il pane e le rose

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Il sogno

Il sogno

(15 Ottobre 2010) Enzo Apicella
Il 16 ottobre manifestazione nazionale dei metalmeccanici Fiom contro la "medicina Marchionne"

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(Contratto Metalmeccanici)

Tutte le strade portano a Roma, ma qualcuna anche a Pomigliano …

(14 Ottobre 2010)

E così la direzione Magna, col benestare dei soliti tre sindacati, s’è presa 5 minuti in più di produzione per turno, fregandoli al tempo-mensa e senza sborsare il “becco d’un quattrino”, mentre operaie e operai, oltre che tirarsi di più il collo sul lavoro, dovranno mangiare con l’imbuto.

A conti fatti, ognuno lavorerà 25 minuti in più a settimana, circa 20 ore di lavoro in più all’anno, cioè 2 giornate e mezza regalate al padrone e sottratte alle legittime esigenze di chi lavora.
Senza contare i 5 minuti a fine turno che, a discrezione dei capi, potranno essere utilizzati non più per la pulizia-macchina, ma per continuare a produrre.
“Così facendo” -ci viene detto- “si ha qualche prospettiva in più di mantenimento dei livelli occupazionali, perché è più facile ottenere commesse, dunque garanzie di lavoro”!!!

Al momento, però, queste sono soltanto chiacchiere, dietro cui si nasconde una logica che, di questo passo, ci porta solo a concedere tutto al padrone, fino a diventarne schiavi.
Insomma, anziché essere noi operai a rivendicare miglioramenti della nostra condizione, adesso le rivendicazioni le fa l’azienda e i tre sindacati, ancora loro, cedono e concedono, cercando di far credere che questo è il meglio che si può fare.
“Altrimenti” -dicono- “le produzioni verrebbero portate altrove e buonanotte al posto di lavoro”…
Ma questo non è ciò che, ricattando e minacciando, dicono Marchionne e la signora Marcegaglia?

In questo modo, a Guasticce si è inaugurata una strada che ha tutta l’aria di andare verso Pomigliano, nel senso che, in maniera più sottile e graduale e non così rozza come quella usata dalla Fiat, la direzione Magna comincia a fare breccia nei nostri diritti acquisiti, per dare poi l’assalto ad altri, e ad altri, e ad altri ancora … E dove si andrà a finire?

Certo, di cose strane, per non dire di peggio, ne succedono parecchie nel variegato mondo sindacale, come le parole “sparate”, nelle assemblee dell’11 ottobre, sui lavoratori che stanno per lunghi periodi in cassa-integrazione (non distinguendo neppure tra quelli discriminati e quelli con grossi problemi familiari), i quali sarebbero fannulloni e menefreghisti rispetto alle sorti dell’azienda e risponderebbero sempre “No, grazie!”, quando si richiede loro di rientrare, rappresentando così una specie di rovina della classe operaia!!!
Parole sbagliate e fuori luogo, accolte purtroppo dal consenso di un gruppo, nemmeno tanto piccolo, di operai dell’assemblea del 1° turno. Speriamo che ci ripensino!

Fortunatamente, le cose sono andate meglio nell’assemblea del 2° turno, forse perché ci si è ricordati che, qualche mese fa, era stata la Confindustria livornese, smentita sonoramente dalla RSU di Magna, a tentare la crociata su questo argomento contro i cassintegrati di “lungo corso”.
E forse anche perché, se ci sono cassintegrati “fissi” che perdono centinaia di euro al mese, questo permette a chi in cassa integrazione ci sta pochino o niente di portare a casa il salario intero o quasi.

In epoca di grande impegno di lotta da parte dei metalmeccanici, stona assai la specie di deriva che si è avviata in Magna, che sarebbe il caso di bloccare subito, per esempio organizzandoci collettivamente per consumare il pasto da esseri umani e non da robot, in modo da riprenderci durante la mensa i 5 minuti di cui siamo stati espropriati prima.

COBAS METALMECCANICI

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