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Stefano Gugliotta

Stefano Gugliotta

(11 Maggio 2010) Enzo Apicella
Dopo che le tv hanno trasmesso il video di Stefano Gugliotta che viene pestato immotivatamente dalla polizia e poi arrestato per "resistenza a pubblico ufficiale", il capo della polizia Manganelli "dispone una ispezione".

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la campagna di criminalizzazione preventiva di "Europposizione"

(10 Novembre 2003)

Le compagne ed i compagni del Laboratorio antimperialista di Napoli, alla luce degli ultimi attacchi politico-mediatici (Il mattino e Repubblice di martedì 4.11, tv e dichiarazioni di ministri vari), con la sapiente e fattiva collaborazione di DIGOS ed UCIGOS, ritengono opportuno ribadire quanto segue.
Il percorso di costruzione della nostra esperienza si sviluppa, in una prima fase, all’interno delle mobilitazioni degli studenti e dei lavoratori contro l’aggressione imperialista ai danni del popolo iracheno, anche con l’organizzazione di assemblee e dibattiti ampiamente partecipati, al fine di contribuire alla crescita della autonomia e dell’opposizione di classe all’attuale sistema di dominio.

Successivamente, in una seconda fase, dopo il riflusso delle mobilitazioni e la fine dei bombardamenti sull’Iraq, ci siamo spesi nella costruzione di un dibattito locale e nazionale intorno alle tematiche dell’antimperialismo e dell’anticapitalismo, e a sostegno delle lotte di liberazione dei popoli oppressi. Durante questo periodo abbiamo contribuito alla nascita del Comitato Nazionale “EUROPPOSIZIONE!” . E’ recente per noi (come purtroppo molti altri attacchi ci sono stati) l’attacco subito da questo comitato che con particolare accanimento è stato additato come la frangia estrema del movimento, guarda caso, proprio in occasione della sua prima uscita pubblica ad un corteo nazionale (4.10). Ciò dimostra che la coesione di esperienze diverse accumunata da una opposizione all’imperialismo europeo fa paura.

E’ chiaro che la discussione ed il confronto intorno alla dinamiche della costruzione del nascente polo imperialista europeo desta preoccupazione e perciò reazioni degli apparati della repressione preventiva; fra cui spiccano i mezzi di comunicazione di massa, arma indispensabile per combattere la guerra alle opposizioni. Questo mostra, per l’ennesima volta e se ce ne fosse ancora bisogno, l’impossibilità dei media di essere ideologicamente neutrali.
I tentativi di intimidire, criminazzare al fine di isolare, di reprimere, orchestrati dallo stato borghese non sono una novità: da sempre si cerca di mettere a tacere le voci fuori dal coro del sistema capitalista perché queste sono scomode e fanno paura. Ed oggi l’attacco è sferrato costantemente, anche attraverso l’uso di assurde montature e teoremi giudiziari con la zelante colaborazione di stampa e televisioni (e a volte pure della controinformazione della falsa sinistra), a tutti quelli che alzano la voce mettendoli nel calderone unico della “eversione”; compagni e compagne con esperienze, pratiche e ambiti di lotta differenti. Criminali pericolosi e sovversivi finiscono per essere tutti, dagli operai ai sindacalisti di base, dagli studenti ai precari, dai disoccupati ai centri sociali, e tutti quelli che lottano: colpiti in modo comune perché si oppongono allo stato di cose vigente sotto parole d’ordine anticapitaliste, antimperialiste o che smascherano il ruolo imperialista dell’UE.

Il vero criminale è solo chi ci sfrutta, affama, opprime e reprime in ogni momento della nostra vita.

E’ oramai prassi costante per la borghesia usare armi come la repressione preventiva e le criminalizzazioni per le occasioni particolari (a mezzo stampa e giudiziario) per cercare di dividere chi lotta e frazionare ancora di più la classe già divisa da precarietà, flessibilità e dal trionfo dell’individualismo. Ed è contro questo che è necessario rispondere compatti: non lasciandosi intimidire ed intessendo contatti, comunicando e ricercando piani di lavoro unitari. Solo questa deve essere la risposta a chi ci attacca.

RISPONDIAMO UNITI A CHI CI REPRIME
SOLO LA LOTTA PAGA

Laboratorio antimperialista – Napoli

Fonte

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