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Assalto al palazzo d'inverno

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(17 Novembre 2009) Enzo Apicella

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L'egemonia del gruppo "La Repubblica" sulla sinistra!

(30 Novembre 2010)

Lo stato maggiore del gruppo Repubblica- Espresso (Cir De Benedetti), ha occupato ormai lo spazio di deserto ideologico, politico e culturale, lasciato dalla sinistra non più di base di classe, e vi ha instaurato la sua vera egemonia ed ora detta l’agenda politica a tutta la sinistra istituzionale oltre che a vaste aree del centro sinistra.

Influenza sul ceto politico Volenti o nolenti sono investiti consapevoli da questa egemonia: Bersani, Veltroni, Chiamparino, Vendola, Di Pietro, Ferrero, Diliberto, Camusso e la Cgil, Travaglio ed il Fatto, Santoro, Rai tre, fino al Manifesto ed allo stesso D’Alema che ne subisce l’influenza, nonostante i rabbiosi tentativi di smarcarsi (1).

Più volte Scalfari o Mauro hanno“suggerito” scelte politiche a dirigenti di partito che puntualmente hanno raccolto.

Finalità

Le politiche del “gruppo politico finanziario sono esclusivamente finalizzate al proprio potere neocorporativo, sia con il controllo diretto sulle istituzioni sui partiti e sul sindacato nella concertazione, sia con il controllo sul sistema mediatico una versione più colta e raffinata di Berlusconismo di cui mantiene il carattere di lobbysmo mediatico plebiscitario. Il cavallo su cui puntare può cambiare con disinvoltura purché sia funzionale al suo sistema di potere. Oggi il “gruppo Repubblica” si propone apertamente come guida del “fronte di liberazione” anti berlusconiano fissandone composizione, tempi e obbiettivi, mentre già si prepara anche a dettare le soluzioni per il dopo Berlusconi. Tutto senza distinguere volutamente, nel riferimento al fascismo, la tragedia storica dalla farsa del presente.

Sosiene Vendola solo per stoppare il gruppo Bersani D’Alema, ammicca a Fini, ma per puntare su Mario Draghi il privatizzatore, emanazione di grandi oligarchie (Goldman Sachs da cui Draghi proviene, finanza ebraica Usa, area Prodi e ovviamente gruppo Cir….)..

Il “gruppo” conta sul sostegno di Murdoch - Sky e sul piano internazionale punta al sostegno dell’amministrazione Usa contro le scelte sul fronte gas e petrolio operate da Berlusconi con Russia e Libia.

Base sociale del gruppo Repubblica

Media e piccola borghesia intellettuale, ceto politico di sinistra (professionisti, quadri di partito, cattedre universitarie, sindacalisti Cgil Cisl, associazioni ong, lega ambiente, Arci, soci Coop organizzati, cariche elettive degli enti locali e collegati, ecc.

Gerarchia

Gruppo dirigente politico editoriale: De Benedetti, Scalfari, E. Mauro, M. Giannini.

Quotidiano guida: La Repubblica, settimanale: l’Espresso più altre riviste, decine di quotidiani locali, con i propri emissari come Lerner E Gruber ne “La 7” dove Scalfari è di casa, più un proprio canale Tv digitale. Un vero e proprio super partito non solo mediatico, ma ben strutturato con le sue gerarchie, in grado di determinare orientamenti, tattiche, comportamenti e leadership nelle istituzioni, nei partiti (Pd - Idv - Sel), nel sindacato e nelle associazioni.

Influenza politico culturale

Oggi vecchi e nuovi seguaci di tutta la sinistra istituzionale, avendo accantonato con il marxismo ogni ricerca critica e legge solo libercoli consolatori, si forma le idee leggendo la Repubblica la quale esercita così un ruolo dirigente più efficace e puntuale degli organi di partito ufficiali e dei loro giornali ridotti a supplementi ormai illeggibili e invenduti.

Una inchiesta mirata o un articolo di Repubblica oggi è spesso in grado di determinare l’ascesa o il declino di un personaggio politico o di una area politica.

Coinvolgimento degli intellettuali e degli artisti più in vista Il “Gruppo” è capace di coinvolgere sensibilità intellettuali diverse da destra e sinistra, ma senza vera autonomia critica. Molti i nomi più o meno colti o autorevoli: Registi, attori, musicisti, scrittori, teleconduttori, ecc, U. Eco, R.Saviano, Camilleri, Odifreddi, Rodotà, Fazio, Augias, sono solo alcuni dei personaggi in questione.

Da non dimenticare invece la totale esclusione di componenti critiche non omologabili e per questo sistematicamente oscurate.

Borghesia illuminata?

Il gruppo Cir - De Benedetti - Repubblica, pretende di rappresentarsi come un gruppo guida di una borghesia illuminata solo in apparenza, capace darsi una immagine colta, ma totalmente parassitaria nei fatti se va ad analizzare la sua natura strutturale .

La Cir è una Holding finanziaria internazionale, che oltre a stampa ed editoria, ha come le sue fonti principali di profitto e rendita negli appalti della sanità privatizzata (case di riposo e riabilitazione), nei servizi energetici della società Sorgenia (centrali a turbogas, carbone ed inceneritori, con le rinnovabili come foglia di fico), da tener presente che “l’ Ingegnere”, osannato dalla sinistra grigia, è stato artefice della liquidazione della Olivetti cioè dell’informatica italiana e di altre aziende del settore manifatturiero elettronico.

In Italia in realtà non esiste da decenni una borghesia progressista con cui stabilire un qualsiasi patto sociale, il capitalismo straccione italico si serve dell’antiberlusconismo per legittimarsi come diverso, ma la sua deriva, decadente e parassitaria è ormai irreversibile ed ineliminabile senza il suo rovesciamento.

La Sinistra di classe cerca faticosamente di uscire dalla marginalità per riprendere un cammino molto difficile e lungo e ricostruirsi come soggetto rivoluzionario autonomo, ma per farlo seriamente deve rompere questo meccanismo e sottrarsi totalmente da subito dal dominio egemonico delle oligarchie del tipo del gruppo Repubblica e derivati.

Note
(1) D’Alema su De Benedetti ha detto di recente:
De Benedetti? Un Berlusconi di serie “B” Posted by in Politica by Le Barricate at 12:16 Nella polemica che da tempo vede De Benedetti e D’Alema in un botta e risposta al vetriolo, D’Alema ha avuto modo di dire della tessera numero uno del Pd, che è un Berlusconi di serie “B”, naturalmente senza mai nominarlo, visto che il De Benedetti è pur sempre il finanziatore e l’editore del giornale “Repubblica”, antiberlusconiano all’eccesso, pari, se non peggio, all’Unità.
Questo perchè tempo fa il finanziatore di Repubblica aveva detto del D’Alema che nella vita non ha saputo fare nient’altro che politica e che, sempre il Massimo, era una rovina per il Partito Democratico.
Naturalmente il Baffino d’oro della politica italiana, nipotino del più famoso “baffone” della storia della politica mondiale, se l’era tenuta a mente e alla prima occasione ha risposto a modo suo. Aggiungendo, tra l’altro, che nella sinistra italiana ci sono tanti imprenditori che entrano in politica pensando di fare quello che ha fatto Berlusconi, ma sono solo dei Berluschini.
De Benedetti non mi è mai piaciuto, da quando aveva venduto allo stato dei computer dell’Olivetti ormai obsoleti e ancor prima. Poi la sua carriera ha fatto di tutto per rendermelo più insopportabile. Non foss’altro, perchè, al contrario di Berlusconi, non si espone in prima persona, ma si espone solamente in modi ambigui, come l’essere la tessera numero uno del Pd e via dicendo.. L’ Affermazione di D’Alema, De Benedetti un Berlusconi di serie “B”, mi sembra quindi più che azzeccata.
Ma il D’Alema, d’altra parte, merita la definizione di uomo che non ha mai saputo fare altro che politica e, a mio parere, l’ha fatta male e dalla parte sbagliata.
La partita D’Alema, De Benedetti, sta uno a uno e palla al centro..

Giancarlo Staffolani

Fonte

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