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4 novembre antimilitarista a Trieste

(7 Novembre 2003)

Anche a Trieste in occasione della festa militarista del 4 novembre ci si è mobilitati per far sentire una voce di dissenso dal coro guerrafondaio e nazionalista, particolarmente forte in questi luoghi di confine.

Un volantino è stato realizzato e diffuso in centro città, nelle facoltà universitarie e nei pressi del monumento ai caduti della prima guerra mondiale, da sempre luogo simbolo della più becera retorica militarista e patriottica.

In serata lo stesso è stato affisso in numerosi punti del centro, coprendo,spesso e volentieri, numerosi manifesti affissi dai fascisti per l'occasione. E' stata da noi scelta per il volantino l' immagine-simbolo della Guernica di Picasso, che rappresenta meglio di mille discorsi la vera essenza di tutte le guerre: morte, sterminio, dolore.

per vedere alcune foto: http://italy.indymedia.org/news/2003/11/415892.php

ecco il volantino:

SIAMO TUTTI DISERTORI

Siamo duri di comprendonio. Non riusciamo ancora a capire , nonostante la martellante campagna pubblicitaria a cui siamo sottoposti, come si possa trarre piacere dall'indossare una divisa.

Continuiamo a non capire il piacere di marciare inquadrati, il piacere di stare sull'attenti, di essere tutti uguali. Continuiamo a non capire come si possa far celebrare ad un esercito la fine di una guerra, quando e' dalla guerra stessa che l'esercito trae ragione di essere.

Continuiamo a considerare un'assurdita' quella che ci viene raccontata, che i seicentomila morti della prima guerra mondiale sono il cemento su cui sarebbe costruita la societa' in cui viviamo.

Continuiamo a pensare che sarebbe stato un cemento migliore se quei seicentomila morti fossero rimasti vivi a portare altri contributi: il proprio lavoro,la propria allegria, la propria rabbia;continuiamo a pensare che quei seicentomila siano stati massacrati non per costruire la societa' ma per consolidare lo stato ed il potere , e continuiamo a pensare che sia una cosa ben diversa.

Forse se non fossimo anarchici troveremmo giusta la militarizzazione crescente della societa', troveremmo giusta l'invadenza dell'esercito in tutti i campi della vita civile fin dentro le scuole, troveremmo ovvia l'esposizione dei tricolori e non penseremmo che le bandiere, tutte le bandiere, sono solo degli stracci sporchi di sangue. Ci viene detto che le forze armate all'estero sono in missione di pace e portano aiuti umanitari, continuiamo a non capire perche',se le cose stanno cosi', le spese per gli aiuti umanitari rappresentino meno di un decimo del costo totale delle missioni all'estero.

Continuiamo ad avere il dubbio che i "nostri" soldati si trovino in afghanistan a difendere gli oleodotti ed in Irak a difendere i pozzi petroliferi, ma forse ci sbagliamo: forse si trovano all'estero solo per i sei milioni al mese.Una volta avevano il coraggio di farsi chiamare mercenari.

Se non fossimo anarchici, se credessimo nella democrazia rappresentativa, forse troveremmo normale che un governo solo perche' democraticamente eletto possa inviare oltremare delle truppe d'invasione a sostegno di un petroliere guerrafondaio nonostante l'opinione contraria dell'ottanta per cento della popolazione,ed un'opposizione popolare alla guerra fra le piu' forti di tutto l'occidente.

Ma anche se fossimo solo dei democratici non riusciremmo a capire le celebrazioni di una macchina inutile, improduttiva, faraonica e sprecona che costa ogni anno piu' di quarantamila miliardi, che si vede costantemente incrementati i bilanci (+10% nel biennio 2000/01,+15% nel 2002 ) mentre vengono tagliati i fondi alla sanita' , alle pensioni, alla previdenza sociale, all'istruzione.Continueremmo a trovare scandalosi gli stipendi dei militari in rapporto a quanto producono di utile per la collettivita', che si puo' riassumere in una sola parola: niente.

Gruppo Anarchico Germinal
aderente alla Federazione Anarchica Italiana - FAI

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