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La fatalità dominante

La fatalità dominante

(26 Novembre 2011) Enzo Apicella

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    Contratto al palo. Agenzie Fiscali in lista di sbarco

    le valutazione dei COBAS Finanze e Agenzie Fiscali

    (3 Novembre 2003)

    Il Contratto Agenzie Fiscali è sempre più un miraggio per i lavoratori. Non si muove paglia, non si sblocca nulla, proseguono lunghi silenzi intervallati da qualche comunicato sindacale di “aggiornamento”, senza sviluppi.

    Il tempo delle boutade ormai è finito per tutti ed i nodi vengono al pettine. Anni di concertazione, di attendismo, di riforme presunte decise a tavolino in combutta all’Amministrazione, nella loro accettazione totale senza azzardare il benchè minimo dissenso od opposizione collettiva hanno portato la nostra categoria alla dissolvenza e alla paralisi completa, arrivando quasi al distacco sulle vicende contrattuali, lavorando tutti i giorni come se tutto fosse normale.

    Quindi ciò che verrà dal contratto, quando verrà, sarà esattamente quello che in questi anni le organizzazioni sindacali confederali ed autonome hanno seminato.

    Ma il dato maggiore che preoccupa oltre il contratto è la strisciante, galoppante strada imboccata con le privatizzazioni.

    DEMANIO. Siamo ai saldi di fine stagione con la trasformazione in Ente Pubblico Economico (con tutto quello che ne deriva). Le opzioni per la fuoriuscita dei lavoratori sono slittate di un paio di mesi ma la sostanza è la stessa: la mobilità massiccia del personale verso altre amministrazioni, forse verso altre città ed altri territori SENZA NESSUNA GARANZIA.

    TERRITORIO. Il processo di privatizzazione partito molto prima è chiaramente più lento, per la difficoltà di trasferimento di funzioni e competenze agli enti locali o ai poli catastali, ma purtroppo è in itinere anche lì e le possibilità di opporsi a questo processo sono tutte da costruire.

    ENTRATE. Ma non è allegra nemmeno la situazione in quest’altra Agenzia. Il più lungo condono fiscale, oltre ai danni professionali per i lavoratori e alla beffa per chi paga le tasse, porterà prima o poi l’Agenzia delle Entrate a ragionare che 45 mila dipendenti non servono più tra automatismi, on-line, lavoro automatizzato, Caaf, condoni e probabilmente nel prossimo futuro farà capolino l’ipotesi che ne servono molti di meno, il bilancio pubblico non può fare queste regalie e, quindi, le probabilità di finire….. come il Demanio non sono da scartare.

    DOGANE. Altrettanto per le Dogane ove già vi è stata una riduzione delle imposte doganali tra i paesi comunitari (che tra l’altro dovrebbero aumentare di numero) e nonostante il progetto degli uffici unici doganali (con le competenze ed il personale degli UTF) e nonostante da tempo si vociferi anche che una parte delle competenze IVA passi alle Dogane è evidente la riduzione delle funzioni lavorative ed è innegabile che in questo balletto perpetuo chi si accollerà il peso del “rinnovo” saranno sicuramente i lavoratori con problemi di organico e mobilità.

    Cosa dire... null’altro di quello che da tempo diciamo e diffondiamo.

    Non ci riconosciamo nelle privatizzazioni in atto, nella devastazione dei diritti dei lavoratori (dal diritto alla carriera ad un salario adeguato al costo della vita), nella totale assenza di discussione sul contratto né prima, né durante, né ora, chiaro preludio ad un esito inevitabilmente negativo.

    C i riconosciamo invece e pensiamo sia l’unica prospettiva nei circa 250 lavoratori del Demanio che da soli, sprecando giorni di ferie personali sono venuti a Roma per “trattare” direttamente con l’Amministrazione, senza delegare il proprio destino a chi non lo ha mai fatto, non sentendosi rappresentati dall’attuale quadro sindacale.

    Organizziamoci in tutti gli uffici da soli o coi Cobas contro le privatizzazioni, contro la precarietà (vedi i tirocinanti), per difendere i nostri diritti, per un salario europeo legato all’inflazione reale, contro lo spezzettamento del salario accessorio, perchè non deve essere inevitabile di avere sempre lo stesso identico, deludente contratto!

    Basta stare zitti o lamentarsi è ora di organizzarsi!

    COBAS Pubblico Impiego
    Finanze e Agenzie Fiscali

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