della sede sindacale, un simbolo della democrazia contro il quale non è ammissibile alcun atto di prevaricazione o di violenza: per quanto mi riguarda - ha precisato il segretario nazionale, intervistato da Massimo Giannini - se si supera questo limite scattano le sanzioni». Sul tipo di sanzioni, Epifani ha detto che i responsabili saranno «sottoposti al giudizio dei nostri organi di garanzia» e che il procedimento sarebbe stato «automatico», ribadendo di essere «d’accordo sulle espulsioni per fatti di tale violenza: esistono regole che devono valere per tutti, dall’iscritto al segretario generale, e non si può restare nella Cgil se si fanno queste cose. Non esiste nessuna difficoltà a espellere, lo abbiamo fatto in passato e lo rifaremo se sarà necessario». (da La Repubblica)

Sul nuovo patto sociale con Confindustria
Marcegaglia, nel suo intervento conclusivo, si è rivolta più volte a Epifani chiamandolo «Guglielmo», dettaglio che rende evidente il disgelo, e infine ha notato: «Credo che non solo da Bonanni e Angeletti, ma anche da parte di Epifani ci sia forte condivisione a lavorare tutti insieme. Ho sentito alcune aperture, c'è un clima diverso. Vedo il bicchiere mezzo pieno». (Sole 24 Ore)

In questi giorni abbiamo sentito urla, strepiti, inviti alla repressione, addirittura evocazioni degli anni di piombo per alcune uova lanciate contro le sedi Cisl di Treviglio, Roma, Livorno, Merate, Terni o per alcuni scritte contro i padroni sui muri di Milano e Torino. Da settimane sentiamo anche invocazioni alla fine del conflitto tra capitale e lavoro e alla riedizione del patto sociale neocorporativo tra sindacati, governo e Confindustria (nel ’93 sul blocco dei salari, oggi sull'aumento della produttività).
I dati ci dicono però che i salari dei lavoratori italiani restano i più bassi tra i paesi economicamente avanzati, la giornata lavorativa tra le più lunghe, il potere d’acquisto di salari e pensioni è precipitato, l’occupazione è crollata e le libertà sindacali sono tra le più ridotte e blindate d’Europa. Di quale patto sociale o produttività ci vengono a parlare, quindi?
Se le migliaia di lavoratori, precari, disoccupati, delegati sindacali e attivisti sociali chiamati a manifestare dalla Fiom sabato 16 ottobre si ricordassero di tutto questo e contestassero Epifani durante il suo comizio, cosa succederebbe dal giorno dopo? Si accettano scommesse!!

Redazione Contropiano

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