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Rifiuti: arrestato Del Balzo, consigliere regionale del Lazio. Ad Acerra è scontro Impregilo-Bertolaso

(26 Ottobre 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.radiocittaperta.it

26-10-2010/14:12 ---Truffa ai danni del Comune. È questa l’accusa rivolta al consigliere regionale del Pdl Romolo Del Balzo, arrestato ieri nell’ambito dell’inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti a Minturno, in provincia di Latina. Del Balzo, attualmente presidente della commissione Lavori pubblici, alla Pisana, era all’epoca dei fatti presidente del consiglio comunale di Minturno ed oggi è accusato di aver favorito la ditta Ego Eco. Un classico nel business dei rifiuti. Nell’ordinanza di custodia, vengono elencati infatti i disservizi che mostrano come la società abbia approfittato delle protezioni politiche: contributi previdenziali dei dipendenti non pagati, nessuna raccolta differenziata, automezzi privati usati per il servizio che cadevano a pezzi e addirittura non assicurati. Nell’inchiesta sono finiti in manette anche un impiegato del comune, il dirigente del servizio ambiente, due dipendenti e due amministratori della Ego Eco, indagati per associazione a delinquere.
Una raffica di arresti che potrebbero aumentare e coinvolgere altri esponenti politici. Sono proprio le amministrazioni, infatti, che sempre più si rendono complici di reati ambientali oltre che di episodi di concussione e corruzione. E così come nel Lazio, in tutta Italia il business dello smaltimento dei rifiuti segue sempre gli stessi meccanismi. Come quello che ha riguardato l'inceneritore di Acerra, dove sin dall’inizio molti dubbi hanno riguardato bando di gara per la sua costruzione. Secondo i magistrati di Napoli, il bando sembrava ritagliato su misura per la ditta Impregilo: nel punteggio per l’assegnazione dell’appalto veniva dato maggiore peso ai tempi di consegna, previsti entro la fine del 2005, e ai costi. In questo modo la società guidata all’epoca da Romiti è riuscita ad aggiudicarsi i lavori. L’inceneritore è stato poi completato ben oltre la scadenza dei 300 giorni fissati dal contratto e i costi sono progressivamente lievitati. Un inceneritore costato ai cittadini ben 355 milioni che si è anche rivelato un flop dal momento che le linee 2 e 3 sono ferme dal 17 agosto e non sono ancora quantificabili i tempi di riavvio.
L'impianto poi ha scontentato anche la stessa Impregilo: "dell'impianto costato 355 milioni noi non abbiamo incassato neppure un centesimo- fanno sapere dalla ditta. La legge 26 del 2010 per l'emergenza rifiuti in Campania, non ha chiarito chi debba pagarci: forse la Protezione civile, che ora è la responsabile del termovalorizzatore, forse Palazzo Chigi, forse la Regione Campania». Neanche un anticipo dunque da parte della Protezione civile che da quell'inceneritore ha già incassato 60 milioni; a scapito della cittadinanza, sia chiaro: in 500 giorni di funzionamento le centraline di rilevazione delle polveri sottili hanno registrato ben 250 sforamenti del livello di guardia.

Marina D'Ecclesiis, Radio Città Aperta

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