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Iraq, allawi: se le cose non cambiano, non entrero' nel governo

Iyad Allawi torna a minacciare di non far parte del prossimo governo iracheno, perché "la condivisione del potere non si sta verificando".

(8 Dicembre 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.nena-news.com

Iraq, allawi: se le cose non cambiano, non entrero'nel governo

foto: www.nena-news.com

Iyad Allawi torna a minacciare di non far parte del prossimo governo iracheno, perché "la condivisione del potere non si sta verificando". di Ornella Sangiovanni (per Osservatorio Iraq)- Roma, 8 dicembre 2010 - Il vincitore delle elezioni legislative irachene del 7 marzo scorso, che non è riuscito ad avere l'incarico di guidare l'esecutivo che dovrà gestire il Paese per i prossimi quattro anni, avverte: "Se le cose non cambieranno, io non parteciperò".

Sono dichiarazioni rilasciate in una intervista al Times, che il quotidiano britannico ha pubblicato oggi.

La "condivisione del potere" a cui fa riferimento l'ex Primo Ministro iracheno, leader di Iraqiya, l'alleanza nazionalista che ha ottenuto il miglior risultato elettorale (91 seggi in Parlamento su un totale di 325 deputati), riguarda l'accordo faticosamente raggiunto tra le maggiori coalizioni politiche irachene il mese scorso, dopo uno stallo durato otto mesi. Accordo in base al quale il premier Nuri al Maliki ha ricevuto un secondo mandato, e il leader kurdo Jalal Talabani è stato rieletto presidente della Repubblica dal Parlamento. Parlamento che ha eletto come suo presidente Usama al Nujaifi, un arabo sunnita che è fra gli esponenti di spicco della lista di Allawi.

Consiglio Nazionale per le politiche strategiche: poteri esecutivi o consultivi?

Secondo l'accordo, che ha visto nelle vesti di garante il presidente della regione del Kurdistan Mas'ud Barzani, ad Allawi dovrebbe andare la presidenza del "Consiglio Nazionale per le politiche strategiche": un organismo non ancora formato, e non previsto dalla Costituzione, i cui poteri – al momento vaghi – dovrebbero essere definiti da una legge ad hoc approvata dal Parlamento.

Poteri sui quali le intenzioni non potrebbero essere più distanti [in arabo]: per Iraqiya, e per lo stesso Allawi, devono essere "esecutivi" [in arabo], per la coalizione che raggruppa le forze sciite – la National Alliance – si tratterà solo di un organismo consultivo.

Dunque c'è un punto interrogativo, e parecchi timori per la fragilità dell'accordo politico raggiunto.

Allawi sostiene che, se non gli è stato concesso di formare il governo, il principale responsabile è l'Iran, i cui leader hanno nei suoi confronti quella che definisce una "linea rossa".

Allawi: chi sta bloccando tutto è Tehran

"Adesso c'è un punto interrogativo sulla democrazia", dice il leader di Iraqiya nell'intervista al Times. "La gente si rende conto che l'Iran ha il coltello dalla parte del manico, e sente che l'Iraq è controllato da forze straniere".

Anche sulla "condivisione del potere" non ha dubbi: è Tehran che sta bloccando tutto. "Hanno una linea rossa contro di me personalmente, e non vogliono che Iraqiya faccia parte del nuovo governo".

Nuovo governo sul quale Allawi continua a fare previsioni pessimistiche. Gli iracheni, dice al quotidiano britannico, ne saranno rapidamente disillusi, qualunque esso sia.
Anzi, c'è già molta delusione fra la gente, "a prescindere dal fatto che abbiano votato per noi", dice il leader di Iraqiya. Che sottolinea: "Avevano associato la democrazia al fatto che chiunque avesse i numeri maggiori avrebbe dovuto guidare la formazione del governo".

E invece le cose sono andate diversamente.

Per tanti motivi. Forse il più decisivo, l'appoggio dato alla fine a Maliki da Muqtada al Sadr e dal suo movimento, forte di una quarantina di seggi in parlamento. Appoggio che sarebbe arrivato dopo forti pressioni di Tehran su Sadr (che da anni vive in Iran, dove studia per diventare Ayatollah nella città santa di Qom).

Del patto stretto fra Maliki e Muqtada farebbe parte il rilascio di numerosi membri dell'Esercito del Mahdi, la milizia sadrista, che si trovavano in carcere – cosa confermata da Allawi al Times.

Il leader di Iraqiya ormai è consapevole che non sarà lui a guidare il nuovo governo, ma per il resto non ha certezze riguardo al futuro del suo Paese.

Alla domanda su come sarà il paesaggio politico in Iraq fra un anno, risponde: "Non lo so, davvero".

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Nena News

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