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    Contraddizioni di una superpotenza in declino: sbiadito il sogno di Obama riparte la riabilitazione di Bush

    (4 Novembre 2010)

    anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.radiocittaperta.it

    Contraddizioni di una superpotenza in declino: sbiadito il sogno di Obama riparte la riabilitazione di Bush

    foto: www.radiocittaperta.it

    04-11-2010/12:34 --- Dopo la vittoria elettorale del Partito Repubblicano statunitense, che ha strappato a Barak Obama la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti, è ripartita con vigore l'operazione di riabilitazione dell'ex presidente George W. Bush, ritenuta imprescindibile se i conservatori vorranno riconquistare la Casa Bianca nel 2012.
    La strategia di marketing messa a punto dai repubblicani va avanti almeno da maggio, quando l'ex-first lady Laura Bush ha pubblicato il suo “Parlando con il cuore”, una sorta di autobiografia e un anticipo rispetto all'autodifesa che Bush svilupperà nel suo “Decision points” (“I momenti delle decisioni”), il libro di memorie atteso nelle librerie nordamericane il prossimo 9 novembre.
    Nel libro, che avrà una tiratura iniziale di 1,5 milioni di copie, l'ex presidente repubblicano difende gli aspetti più criticati della sua gestione e cerca di giustificare le imbarazzanti scelte della sua presidenza: dalla cosiddetta 'guerra al terrorismo' scatenata dopo l'11 settembre, all’invasione dell’Iraq e alla tragedia dell’uragano Katrina a New Orleans.
    Bush ha compiuto il processo di ibernazione necessario a un Capo di Governo che ha lasciato la presidenza con poco più del 20% di popolarità. Un personaggio che si era trasformato in un fattore di agglutinamento dell'opposizione e in un vero ostacolo per il suo partito.
    Ma a il clima politico del paese è cambiato, come hanno dimostrato le recenti elezioni di medio termine. La guerra in Irak, l’invasione in Afghanistan, le torture di Guantanamo, il sistema sanitario escludente, le speculazioni finanziaria e immobiliare che hanno innescato l'attuale crisi economica, sembrano essere stati dimenticati da una parte importante degli elettori nordamericani. I cittadini sono più preoccupati per i livelli di disoccupazione nel paese (chissà se si domandano quali ne siano le vere cause) che per la trasgressione dei principi democratici realizzata durante l'amministrazione anteriore.
    Quindi la data di uscita delle memorie dell'ex presidente - annunciata nello scorso aprile – non è casuale. I repubblicani avevano evidentemente previsto l’incapacità da parte di Obama di compiere una vera svolta per invertire il declino della “superpotenza”, e hanno voluto cogliere nelle elezioni del 2 novembre l'occasione per togliere Bush dall'isolamento e per rilanciare la dottrina neoconservatrice, oggi incarnata dal successo del cosiddetto Tea Party.
    Molti elettori, delusi dalle timidezze di Obama, si sono astenuti. Altri si sono fatti convincere dalle promesse del Partito Repubblicano. Forse la contraddizione più evidente di un sistema bipartitico… Ma le cause della crisi che tanto preoccupa i cittadini degli Stati Uniti sono nel sistema dell'accumulazione capitalistica come tale, e nell'organizzazione economica, creditizia e militare del sistema statunitense in particolare.

    Thais Palermo Buti, Radio Città Aperta - Roma

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