il pane e le rose

Font:

Posizione: Home > Archivio notizie > Capitale, ambiente e salute    (Visualizza la Mappa del sito )

Partenope

Partenope

(31 Gennaio 2011) Enzo Apicella
Napoli: 14 indagati eccellenti, tra cui Antonio Bassolino, per lo sversamento del percolato delle discariche in mare

Tutte le vignette di Enzo Apicella

PRIMA PAGINA

  • VOI G20, NOI IL FUTURO
    (27 Ottobre 2021)
  • costruiamo un arete redazionale per il pane e le rose Libera TV

    SITI WEB
    (Capitale, ambiente e salute)

    Terzigno: solo la rivolta paga!

    (27 Ottobre 2010)

    Dopo mesi di mobilitazioni pacifiche, denunce pubbliche, iniziative legali e azioni “di disturbo” contro l’infame scelta del Governo e della Regione Campania di raddoppiare la discarica di morte nel Parco nazionale del Vesuvio, la disperazione delle popolazioni di Terzigno, Boscoreale e Boscotrecase si è trasformata in rabbia, il malcontento è divenuto aperta rivolta contro lo Stato dei padroni e i suoi apparati repressivi.

    E’ bastata qualche notte di blocco e di sabotaggio dei camion diretti in discarica per far crollare l’intero castello di carta messo in piedi da Berlusconi e Bertolaso, e per mettere a nudo come l’astuto gioco di prestigio con cui si era magicamente fatta scomparire la monnezza dalle strade di Napoli, poggiava sulle atroci sofferenze (patologie tumorali, intossicazioni alimentari, aria irrespirabile, ecc.) imposte “manu militari” ad intere popolazioni della provincia attraverso l’apertura di nuove discariche.

    Ma i rivoltosi di Terzigno, oltre a far saltare i piani di un potere capitalistico che da anni usa le emergenze ambientali come ultima frontiera della corsa ai profitti (la cosiddetta “shock-economy”), stanno in queste ore dimostrando che solo con la lotta dura e ad oltranza è possibile strappare risultati immediati. Le cariche, gli arresti e la repressione generalizzata contro i presidi “no discarica” non hanno piegato le mobilitazioni, mentre al contrario inizia a scricchiolare l’asse di ferro tra UE, Governo, amministrazioni regionali e locali, che finora hanno viaggiato di comune accordo e ora, messe alle strette, iniziano a rimpallarsi a vicenda le responsabilità.

    Ciò che le popolazioni vesuviane non sono riuscite ad ottenere attraverso incontri istituzionali, appelli ai sindaci, agli enti locali e alle commissioni europee lo stanno ottenendo adesso con la lotta, senza delegare a nessuno la difesa del diritto alla salute a un ambiente non martoriato.

    Gli abitanti di Terzigno ora devonono continuare ad agire in proprio, tenendo alla larga dalle lotte le istituzioni e soprattutto i cosiddetti “partiti-amici”: tutte le istituzioni e tutti i partiti istituzionali sono responsabili dello scempio attuale al pari del governo nazionale, in particolare coloro che col varo del piano-rifiuti voluto da Bassolino hanno aperto la strada alle discariche e ai mega-inceneritori.

    Ben vengano, dunque, e si moltiplichino i roghi delle tessere elettorali, perché la storia recente ci dimostra che centro-destra e centrosinistra sono solo due facce della stessa medaglia; ben venga anche il rogo delle bandiere italiane, perché è ora di farla finita con la retorica del “supremo interesse nazionale” dietro il quale si vuol celare la cruda realtà di un sistema di sfruttamento e di oppressione che non esita a dilapidare miliardi di euro per le spedizioni imperialiste come in Afghanistan e poi si rifiuta di spendere un solo centesimo per la raccolta differenziata o per la garanzia di un salario ai milioni di disoccupati e precari colpiti dalla crisi.

    Noi siamo senza esitazioni al fianco dei rivoltosi di Terzigno
    Per la chiusura immediata di entrambe le discariche di cava Vitiello e cava Sari: non fidiamoci dei tavoli istituzionali fin quando tali obiettivi non saranno pienamente conseguiti.

    Estendiamo e unifichiamo le lotte contro gli effetti nefasti della crisi del capitalismo: ad avvelenare le nostre terre sono gli stessi che licenziano, precarizzano e affamano milioni di proletari.

    No alla divisione tra “buoni e cattivi”: alla repressione rispondiamo con l’unità e la solidarietà di classe.

    Associazione Marxista Unità Comunista
    Iskra
    Collettivo Baruda
    Combat
    Rossa Gioventù
    Collettivo Comunista Costiera Amalfitana

    9097