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Germania: Verdi contro Hitler?

(15 Ottobre 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.radiocittaperta.it

15-10-2010/13:17 --- Forse Thilo Sarrazin, il membro del consiglio direttivo della banca centrale tedesca (Bundesbank) licenziato dopo aver sostenuto che la presenza degli immigrati islamici rende il Paese ''più stupido'', non immaginava che molti tedeschi la pensano come lui.
A quanto pare le sue dichiarazioni (e il sostegno che hanno raccolto) erano solo la punta di un iceberg che a poco a poco sta emergendo in Germania: la crescente xenofobia della classe media tedesca, soprattutto nei confronti dei musulmani, considerati, per più del 30% dei cittadini, degli approfittatori che arrivano nel paese solo per usufruire delle sue garanzie sociali. Infatti un terzo dei tedeschi ritiene che la ''Germania corre il rischio di essere sopraffatta dagli stranieri'', e non esiterebbe a ''rimandarli nei loro paesi'' se non ci fossero abbastanza posti di lavoro per tutti.
È quanto emerge da uno studio pubblicato dalla Fondazione Friedrich-Ebert, nell'ambito del dibattito apertosi in seguito alle dichiarazioni del banchiere. ''Nel 2010 si assiste a un aumento significativo delle prese di posizioni antidemocratiche e razziste'', dovuto, secondo gli autori, alla crisi finanziaria ed economica. Il sondaggio ha inoltre rivelato un'agghiacciante “voglia di passato”, con un 10% dei tedeschi desiderosi di avere un nuovo ''Führer'', che sappia guidare la Germania con il ''pugno duro''. Tuttavia, gli autori dello studio non hanno indicato se il consolidamento di queste posizioni nella classe media stia rafforzando anche il principale partito di estrema destra. Mentre è certo invece che le continue proteste contro il prolungamento della vita degli impianti nucleari, concentrate nella Baviera, e contro un controverso progetto urbanistico a Stoccarda, stanno danneggiando sempre di più i partiti di maggioranza, soprattutto a vantaggio dei Verdi.
Un sondaggio pubblicato di recente mette in evidenza che, se continua quello che sembra un inarrestabile trend, gli ecologisti tedeschi potrebbero diventare presto il primo partito della Germania.
Nei sondaggi, già adesso con il 25% i Verdi sono appena 4 punti al di sotto della coalizione di governo Cdu/Csu, che scivola di due punti e precipita al 29%, mentre i liberali scendono addirittura sotto la soglia di sbarramento del 5%, rimanendo, in caso di elezioni, fuori dal Parlamento.
In totale i partiti della coalizione nero-gialla di governo mettono attualmente insieme appena un terzo del voti (33%), mentre i Socialdemocratici della Spd, fermi allo storico minimo del 23%, i insieme ai Verdi, arrivano al 48%, con la Sinistra di Oskar Lafontaine che guadagna due punti e sale al 12%.
In caso di nuove elezioni una coalizione verde-rosso avrebbe al momento la maggioranza assoluta dei seggi, ed un rappresentante degli ecologisti diventerebbe cancelliere, mentre l'intero spettro del centrosinistra arriva addirittura al 60%.
L'importanza che gli elettori tedeschi attribuiscono alle questioni ambientali è stata sottolineata da un altro sondaggio secondo cui, se l'organizzazione Greenpeace fondasse un partito, riceverebbe il 26% dei voti. Ma quanti ne prenderebbe Hitler, se fosse ancora vivo, non si sa.

Thais Palermo Buti, Radio Città Aperta

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