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‘Not in our name’: diecimila manifestanti a Terzigno contro l’accordo truffa sindaci-Bertolaso, scontri a Taverna del Re

(31 Ottobre 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.radiocittaperta.it

31-10-2010/12:43 --- ''E' questione di ore la ripresa dello sversamento alla discarica Cava Sari, a Terzigno. Aspettiamo l'ok della prefettura e poi si riparte''. Sono trionfalistici i toni del sindaco di Boscoreale Gennaro Langella, eletto per il Pdl, poi dimessosi dal partito in polemica con le imposizioni del governo, ed ora capofila di quei possibilisti nei confronti del piano Bertolaso che tenta di rompere il fronte della protesta e di dividere i cittadini. ''La Protezione Civile ha già effettuato alcune analisi (...) non segnalano problemi – si giustifica Langella - nel frattempo anche i nostri tecnici e l'Arpac stanno effettuando esami; in questo caso i dati penso che saranno resi noti tra una settimana''. Nel frattempo, però, inizierà lo sversamento, garantisce il commissario straordinario Bertolaso che ha convinto i sindaci e qualche altro rappresentante dei comuni interessati a firmare un ‘accordo’ che promette il congelamento a tempo indeterminato (ma non la chiusura) della seconda discarica prevista a Cava Vitiello e lo sversamento a Cava Sari ‘solo’ della frazione secca dei rifiuti provenienti dai 18 comuni vesuviani. E già si comincia a parlare, da parte degli stessi sindaci e del governo, della reazione della così detta frangia dei ‘violenti’ e degli ‘irriducibili’ che non accettano l’accordo. E’ ancora il solito Langella a dare la linea a giornali e tv: “Le nostre richieste sono state soddisfatte. Quello firmato é un buon accordo e una nostra vittoria. Credo che il 95% della popolazione sarà soddisfatta, resta un 5% che vuole la chiusura immediata della discarica di Cava Sari, ma penso che i violenti saranno isolati". Ma a spiegare agli abitanti del vesuviano quanto poco valgano gli accordi firmati da Bertolaso e Berlusconi ci hanno pensato alcuni cittadini di Giugliano, arrivati ieri sera a Terzigno per partecipare alla grande manifestazione organizzata dai comitati contro il tentativo da parte dell’esecutivo di dividere e indebolire il fronte della protesta. Una delegazione di giuglianesi ieri ha distribuito ai cittadini che presidiano la Rotonda Panoramica fotocopie dei documenti con i quali veniva sancita la chiusura del sito per lo stoccaggio delle ecoballe di Giugliano. "Vogliamo illustrare - ha detto una delle manifestanti - come vengono mantenuti gli impegni".
Infatti mentre nel vesuviano sfilavano in corteo migliaia di persone, la protesta si è spostata a Giugliano, dove nel sito di stoccaggio di Taverna del Re il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro ha ordinato che vengano portati di nuovo rifiuti ‘tal quale’, indifferenziati. Già ieri mattina c’erano stati momenti di tensione e scontri tra la Polizia e i dimostranti, alcuni dei quali a cavallo, che hanno cercato di impedire l'accesso degli autocompattatori disseminando la strada di masserizie e rifiuti. Poi, nel pomeriggio, gli scontri si sono spostati direttamente davanti alla discarica. I manifestanti hanno tentato di impedire di far uscire i camion da Taverna del Re. Sono intervenuti i carabinieri che hanno tentato di liberare la strada per far passare gli automezzi: alcuni dimostranti sono stati buttati a terra, altri sono rimasti davanti ai compattatori con le mani alzate per impedirne il passaggio. Alla fine i camion sono usciti dall'impianto, ma i manifestanti - dopo un ennesimo scontro con i Celerini - si sono messi dinanzi agli automezzi procedendo lentamente a passo d'uomo. Anche questa mattina la tensione è riesplosa a Taverna del Re dove all'arrivo di una colonna di autocompattatori i manifestanti hanno inscenato una manifestazione di protesta bloccando i camion carichi di spazzatura. La Polizia ha tentato di fare un cordone a protezione degli automezzi, ma un manifestante si è infilato sotto un camion bloccando il traffico.

Nell'impianto di Giugliano sono già stoccate 6 milioni di tonnellate di spazzatura e secondo quanto deciso da Cesaro vi dovrebbero arrivare altre 10 mila tonnellate di rifiuti 'tal quale'. Da 4 giorni i manifestanti presidiano il sito, temendo che la riapertura non sia limitata nel tempo ma soprattutto che l'arrivo di nuovi rifiuti possa causare danni alla salute di quanti abitano nelle vicinanze.
Esattamente le stesse preoccupazioni che ieri hanno spinto i cittadini del Parco Nazionale del Vesuvio a realizzare una delle manifestazioni più grandi della storia del loro territorio.
“Ben quattro cortei con almeno diecimila persone (il più grande forse da Boscoreeale, ma tantissima gente anche da Terzigno, Boscotrecase e Torre Annunziata) hanno riempito in successione e all'inverosimile la rotonda di via Panoramica per dire che vogliamo immediatamente anche la chiusura definitiva della discarica in Cava Sari e che pretendiamo subito la bonifica, perchè questo sversatoio ci avvelena da decenni e distrugge il parco nazionale del Vesuvio, prima con la gestione di prestanome della camorra e poi con la gestione di prestanome dello Stato” scrive oggi il blog del Comitato ‘Vesuvio in lotta’. “Un risultato straordinario, dopo che i media e i sindaci avevano inneggiato al compromesso sulla nostra salute. E invece tantissima gente dei nostri territori è venuta per urlare che nessun sindaco può firmare un "accordo" a nome nostro, che siamo tutti consapevoli che i risultati ottenuti finora (la rinuncia alla cava Vitiello che però deve diventare formale) sono il frutto dell'ampissima protesta popolare e che proprio per questo la mobilitazione continua! Il "Bunga bunga antidiscarica" cantato dalle mamme vulcaniche (“bunga bunga a me, bunga bunga a te, Berlusconi la discarica prenditela te”) per la chiusura della Sari, voleva proprio ricordare che se qualcuno cercava bagni di folla per far dimenticare gli scandali suoi ha sbagliato valutazione e che anzi ci dispiace che il premier non sia venuto, perchè avrebbe sentito il nostro vero "umore" dopo settimane di cariche e di militarizzazione del territorio. Ci sono decine di comitati, associazioni, gruppi oggi in piazza. Questa storia è stata davvero un risveglio della democrazia reale e della partecipazione e non permetteremo a nessuno di ipnotizzarci ancora: stiamo difendendo la salute e il futuro!” prosegue il blog.
A manifestare ieri non c’erano solo i cittadini dei comuni del Vesuviano, ma anche delegazioni di altri territori della Campania: i centri sociali e gli studenti di Napoli, circa 150 disoccupati del Progetto Bros, attivisti dei comitati territoriali di altre aree del paese (compresi quelli del movimento No Tav della Val di Susa), delegazioni dell’USB e degli altri sindacati di base.
«La modifica che verrà della legge 123 è una battaglia vinta ma insufficiente per vincere la guerra» hanno spiegato alcuni manifestanti alla stampa. «Come vertenza strettamente territoriale pretendiamo la bonifica di Cava Sari, come vertenza regionale pretendiamo un diverso concepimento della filiera dello smaltimento dei rifiuti che riduca drasticamente l'incenerimento e il ricorso alle discariche».
Mentre oggi telegiornali e quotidiani suonano il de profundis della protesta, il movimento dei cittadini del vesuviano lancia per giovedì prossimo un’altra giornata di iniziative diffuse in tutta la Campania “contro il piano rifiuti, perchè le alternative al ciclo megadiscariche-inceneritori esistono e sono necessarie, perchè dobbiamo fermare questa ‘tombola della devastazione’ che oggi ha portato a nuove cariche e soprusi a Giugliano.”

Marco Santopadre, Radio Città Aperta

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