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Processo Marlane Marzotto. Ammessi pure sindacati e associazioni

Il segretario dello Slai Cobas: decisione non facile e per nulla indolore

(19 Ottobre 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.slaicobas.it

Martedì 19 Ottobre 2010 16:27
Antonello Troya

Paola

«Entra nel vivo la fase preliminare del processo Marlane Marzotto, avviato stancamente nell'aula del Tribunale di Paola, avente per oggetto le innumerevoli vittime delle sostanze tossiche utilizzate in fabbrica»: così, per lo Slai Cobas, il coordinatore provinciale Alberto Cunto, commenta quanto accaduto all'ultima udienza del processo.

«Decisione sofferta quella del giudice Carpino, chiamato ad esprimersi sull'ammissibilità delle innumerevoli parti civili e tra queste anche dello Slai Cobas, la cui costituzione è stata regolarmente accettata. La decisione del Gup, scaturita al termine di lunghe ore in camera di consiglio, non è stata affatto indolore, perchè il "crivello" del giudice ha determinato l'inammissibilità a vario titolo di una percentuale di ricorrenti stimabile tra il 10 ed il 20 % ; percentuale alta per alcuni e bassa per altri, e tra le esclusioni eccellenti degne di nota quella del Forum ambientalista e di Medicina democratica, motivandola per quest'ultima con la lacunosa rappresentatività ed il carente radicamento sul territorio. Ovviamente la decisione non esclude l'appellabilità e su questo dovrà confrontarsi lo stuolo di avvocati dei ricorrenti presenti in aula.

«Assenti ancora una volta gli avvocati Ghedini e Giarda, protagonisti della giornata sono stati gli agguerriti sostituti - prosegue la nota del sindacalista - i quali hanno sottolineato con enfasi per questa causa l'incompatibilità territoriale del Tribunale paolano. Se tale ipotesi venisse malauguratamente presa in considerazione, l'intero impalcato accusatorio messo in piedi in tredici anni di lavoro transiterebbe al tribunale vicentino, con esiti affatto imprevedibili come già avvenuto in passato per gl'innumerevoli cassintegrati vittime della stessa azienda uscitene soccombenti. Lo Slai Cobas non demorde e condurrà la lotta anche da solo, come ha sempre fatto, con coerenza e senza fare sconti a nessuno, fosse anche a Vicenza. La prossima udienza è fissata per sabato 23 ottobre, alla quale come preannunciato Ghedini ancora una volta non parteciperà. Lo Slai Cobas sarà in aula con la struttura territoriale e coi propri patrocinatori. Ora tocca agli avvocati di parte civile il compito di ribaltare le decisioni per ripescare alcuni esclusi, ma dovranno farlo in questi pochi giorni dando fondo a tutto lo scibile giurisprudenziale».

Per la cronaca, brevemente, è uscito dopo quasi ore il giudice per le udienze preliminari Salvatore Carpino dal suo ufficio. Doveva decidere sulle eccezioni presentate dalla difesa degli imputati in merito alle richieste di costituzione di parte civile. Il Gup ha ammesso tutte le parti civili presentate, tranne il Forum ambientalista e Medicina democratica. Ammessi anche tutti i sindacati - Sli Cobas, Slai Cobas e Cgil - le associazioni ambientaliste, il Wwf e Legambiente. Carpino ha invece escluso sei famiglie rispetto ad alcuni imputati. Un'udienza di sostanza, quella di ieri, del processo che avrebbe dovuto stabilire solo l'ammissibilità o meno della costituzione di parte civile, ma che è andata oltre, stabilendo il principio generale con il quale si è detto "sì" alle associazioni ambientaliste e ai sindacati. Poi il colpo di scena: la difesa degli imputati ha presentato un'istanza di incompetenza territoriale. Insomma, vogliono che il processo venga trasferito a Vicenza, perché Valdagno è la sede della Lanerossi prima e della Marzotto poi. La competenza, secondo la Difesa, non è di Paola ma del Tribunale di Vicenza. A Valdagno si sono decise le strategie aziendali di Praia a Mare.

articolo Gazzetta del Sud

Antonello Troya (www.gazzettadelsud.it)

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