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La peste

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(23 Novembre 2010) Enzo Apicella
“La Peste”. Un libro-inchiesta denuncia le infiltrazioni camorristiche nel ciclo dei rifiuti, le convenienze della politica e gli interessi della massoneria

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Terzigno: scontri, arresti e barricate. I camion non passano, la spazzatura verso l'Irpinia

(19 Ottobre 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.radiocittaperta.it

19-10-2010/13:58 --- Ancora scontri, per tutta la notte, tra manifestanti e polizia a Terzigno dove gruppi di cittadini che si oppongono all’apertura di una seconda discarica nell’area del parco del Vesuvio hanno bloccato a più riprese gli auto-compattatori. Quando le ‘forze dell’ordine’ in tenuta antisommossa hanno tentato di rimuovere le barricate con i bulldozer dei Vigili del Fuoco e hanno cominciato a caricare i cittadini questi hanno risposto con lanci di sassi e anche di qualche bottiglia incendiaria. Gli scontri sono iniziati, poco dopo la mezzanotte, sulla strada che conduce alla discarica già attiva a Terzigno: gruppi di cittadini hanno anche attaccato alcuni auto compattatori incendiandoli o ribaltandoli. Verso le due un gruppo più numeroso in via Zabatta si è scontrato con il cordone di polizia lanciando pietre. Alcuni manifestanti sono stati trascinati via con la forza dalle forze dell’ordine che hanno inasprito le cariche. Alla fine, intorno alle 13 di oggi, erano però in totale solo una sessantina i camion carichi di spazzatura riusciti a passare e a sversare a Terzigno grazie alla violenza di Polizia e Carabinieri contro gli abitanti della zona.
Durante la notte la Polizia avrebbe effettuato 5 fermi, ai quali se ne è aggiunto un altro in mattinata nei confronti di un cittadino che aveva lanciato un sasso contro un compattatore. Tutti gli arrestati sono accusati di violenza e resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale. Uno degli indagati deve rispondere anche di detenzione e porto abusivo di esplosivi. Tre i contusi finora, almeno stando ai bilanci ufficiali.
In tarda mattinata un gruppo di manifestanti dei comitati popolari, tra cui anche alcune "mamme vulcaniche" che prima si erano sdraiate davanti ai blindati e ai compattatori per impedirne il passaggio, ha occupato alcuni locali del comune di Boscoreale. Intanto una prima vittoria per i cittadini dei comuni di Boscoreale, Terzigno, Trecase e Boscotrecase in lotta da mesi sembra essere la decisione da parte del presidente della Campania Caldoro di autorizzare i gestori degli impianti che ora dovrebbero scaricare a Terzigno (ma non possono farlo per l’opposizione della sua popolazione) a portare i rifiuti a Savignano Irpino, San Tammaro e Sant'Arcangelo Trimonte, in provincia di Benevento. Una misura temporanea valida solo fino al prossimo 26 ottobre, come ha raccontato in diretta ai microfoni di Radio Città Aperta Luigi Casciello del ‘Comitato Vesuvio in lotta’. “Vedete come funziona? Siccome qua ci opponiamo ad essere sommersi dall’immondizia adesso cercano di aggirare il problema spostando i rifiuti in un altro territorio dove magari la resistenza delle popolazioni è minore e dove potranno continuare a fare i loro affari, aspettando che qua la gente si convinca ad essere meno intransigente. Stamattina molti negozi hanno abbassato le loro saracinesche in solidarietà coi manifestanti mentre le ambulanze vanno e vengono in continuazione”. Spiega l’attivista: “Se focalizziamo l’attenzione solo sul parco del Vesuvio perdiamo di vista un problema che è generale: se pensiamo a Malagrotta a Roma o a Bellolampo a Palermo capiamo che qui il problema è che la nostra classe dirigente non vuole investire in un modello a rifiuti zero. La scelta è stata in questi anni di gestire l’immondizia in modo tale da fregare più soldi possibile; se noi impostassimo un sistema basato sul riuso e il riciclo alla fine i soldi da spartire per imprenditori e politici sarebbero pochi, mentre invece costruire un inceneritore costa 300 milioni di euro e gestire una discarica comporta un esborso di soldi incredibile per le comunità. Senza parlare della truffa del Cip6 che ci obbliga a finanziare con le nostre bollette chi gestisce il ciclo dei rifiuti anche in accordo con la malavita. Basta guardare a quali imprese gestiscono qui o anche altrove il trasporto dei rifiuti e salta agli occhi questo legame con la criminalità organizzata. Ecco perché poi non implementano la raccolta differenziata…In provincia di Caserta sono stati finora censiti 1250 sversatori, in quella di Napoli altri 950. Viviamo tutti su una immensa discarica”.

Marco Santopadre, Radio Città Aperta

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