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Terzigno, la denuncia dei Comitati: “Se ci scappa il morto la responsabilità è tutta del governo”

(22 Ottobre 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.radiocittaperta.it

22-10-2010/15:21 --- “Sia ben chiaro: la responsabilità morale e materiale di qualunque cosa possa accadere a Terzigno ricade interamente sui dirigenti politici che stanno a Roma”. E’ perentorio e arrabbiato Luigi Casciello, che questa mattina è intervenuto ai microfoni di Radio Città Aperta per raccontare la terribile situazione che vive la sua comunità. “Dal governo e dalle autorità di PS stanno gettando continuamente benzina sul fuoco. Parlano di centri sociali e di camorristi infiltrati… ma dove stanno? E’ il solito depistaggio per cercare di sottrarsi alle loro responsabilità”. La tensione cresce di ora in ora, conferma l’attivista del Comitato ‘Vesuvio in lotta’: “La piazza è così, è umorale. I cittadini sono inferociti con la classe politica e dopo le continue cariche e i pestaggi da ieri è scattata una specie di caccia all’uomo nei confronti del poliziotto di turno. Ieri ci poteva scappare il morto: sia quando alcuni giovani hanno incendiato un Range Rover con a bordo dei funzionari di PS, sia quando un mezzo della Polizia ha investito un giovane manifestante”.
Questa notte centinaia di poliziotti hanno letteralmente assaltato il presidio dei cittadini sulla rotonda che conduce alla discarica di Sari, racconta Casciello: “Si sono accaniti sulle persone inermi dentro ai gazebo, persone che non facevano neanche resistenza perché probabilmente si volevano vendicare di quanto era accaduto ieri mattina, quando 7 autocompattatori dell’Asia erano stati incendiati dai manifestanti sotto il loro naso. Qui è incredibile quello che sta succedendo. Ieri si sono portati via, i celerini, un signore di 52 anni che era appena uscito di casa in pigiama per vedere quello che stava succedendo. Non è possibile che i poliziotti che ci bastonano tutti i giorni si rivolgano alla popolazione che manifesta nelle strade giorno e notte mostrando il dito indice alzato...”.
L’esponente dei comitati che si battono contro l’apertura della seconda discarica all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio ne approfitta per ricordare da cosa nasce la ribellione della popolazione dei comuni del napoletano assediati da giorni da un dispositivo militare che ricorda più una guerra che una disputa di natura politica: “La discarica già attiva a Sari è stata realizzata in deroga a tutte le leggi possibili e immaginabili, sospendendo quanto previsto dalla Costituzione in materia di parchi, di salute, di democrazia... Il liquido che esce dall’immondizia accumulata a Terzigno ha già inquinato le falde acquifere della zona a tal punto che il percolato è paradossalmente meno inquinato dell’acqua delle falde… Questi tra l’altro sono dati dell’Arpac, non i nostri. E invece di venire qui di corsa a rendersi conto di quanto sta succedendo il Ministro della Salute Fazio continua con le sue rassicurazioni e smentite. Ricordo che dai pozzi i contadini attingono l’acqua che usano per irrigare i terreni: questo vuol dire che le sostanze inquinanti e pericolose generate dalla discarica hanno già invaso la catena alimentare. Questi che ci mandano i poliziotti, i carabinieri e i finanzieri se ne fregano di tutto questo e ora vorrebbero imporci addirittura un’altra discarica”. Ricorda Casciello in un passaggio dell’intervista: “il braccio destro di Bertolaso per quanto riguarda la Protezione Civile qui in Campania, Marta di Gennaro, in una intercettazione telefonica messa agli atti di un procedimento penale in corso, diceva a Bertolaso che qua a Terzigno nella discarica si poteva scaricare ogni cosa, qualsiasi schifezza, che tanto noi siamo dei cafoni ignoranti e non ci saremmo accorti di niente. E aggiungeva che per continuare ad avere in pugno la situazione avrebbero dovuto sistemare delle persone amiche e conniventi all’interno dell’Anpac e all’interno dei Nas. Chi ha truccato le carte fin dall’inizio non sono certo i cittadini che ora anzi stanno subendo e pagando con la propria pelle questa situazione. Da uno studio commissionato addirittura dallo stesso Bertolaso ormai parecchio tempo fa all’Istituto Superiore di Sanità, all’Organizzazione Mondiale della Sanità e all’Arpac – e quindi la situazione nel frattempo sarà anche peggiorata - emergeva chiaramente che nei dintorni delle discariche e degli inceneritori ci sono incidenze delle patologie tumorali 4 volte superiori a quelle normali”.
La popolazione di Terzigno non ci sta ad essere sacrificata sull’altare del profitto concesso dallo Stato a qualche imprenditore interessato a costruire gli inceneritori o a gestire le discariche o il trasporto dell’immondizia. Per il prossimo 30 ottobre i comitati popolari del vesuviano chiamano tutti a partecipare a una grande manifestazione convocata a Terzigno per allargare e amplificare una protesta che, assicurano, non hanno nessuna intenzione di interrompere.

Marco Santopadre, Radio Città Aperta

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