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La Russa celebra El Alamein, migliaia in piazza a Livorno. Il 4 novembre giornata nazionale antimilitarista

(27 Ottobre 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.radiocittaperta.it

26-10-2010/19:48 --- Sabato, in contemporanea con la celebrazione della battaglia di El Alamein alla presenza del ministra della guerra La Russa, a Livorno c’è stata un’importante e partecipata manifestazione contro le spese militari e la militarizzazione del territorio. Sconcerto ha generato la celebrazione della battaglia avvenuta durante la Seconda Guerra Mondiale in terra africana: «Una cerimonia vergognosa - ha affermato Giovanni, uno dei manifestanti intervistato dalla stampa locale - che porta in città i nostalgici di una battaglia combattuta al fianco dei nazifascisti, fortunatamente persa». Sabato mattina sulla Rotonda d'Ardenza, sul lungomare, la Brigata Folgore ha esposto mezzi speciali, armi e dispositivi utilizzati dai reggimenti nelle missioni all'estero alla presenza di numerosi esponenti politici locali di entrambi gli schieramenti.
Ma nel pomeriggio una manifestazione è partita da piazza Garibaldi e si è snodata in un corteo per le vie di Livorno alla quale hanno partecipato più di 2000 persone fra lavoratori, studenti e cittadini provenienti non solo dalla città ma anche dalle altre province limitrofe. Il corteo è passato per via Grande dove è stato appeso uno striscione sulla ex caserma Bagna per reclamare la riconversione in case popolari delle caserme inutilizzate ed un altro davanti al Comune per denunciare la repressione che in questi giorni ha colpito alcuni ragazzi livornesi attivi nel movimento studentesco e per contestare il sindaco Cosimi e le sue pesantissime parole di sostegno alla Folgore. "Se il Cosimi gli dà le chiavi della città noi ce le andiamo a riprendere" si è gridato dal camion di testa al momento del passaggio davanti alla sede del Comune. Il giorno prima davanti alla caserma Vannucci nella zona di Ardenza era comparso uno striscione murale contro i militari che diceva: "Scarpe di cartone, carri di latta è questo l'orgoglio della vostra disfatta". Invece sul ponte della Rosa un altro striscione diceva "Saluti da Montgomery" (in riferimento al generale britannico che guidò le sue forze contro le truppe italo-tedesche) firmato con una croce celtica impiccata.
Il lungo corteo, accompagnato da fumogeni, petardi, musica e molti striscioni delle varie realtà, era aperto da un grande striscione che recitava "Ora basta, su la testa!". I partecipanti, una volta arrivati in piazza del Municipio, hanno appeso uno striscione sulle scalinate dell'ingresso comunale, ricordando che giovedì gli era stato impedito dalla Polizia. Livorno negli ultimi mesi è stata al centro di numerosi episodi di repressione e di criminalizzazione del dissenso: ad esempio quando allo stadio per due volte un gran numero di tifosi hanno fischiato il minuto di silenzio dedicato ai militari italiani morti in Afghanistan, o quando alcuni lavoratori hanno contestato la Cisl, oppure in occasione del ridicolo invio degli ispettori da parte della Ministra Gelmini per indagare la presenza di bandiere comuniste in una scuola della città (che invece erano sul retro del palazzo, laddove nel 1921 fu fondato il Partito Comunista d’Italia).
“Questa contro manifestazione” ha raccontato ai microfoni di Radio Città Aperta Alessandro, un attivista del Comitato Nocampdarby “è stata promossa da un vasto gruppo di associazioni e partiti della sinistra che hanno così voluto imporre all’attenzione della città una riflessione sull’aumento delle spese militari e sugli inaccettabili progetti di un ampliamento dell’aeroporto militare di Pisa. Un hub militare, quello previsto a Pisa, che all’inizio del 2013 dovrà ospitare e inviare nelle zone di guerra circa 30.000 militari, per non parlare degli armamenti e dei mezzi destinati alle zone di guerra”. L’espansione dell’hub militare comporterà una spesa di 67 milioni di euro, denunciano le associazioni promotrici della manifestazione, nel momento in cui i governi nazionale e locali continuano a tagliare i servizi sociali, la scuola e la ricerca affermando che mancano le risorse necessarie.
Quella di Livorno di sabato sembra essere la prima di una lunga lista di manifestazioni antimilitariste e dirette a denunciare l’aumento delle spese militari nel nostro paese. “In queste settimane le mobilitazioni contro i programmi che introducono nella scuola forme di addestramento militare (in particolare Mini-naja e Allenati per la vita) sono state molto importanti, diffuse sul territorio e partecipate da decine di migliaia di studenti nei cortei dell'8 ottobre. In particolare a Milano hanno anche costretto alcuni dei protagonisti a fare marcia indietro (come nel caso dell'Unione Nazionale Ufficiali in Congedo), prefiguranso il fatto che si può vincere questa battaglia. Per questo lanciamo un appello per una mobilitazione che inizi dal mondo della scuola ma coinvolga tutti coloro che sono contro la guerra che sempre più diviene globale e permanente, attraversa le nostre vite e distrugge interi paesi”. Lo affermano in un comunicato i promotori dell’iniziativa ‘Make School Not War, Si alla Scuola No alla Guerra’ che il 4 novembre, in contrapposizione alla giornata delle forze armate, vedrà un corteo sfilare a partire da Piazza Cairoli a Milano. “Facciamo del 4 novembre una giornata in cui scendere in piazza, mentre si celebrano le forze armate, per dire che ciò di cui abbiamo bisogno non è la guerra ma l'istruzione, non è il futuro di potenza nucleare (civile e militare), ma il ritiro delle truppe in Afghanistan” recita l’appello diffuso nei giorni scorsi. Ed in occasione della giornata del 4 novembre altre iniziative analoghe si terranno a Novara (contro l’aeroporto militare di Cameri), a Pisa (anche qui contro l’hub militare e la base di Camp Darby), a Trieste ed in altre città dove varie realtà antimilitariste stanno organizzando assemblee, manifestazioni, presidi, happening per chiedere il taglio delle spese militari e il ritiro dei soldati italiani dall’Afghanistan.

Marco Santopadre, Radio Città Aperta

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